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Non bisogna mai smettere di sognare

donna che cuce

Ti racconto una storia vera.

Quasi un anno fa è andata in onda su Rai 1 una fiction deliziosa che a me è piaciuta tantissimo: "Atelier Fontana-Le sorelle della moda".

Al di là della bella e commovente storia che raccontava, quella appunto delle sorelle Fontana, la fiction parla di un sogno che si realizza e di donne che hanno creduto nelle loro capacità; quasi una lezione di vita,  mostrandoci che imparare, applicarsi, rinunciare, seguire la propria passione, sono elementi essenziali per arrivare dove si vuole.

Non sempre è facile, ma l'impegno, la perseveranza e la pazienza (e aggiungo anche un pizzico di fortuna) premiano sempre.

E la storia di Esse parla di questo.

Esse, alla fine degli anni 70, finisce la terza media, e decide di andare a lavorare. La scuola non è per lei: ai libri preferisce le stoffe, alla penna l'ago e il filo, alla riga e alla squadra, preferisce il metro giallo. E' così che decide di andare ad imparare l'arte come aiutante da una brava sarta.

Non era facile, e neanche tanto figo, ma lavorare a 15 anni poteva avere un suo perchè: perchè non doveva più studiare, perchè avrebbe portato a casa un po' di soldi, perchè le piaceva così.

Esse perciò comincia a prendere confidenza con macchine da cucire e taglia e cuci e, dopo un po' di anni di gavetta, viene assunta in una fabbrica che confeziona camicie. Niente estro, niente fantasia, tutto a catena: solo camicie su camicie. Con il passare del tempo Esse sente che questo le va stretto e che deve coltivare la sua passione per ago e filo altrove.

Si sposa. La casa è piccola, ma ha un bel garage. Così, accanto all'auto e alla bicicletta, trova posto una macchina da cucire, un manichino e un portaspolette appeso al muro. Al ritorno dalla fabbrica Esse coltiva la sua passione, sfoga la sua fantasia e si gode quel suo angolino di paradiso che si è costruita in garage. E cuce.

Cuce per se, per la sua casa e per le sue due figlie che nel frattempo sono nate.

Un bel giorno, non so dove, Esse trova un volantino pubblicitario su cui c'era scritto "Corso di Taglio e Cucito e Modellista" : doveva provarci (della serie: se la fortuna dovesse bussare alla mia porta, deve trovarmi preparata).

Investe tempo e denaro per crescere: affina cose che già sa, apprende cose nuove che non sa. Perchè la cosa che desidera di più è diventare brava e  fare anche altro e meglio ( della serie: sapere e saper fare non è mai abbastanza).

Dopo due anni di corso, Esse ha preso confidenza, oltre che con la macchina da cucire che già conosceva bene, anche con forbici e cartamodelli che ora ha imparato a disegnare da sola.

E intanto nel suo garage, segue la sua passione e continua a cucire: ora cuce anche per le amiche, per le case delle amiche, per i figli delle amiche.

Un bel giorno Esse accompagna la sorella Elle a comprarsi il vestito da sposa; le serviva, ad Elle, il consiglio di una che di abiti ormai ne sapeva un bel po'. E mentre Elle si prova il vestito, Esse dà consigli su riprese, cugni e orli da fare attirando l'attenzione della titolare dell'atelier che, destino vuole, proprio in quel periodo stesse cercando una sarta.

Esse da allora lavora nell'atelier: disegna modelli, li taglia, li cuce. Esse mi ha detto: _Quando lavoro, io non lavoro… mi diverto! Ho realizzato un Sogno.

***

Ora io lo so che fra le sorelle Fontana ed Esse c'è una bella differenza…Ma non è andata a finire comunque nella stessa maniera?

Rammento e scrivo qui la frase di un film: "non bisogna mai smettere di sognare, perché quando smetti di sognare inizi a morire".

Non so voi…ma io concordo.

E non è finita! Leggi anche questi:

36 comments to Non bisogna mai smettere di sognare

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