Non bisogna mai smettere di sognare

donna che cuce
Scritto da Doria il
Pubblicato in Cucito Quattrochiacchiere con  36 commenti

Ti racconto una storia vera.

Qualche anno fa è andata in onda su Rai 1 una fiction deliziosa che a me è piaciuta tantissimo: “Atelier Fontana-Le sorelle della moda”.

Al di là della bella e commovente storia che raccontava -quella appunto delle sorelle Fontana- la fiction parla di un sogno che si realizza e di donne che hanno creduto nelle loro capacità, quasi una lezione di vita,  mostrandoci che imparare, applicarsi, rinunciare, seguire la propria passione, sono elementi essenziali per arrivare dove si vuole.

Non sempre è facile, ma l’impegno, la perseveranza e la pazienza (e aggiungo anche un pizzico di fortuna) premiano sempre.

E la storia di Esse parla di questo.

Esse, alla fine degli anni 70, finisce la terza media e decide di andare a lavorare.
La scuola non è per lei: ai libri preferisce le stoffe, alla penna l’ago e il filo, alla riga e alla squadra, preferisce il metro giallo. È così che decide di andare ad imparare l’arte come aiutante da una brava sarta.

Non era facile, e neanche tanto figo, ma lavorare a 15 anni poteva avere un suo perché: perché non doveva più studiare, perché avrebbe portato a casa un po’ di soldi, perché le piaceva così.

Esse perciò comincia a prendere confidenza con macchine da cucire e taglia e cuci e, dopo un po’ di anni di gavetta, viene assunta in una fabbrica che confeziona camicie. Niente estro, niente fantasia, tutto a catena: solo camicie su camicie.
Con il passare del tempo Esse sente che questo le va stretto e che deve coltivare la sua passione per ago e filo altrove.

Si sposa. La casa è piccola, ma ha un bel garage. Così, accanto all’auto e alla bicicletta, trova posto una macchina da cucire, un manichino e un portaspolette appeso al muro. Al ritorno dalla fabbrica Esse coltiva la sua passione, sfoga la sua fantasia e si gode quel suo angolino di paradiso che si è costruita in garage. E cuce.
Cuce per se, per la sua casa e per le sue due figlie che nel frattempo sono nate.

Un bel giorno, non so dove, Esse trova un volantino pubblicitario su cui c’era scritto “Corso di Taglio e Cucito e Modellista” : doveva provarci (della serie: se la fortuna dovesse bussare alla mia porta, deve trovarmi preparata).

Investe tempo e denaro per crescere: affina cose che già sa, apprende cose nuove che non sa. Perché la cosa che desidera di più è diventare brava e  fare anche altro e meglio ( della serie: sapere e saper fare non è mai abbastanza).

Dopo due anni di corso, Esse ha preso confidenza, oltre che con la macchina da cucire che già conosceva bene, anche con forbici e cartamodelli che ora ha imparato a disegnare da sola.

E intanto nel suo garage, segue la sua passione e continua a cucire: ora cuce anche per le amiche, per le case delle amiche, per i figli delle amiche.

Un bel giorno Esse accompagna la sorella Elle a comprarsi il vestito da sposa; le serviva, ad Elle, il consiglio di una che di abiti ormai ne sapeva un bel po’. E mentre Elle si prova il vestito, Esse dà consigli su riprese, cugni e orli da fare attirando l’attenzione della titolare dell’atelier che, destino vuole, proprio in quel periodo stesse cercando una sarta.

Esse da allora lavora nell’atelier: disegna modelli, li taglia, li cuce. Esse mi ha detto:
_Quando lavoro, io non lavoro… mi diverto. Ho realizzato un Sogno!


Ora, io lo so che fra le sorelle Fontana ed Esse c’è una bella differenza…ma non è andata a finire comunque nella stessa maniera?Rammento e scrivo qui la frase di un film: “non bisogna mai smettere di sognare, perché quando smetti di sognare inizi a morire“.

Non so voi…ma io concordo.