Foto fai-da-te, 2° parte: gestire la luce

Scritto da Lulu il
Pubblicato in Foto fai da te Stampabili Tutorials con  99 commenti
la-luce

Rieccoci qui con il secondo appuntamento dedicato alla “fotografia fai da te”.

Vi siete esercitate a individuare e correggere gli errori nelle vostre foto? Avete preso confidenza con le inquadrature, la messa a fuoco e il bilanciamento del bianco? Spero di sì perché il post di oggi sarà molto più simile a un’esercitazione pratica: possiamo leggere e parlare di fotografia quanto vogliamo, ma l’unico modo per imparare a fotografare è… fotografare!

Ci eravamo lasciate con un set fotografico molto semplice: luce laterale, proveniente da una finestra, su un tavolo con una comune tovaglia bianca.

Foto fai da te

Il risultato è una foto buona, che mostra bene l’oggetto, ma ancora molto migliorabile. Ma prima di passare agli esempi, mi dispiace, vi dovete sciroppare la parte noiosa. O meglio, pensandoci bene, non è che dovete per forza: se è troppo noiosa, potete anche saltare direttamente al paragrafo “oggetti utili” 😉

Esposizione

Non posso parlarvi di gestione della luce senza un accenno velocissimo a come la luce viene “letta” dalla vostra macchina fotografica.

L’esposizione, o valore esposimetrico (EV), indica la quantità di luce che entra nella macchina durante lo scatto (non è proprio così semplice, ma per il momento questo vi basti). Ogni fotocamera ha al suo interno un “esposimetro”, cioè un aggeggino che misura la quantità di luce disponibile. In base a quello che viene registrato dall’esposimetro, una fotocamera in modalità automatica “sceglie” da sola l’apertura del diaframma e il tempo necessario per ottenere una foto con esposizione corretta. Una foto con troppa luce si dice “sovraesposta”, mentre una foto con poca luce è “sottoesposta”

Se non avete idea di cosa sia una coppia tempi/diaframmi, l’esposizione calcolata in automatico andrà bene per fotografare i vostri oggetti nella maggior parte dei casi. In caso contrario, sapete già come regolarvi 🙂

Compensazione dell’esposizione

In alcune situazioni particolari, gli elementi presenti sulla “scena” potrebbero ingannare l’esposimetro. Ad esempio, uno sfondo completamente nero può fargli credere che serva più luce del necessario (risultato: la foto esce troppo luminosa / sovraesposta). Un oggetto completamente bianco, o una fonte di luce posta dietro l’oggetto, al contrario, può fargli credere che ci sia troppa luce (risultato: foto poco luminosa / sottoesposta).

Nella maggior parte delle fotocamere (comprese le compatte) è prevista una funzione di compensazione dell’esposizione, che permette di “correggere” l’errore dell’esposimetro. Non entro troppo nel dettaglio, cercate tra i vari menu la voce EV, oppure cercate sul manuale il paragrafo Esposizione o Compensazione dell’esposizione.

Di solito, è possibile impostare un valore di correzione: +1, +2… se volete che la foto sia più luminosa; -1, -2… se volete al contrario che la foto sia meno luminosa. Usatelo se una foto non vi sembra esposta correttamente (cioè, se è sovra o sottoesposta). Le compatte in genere permettono di fare questo da un menu interno, mentre le reflex permettono di compensare l’esposizione utilizzando una ghiera in combinazione con un pulsante… ripeto, controllate il manuale, ogni macchina è diversa!

Nota tecnica per chi di voi utilizza una reflex: ovviamente la compensazione di esposizione va utilizzata solo se scattate in automatico, a priorità di diaframma o a priorità di tempo. Se scattate in manuale, compenserete in manuale!

In generale, tenete presente che per fotografare alcuni oggetti può non essere una cattiva idea sovraesporre di +1, facendo solo attenzione ad evitare che i dettagli più luminosi non escano “bruciati” (cioè completamente bianchi)

Foto fai da te

Sensibilità ISO

Può essere impostata manualmente nella maggior parte delle fotocamere: più è alto il valore, più la foto sarà luminosa, ma allo stesso tempo più “rumore” sarà presente (il rumore sono quei puntini che tolgono dettaglio all’immagine).

Ci sono macchine che hanno una buona resa anche alzando gli ISO, altre macchine che perdono drammaticamente qualità: l’unico sistema per sapere a quale gruppo appartiene la vostra macchina, è provare.

In generale, comunque, cercate di mantenere gli ISO bassi (100, max. 200). In alcune foto di questo post ho alzato un po’ gli ISO (a 500) per poter scattare a mano libera, ma l’ho fatto perché so che con la mia macchina non ho perdita di qualità significativa. Con la maggior parte delle compatte è bene mantenersi al di sotto dei 200 ISO.

E se la luce non basta… ve l’ho già detto, vero, di procurarvi un cavalletto? 🙂

Dati di scatto

Li pubblico per chi tra voi “mastica” un po’ più di tecnica fotografica, se vi viene la curiosità di conoscerli. Se non avete idea di cosa stiamo parlando (sono tutte quelle sigle e numeri incomprensibili sotto alle foto), li potete tranquillamente ignorare!

Oggetti utili

Basta noiosa teoria, torniamo al nostro set.

Come vi avevo promesso, utilizzeremo tutti oggetti di uso comune. Questo è un elenco parziale degli oggetti che vi potrebbero tornare utili per imparare a gestire la luce:

  • una lampada da tavolo o un faretto
  • carta stagnola
  • vaschette di alluminio
  • vassoi per dolci (quelli con il fondo dorato)
  • vassoi di plastica bianca
  • carta da forno / carta da lucido / carta velina
  • scotch di carta
  • un bastone o una riga da disegno o un manico di scopa
  • qualsiasi cosa abbiate in casa che può servire a filtrare luce, a riflettere luce, a fare da sostegno ad altri oggetti

Riprendiamo la foto di partenza, quella che, avevamo detto, si può ancora migliorare. È qui sotto, a sinistra:

Foto fai da te
1/60″ @ f/3.5 – 70mm – ISO: 500 – WB: ombra – EV: +0.5 (leggermente sovraesposto)

Cos’ha che non va? Ecco, ad esempio guardate il lato sinistro della pila di piattini: è tutto un po’ troppo scuro. In questo caso, l’effetto non è spiacevole, perché crea un chiaroscuro netto con lo sfondo che stacca bene gli oggetti in primo piano. Inoltre, avere un lato meno illuminato dà tridimensionalità agli oggetti, ma così è un po’ troppo scuro.

Mettiamo di volere più luce sul lato sinistro. Guardate la seconda foto ora. C’è qualche differenza?

Pannelli riflettenti fai da te

Ecco di nuovo il nostro set: la luce arriva di lato, da un’unica sorgente luminosa a destra (la finestra). Il lato sinistro rimane poco illuminato.

Foto fai da te
1/60″ @ f/3.5 – 70mm – ISO: 500 – WB: ombra – EV: +0.5 

Come possiamo fare per illuminare un oggetto dai due lati, se abbiamo a disposizione una sola sorgente luminosa?

Il modo c’è: utilizziamo un pannello riflettente. O meglio, un qualunque oggetto che possa riflettere e rimbalzare la luce.

Foto fai da te
1/60″ @ f/3.5 – 70mm – ISO: 500 – WB: ombra – EV: +0.5 

In questo caso, ho costruito un piccolo pannello riflettente con un pezzo di carta stagnola poggiata semplicemente su un tagliere di legno.

Fotografare in ambienti con poca luce

So cosa state pensando: fotografare un oggetto in una casa luminosa, così son capaci tutti, ma casa mia è buia da morire… Nessun problema, passiamo allo step successivo.

Date un’occhiata alla foto qua sotto:

Foto fai da te
2,5″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: ombra – EV: 0

L’ho scattata in casa mia (l’orrido seminterrato, ricordate?), alle 7 e mezzo di sera. Unica fonte di luce, una finestra in alto a destra, a circa 2 metri di distanza dai due vasi (potete vedere bene il riflesso nella parte alta).
Credetemi se vi dico che la stanza era in penombra.

Dov’è il trucco? Cavalletto, e tempi lunghi: 2 secondi e mezzo di esposizione. Il che vuol dire che l’otturatore della macchina è stato aperto per 2,5 secondi. Il sensore della macchina è stato esposto alla luce per 2 secondi e mezzo.

Cominciate a capire perché vi ripeto in maniera martellante di procurarvi un cavalletto?? 🙂

Anche in questo caso, possiamo divertirci a dare un po’ di luce alla parte in ombra, utilizzando un pannello riflettente. Qui mi sono sbizzarrita con un vassoio dorato: guardate che effetto particolare…

Foto fai da te
Foto fai da te
2,5″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: ombra – EV: 0

Fotografare con luce artificiale

Alzi la mano chi di voi, con tutta la buona volontà, proprio non riesce a trovare un po’ di tempo per scattare le foto di giorno, quando fuori c’è luce. Oppure chi deve usare una stanza senza finestre. Insomma, chi non ha a disposizione neanche quel po’ di luce che viene dall’esterno.

Succede, lo so. Ma si risolve. Ditemi che avete almeno una presa di corrente, e si risolve 🙂

Procuratevi una lampada: va bene una piccola lampada da tavolo, una lampada da comodino, qualsiasi cosa possa fare luce e possa essere facilmente spostata e possibilmente orientata. Io ho una piccola lampada da tavolo orientabile, che con la sua lampadina da 40W mi è stata fedele alleata per tanti anni.

Evitate la luce delle lampade a soffitto, è difficile da gestire, non si può spostare, non si può schermare, non si può orientare. Prendete la vostra piccola lampada da tavolo, accendetela e spegnete la luce della stanza.

Vi ricordate cosa abbiamo detto nel post precedente, a proposito del bilanciamento del bianco?

Ecco, se utilizzate una lampada, è il momento di impostare manualmente il wb. Che tipo di lampadina state usando?

  • Lampadina a incandescenza: wb incandescenza o tungsteno (simbolo lampadina)
  • Lampadina a basso consumo: wb luce fluorescente (simbolo tubo al neon)

Attenzione, anche se consumano più corrente e scaldano di più, è meglio usare una lampadina a incandescenza: la regolazione del wb è molto più precisa (con le lampade a basso consumo è difficile avere una resa del colore fedele, anche impostando il wb).
Tanto la dovrete tenere accesa per pochi minuti, e non serve che sia molto potente.

Ecco il nostro set illuminato solo dalla lampada da tavolo, dall’alto verso il basso:

Foto fai da te
1/25″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: tungsteno – EV: 0

È già un buon risultato, e ho solo acceso una lampada da tavolo, e spento la luce della stanza. Vi ho convinte adesso che esiste un’alternativa all’orrido flash integrato?? 🙂 (vedere post precedente)

Scegliere la direzione della luce

Questa luce spiovente e molto dura, che cade a pennello su questi vasetti rustici, può non essere adatta alla maggior parte degli altri oggetti che ci capiterà di dover fotografare: in generale ci servirà una luce più frontale e più soffusa.

Cominciamo con il regolare l’angolo da cui proviene la luce: io ho semplicemente spostato la lampada in modo che la luce fosse più bassa e più frontale, e questo è il risultato:

Foto fai da te
1/20″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: tungsteno – EV: 0

Il motivo per cui consiglio di avere una lampada orientabile è proprio questo: abituatevi ad osservare la scena provando a variare la posizione della lampada. Notate come cambiano le aree illuminate, i riflessi e le ombre.

In questo caso, ho cercato un’illuminazione abbastanza omogenea non frontale, ma di 3/4 (lato in ombra = tridimensionalità, ricordate?). La luce è ancora troppo dura: guardate le ombre (troppo nette) e i riflessi (troppo intensi).

Come facciamo per avere una luce più morbida?

Diffusore fai da te

Un diffusore, lo dice la parola, è qualcosa che “diffonde” la luce. La luce è più diffusa quando la superficie illuminante è più ampia. Pensate a quanto è grande una lampadina (luce dura) e a quanto è grande invece una finestra (luce diffusa).

Un diffusore, quindi, deve aumentare in qualche modo la superficie illuminante. Di solito un diffusore è un oggetto di materiale traslucido che si posiziona davanti alla fonte di luce e lascia passare la luce “allargandola”. Guardate qua sotto, la fonte di luce è la stessa della foto precedente, la luce è completamente diversa (controllate le ombre sui vasi e sul tavolo, controllate i riflessi):

 Foto fai da te
1/13″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: tungsteno – EV: 0

Ho usato un “diffusore” d’emergenza: un foglio di carta da forno. Ma può andare bene qualsiasi materiale traslucido.

Attenzione alle lampadine a incandescenza perché scaldano molto: non mettete mai troppo vicino alla lampadina qualcosa che possa incendiarsi o squagliarsi!

Per posizionare il foglio davanti alla lampada, l’ho fissato con lo scotch di carta a una riga da disegno, come una bandiera: così ho potuto facilmente tenerlo fermo davanti alla lampada mentre scattavo. Ma potete fissarlo a una cornice, a una coperchio di cartone bucato al centro, e così via.

Occhi ai dati di scatto: ho dovuto aumentare il tempo di posa. Il diffusore diffonde la luce, questo è vero, ma ne “ruba” sempre un po’!

Il nostro set così è già più che soddisfacente, vi voglio solo insegnare un piccolo trucchetto che può aggiungere quel certo “non so che” alle foto di oggetti.

Evidenziare i contorni con la “rim light”

In fotografia, la “rim light” è quella luce molto netta che evidenzia i bordi di un oggetto. Si usa per staccare ulteriormente l’oggetto dallo sfondo. Di solito proviene da una luce posta in diagonale dietro l’oggetto. Ma noi abbiamo una sola lampada, ricordate?

Ecco come un “pannello” può essere utilizzato per creare una rim light:

Foto fai da te
1/13″ @ f/4.5 – 70mm – ISO: 200 – WB: tungsteno – EV: 0

E questo è il risultato finale, in grande.

Foto fai da te

Avete notato che è ancora visibile il riflesso della finestra? Appare in blu, perché è cambiato il bilanciamento del bianco, e riducendo i tempi di scatto (da 2,5″ a 1/13″, cioè un tempo circa 30 volte più breve) la luce proveniente dalla finestra è diventata trascurabile, cioè non influenza il set: infatti anche il riflesso appare molto più piccolo.

Questo per farvi capire che un apparecchio fotografico può registrare la quantità di luce in maniera molto diversa dai nostri occhi. Ed ecco perché la luce non è mai “troppo poca” se avete la possibilità di aumentare a piacimento il tempo di scatto. E per fare questo vi servono 1) un cavalletto e 2) una fotocamera che permetta di fare esposizioni lunghe.

La maggior parte delle “compattine” ha un tempo massimo di esposizione che varia dai 2 agli 8 secondi (dipende dai modelli). Le bridge arrivano in genere anche a 15-30 secondi, mentre quasi tutte le reflex arrivano a 30 secondi e hanno la cosiddetta “posa B” che permette di prolungare il tempo di posa potenzialmente all’infinito. Ma abbiamo visto che anche i 2 secondi di una compattina possono bastare nei casi più comuni.

Suggerimenti di illluminazione

Oltre alle varie lampade da tavolo che forse avete già, potete provare a dare un’occhiata nei negozi di casalinghi e bricolage, Ikea, Leroy Merlin, Brico: esiste un’infinità di lampade orientabili di ogni forma, dimensione e potenza. Preferite le lampade a incandescenza per semplicità di utilizzo (bilanciamento del bianco).

Un’ottima opzione sono anche le lampade a led: praticamente eterne, consumano pochissimo e sono estremamente versatili. La temperatura colore da impostare sulla fotocamera di solito è indicata sulla confezione. Sono meno potenti delle lampade a incandescenza ma… ehi, avete il cavalletto, no? 😉

Se non volete proprio usare il cavalletto (sigh) usate lampade più potenti: esistono dei faretti da giardino che costano pochi euro e fanno una luce quasi abbagliante, adatta a fotografare oggetti un po’ più grandi: attenzione però perché scaldano molto.

E in ogni caso, se ne avete la possibilità, l’opzione migliore rimane sempre la luce naturale: una finestra, un terrazzino, un terrazzo condominiale, i giardini pubblici: evitate però le zone colpite direttamente dal sole, perché sole diretto = luce dura, ombre, riflessi, ecc.

Suggerimenti per i pannelli riflettenti

Oltre alla carta stagnola e ai vassoi dorati (di cui sono personalmente innamorata), potete usare vassoi bianchi o di metallo, coperchi delle pentole, scatoloni di cartone bianco, vaschette di alluminio, specchi, pannelli di polistirolo (che si usano anche in fotografia professionale: il polistirolo bianco è un ottimo riflettente)

Il sistema migliore per capire, è provare: qualsiasi oggetto sufficientemente chiaro / lucido può essere trasformato in un pannello riflettente. Provate anche senza macchina fotografica, mettetevi di fianco a una finestra e provate a utilizzare gli oggetti più disparati per riflettere la luce, sperimentate come cambia la luce allontanando e avvicinando il “pannello” rispetto all’oggetto che volete illuminare, o variando la sua angolazione.

Una volta che avete capito come “rimbalzare” la luce, vi accorgerete che è molto più semplice fotografare un qualunque oggetto.

Suggerimenti per i diffusori

La carta da forno è sicuramente il materiale più facile da reperire, ma potete utilizzare carta velina, tessuto bianco leggero (ottimo quello degli ombrelli rotti, ad esempio), vassoi bianchi traslucidi, carta da lucido. La carta da lucido è un’ottima soluzione se dovete diffondere la luce su una superficie più ampia, perché nei negozi di cartotecnica si trovano facilmente fogli di carta da lucido in formato 50×70 o anche 70×100 (costano dai 0,90 ai 2 euro l’uno). Una volta scelto il vostro materiale preferito, potete fissarlo a un bastone, appenderlo a una stampella, incollarlo a una cornice, e via dicendo.

E con questo abbiamo concluso la seconda parte di questo mini corso.

Esercitatevi bene con le tecniche d’illuminazione, perché nel prossimo post (l’ultimo della serie) ci divertiremo a costruire fondali per le nostre foto… così non dovrete più vedere le orride crepe del muro della mia cucina!

Alla prossima!

Luciana

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Le lezioni rimarranno sempre on line su unideanellemani.it a disposizione di tutti e puoi trovarle tutte nella categoria Foto fai da te

Come per la lezione “foto fai da te 1° parte” , ho fatto anche per la lezione di oggi, un PDF in versione da stampare e lo trovate nella pagina  dei PDF free.

Ci vediamo nello spazio dei commenti per scrivere e leggere le mie e le vostre impressioni (e domande). Io e Luciana vi aspettiamo!  ;-)

Doria

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Leggi anche le altre lezioni:

Foto fai-da-te, 1° parte: errori comuni
Foto fai-da-te, 3° parte: gestire lo sfondo

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