Ceste dal Senegal

Scritto da Doria
Pubblicato in Quattro Chiacchiere con  7 commenti
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In spiaggia, dopo aver detto _No grazie… molte volte, a numerosi venditori ambulanti, ho dovuto cedere alla tentazione, quando è passato un ragazzo senegalese, che chiamerò  Khadim.

Aveva due sacche piene di ceste coloratissime di ogni forma e dimensione: piccole e grandi, con coperchio e senza, portapane, portafrutta, portabiancheria…di tutto insomma. Ammirata, ho chiesto informazioni sulla lavorazione.

ceste wolof senegal

Mi ha spiegato che le ceste sono lavorate a mano dalle donne del Senegal, abili in questa arte, perchè praticata e tramandata da generazioni.

Sono fatte con fasci di erba njodax, tirati e legati con dei sottili lacci di plastica riciclata, recuperata da vecchie stuoie ed essendo prodotti artigianali, ovviamente non c’è un cesto uguale all’altro.

Mi ha detto anche però, che una volta non usavano la plastica, ma foglie di palma, molto difficili da lavorare.

Non ho potuto fare a meno di comprarne due, una mini e una maxi.

ceste wolof senegal

L’acquisto comunque è stato una inaspettata ma piacevole occasione per scambiare  due parole con lui. Con modi gentili e fare simpatico, Khadim mi ha raccontato un po’ di sé.

La sua famiglia vive in Senegal, moglie e quattro figli.

Lui viene in Italia per lavorare:  fa l’ambulante nelle spiagge d’estate, vendemmia a settembre e raccoglie le olive fino a dicembre. Poi torna a casa. Ma domani sarà di nuovo in spiaggia, sotto al sole, a vendere le sue bellissime ceste.

ceste wolof del senegal

P.S. Non essendo questo un blog adatto, ho evitato commenti sui risvolti umani e sociali,  che stanno dietro alla vendita ambulante degli extracomunitari. Però pensiamoci…

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