Dove vendere on line le tue creazioni artigianali [Guest Post]

Scritto da Doria
Pubblicato in Artigianato e Hobby Quattro Chiacchiere con  120 commenti

Più  volte mi è capitato di dover rispondere alle mail in cui mi si chiedeva quale fosse la vetrina migliore in rete dove poter vendere le proprie creazioni artigianali. Io stessa me lo sono chiesta ogni volta che ho scritto un articolo per “Un’idea per gli acquisti” dove mi capita di promuovere il lavoro artigianale e di parlare di bravi creativi.

Una di queste è Gabriella di Linee Curve che, volendosi aprire uno shop virtuale, su questo argomento si è molto informata e ha scritto per noi questo dettagliato guest_post. 

Condividendo le sue opinioni, Gabriella illustrerà a tutti coloro che creano oggetti hand-made e che vogliono cominciare a vendere sul web, dove e come aprire una vetrina on line.

Se avete commenti da fare o suggerimenti da dare in base alle vostre personali esperienze, potete farlo a fine post. Le vostre opinioni ci interessano.

Alle prese con la scelta di uno shop virtuale

Per chi come me ha aperto un blog per mostrare gli oggetti che le mie mani creano, arriva fatalmente un momento in cui ti chiedi (o ti chiedono) se sei disposto anche a vendere qualcuno dei tuoi oggetti.

Ma come fare?

Cominci allora a documentarti, a studiare le possibilità che hai davanti, comprendi che la scelta è complessa. Questo è il racconto di quel che io ho capito.

Per prima cosa ho capito che per chi ha già deciso di farne un mestiere, la scelta più corretta è dotarsi di un sito proprio, con shop interno.

Ma poi ci sono quelli che vogliono vendere solo occasionalmente, o quelli che non se la sentono ancora di investire in un sito proprio. Allora può essere utile iscriversi a siti dove possiamo creare il nostro “negozio” ed esporre i nostri oggetti, in genere in cambio di commissioni sulle vendite effettuate (dal 5 al 10%). Spesso a questo bisogna aggiungere le commissioni di paypal, il mezzo di pagamento più usato per tutti gli acquisti su internet, strumento costoso, ma è consigliabile offrirlo come mezzo di pagamento, perchè è il più sicuro per gli utenti e per questo molto amato.

Ma quanti siti esistono? Come scegliere?

Proverò a citarne solo alcuni, i più usati, aggiungendo alcune mie riflessioni.

Se cerchiamo una vetrina su un mercato internazionale, se siamo in grado di parlare fluentemente in inglese e disposti a effettuare spedizioni internazionali, dirigiamoci verso Etsy, un bellissimo sito americano conosciuto in tutto il mondo.
In Europa, da vedere anche Dawanda. Più semplice, ma da studiare, è anche Bigcartel, un interessante sito rivolto ad artisti di tutti i tipi. Ricordiamoci però che presentarsi su un mercato mondiale, ricco di proposte, è certamente molto stimolante, ma è molto più difficoltoso ritagliarsi un po’ di visibilità, mettiamo quindi in conto sforzi maggiori per riuscire.

Se vogliamo invece un sito che parli (anche) italiano, il più conosciuto e usato al momento pare essere Miss Hobby,  sito simpatico graficamente, ma il cui limite più grosso è l’estrema lentezza, specie in alcune ore della giornata.
Altro sito è Babirussa, sempre più citato nei blog, ma anche qui c’è qualche problema di lentezza di tanto in tanto. Entrambi offrono un carrello e richiedono commissioni di vendita.

Un sito che mi pare funzionare bene è Artesanum, che è anche del tutto gratuito, perché a differenza di tutti gli altri non offre la comodità del carrello. Questa limitazione, che costringe l’aspirante acquirente a contattare il venditore, per molti si tramuta in vantaggio per via del contatto diretto, molto apprezzato dalle parti.

E infine Blomming, anche se in versione non ancora definitiva. Interessante perché offre la possibilità di avere, con poche semplici mosse, il proprio “negozio” anche su Facebook o sul proprio sito/blog, con un’unica gestione. Al momento tuttavia si può accedere ai negozi già creati solo tramite link diretto, inoltre non è ancora ben chiaro agli utenti quanto costerà il servizio (che al momento è gratuito) in futuro. Questa incertezza a mio parere è un freno alla piena condivisione di questa piattaforma da parte dell’utente. Ma vale la pena tenerlo d’occhio.

Su Facebook è bene ricordare che esiste una applicazione gratuita, si chiama Payvment, ed è in sostanza una vetrina come le altre, applicata alla nostra fan page. Ha però il limite di essere accessibile solo a chi usa Facebook, e inoltre richiede il consenso all’utilizzo dei vostri dati, come tutte le applicazioni. Questo è un limite non indifferente perché allontana tutte le persone che non intendono concederlo.

Ma al di là di queste differenze, cosa ci aspettiamo da un negozio virtuale?

Se abbiamo bisogno solo di una vetrina verso cui indirizzare i propri follower, in modo da indicare in maniera più chiara le condizioni di vendita e il prezzo degli oggetti, uno qualunque di questi siti raggiunge il risultato sperato.

Ma se invece l’aspettativa è quella di presentarci a un pubblico più vasto da quello che già raggiungiamo, per avere una più ampia visibilità?

Il limite più grosso di tutti questi siti è la carenza di domanda, ci sono pochi acquirenti che frequentano il sito alla ricerca di qualcosa da acquistare. Chi acquista di solito è arrivato per vedere un negozio preciso, provenendo dal sito/blog dell’autore stesso. Consideriamo perciò che, oltre a creare, gestire e aggiornare il nostro negozio, dobbiamo anche aggiungere la fatica di promuoverlo.

Forse da questi siti ci aspetteremmo qualcosa di più, un investimento imponente di pubblicizzazione del proprio portale per attrarre lì quella clientela interessata a comprare prodotti artigianali fatti a mano. Che diventino davvero punto di incontro tra domanda e offerta, attivamente, non staticamente. Questo farebbe aumentare il volume delle contrattazioni e quindi la soddisfazione collettiva.

Ma dobbiamo anche ammettere che questi siti ci sono utili, perché è importante scommettere anche sull’e-commerce per la diffusione del prodotto “fatto a mano”. Perché si diffonda l’attenzione per l’oggetto unico, non in serie, per l’oggetto curato e non di basso profilo. Ecco perché io credo che valga la pena scegliere la vetrina che più si adatta alle nostre esigenze, ma scegliamo con oculatezza, studiando bene, cercando di capire su cosa dobbiamo puntare..

E questa è una ricerca del tutto personale.

Gabriella


Aggiornamento

Dal giorno in cui è stato scritto questo post, la qualità di alcune delle piattaforme nominate è migliorata, per altre non ci sono stati grossi cambiamenti.

Informo comunque che nel frattempo sono nate in rete anche altre realtà dove aprire vetrine on line come Alittlemarket e che nei numerosi commenti al post si possono leggere tanti interessanti spunti.

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