Perché mi piace andare in ferramenta

Scritto da Doria
Pubblicato in Bricolage Quattro Chiacchiere con  39 commenti

C’è una categoria di donne, oggi sempre più numerosa, a cui piace di più andare a “fare shopping” in ferramenta piuttosto che in una boutique d’abbigliamento. Io sono una di quelle.

Andare in ferramenta mi è sempre piaciuto anche quando la ferramenta era quel piccolo negozietto sotto casa dove un omino con indosso uno spolverino blu ti pesava i chiodi e le viti e te li incartava con la carta di giornale.

Quasi ne fosse geloso, quell’omino teneva ogni cosa dietro al bancone, ordinatamente risposta in una scaffalatura con i cassettoni di legno. E ti serviva lui. O meglio, in genere serviva clienti uomini, perché le donne erano rare. 

Oggi di quelle ferramenta ne sono rimaste veramente poche. Sono state soppiantate da moderni, enormi, super riforniti bricocenter al fascino dei quali io non so proprio resistere: una lampadina da cambiare o la pila finita del telecomando, sono sempre ottime scuse per farci un salto.

Che poi in ferramenta non ci vado mica solo per bisogno, anzi. Posso uscire di lì anche senza aver comprato niente, ma curiosare tra mille arnesi e aggeggi strani, mi fa dimenticare che a casa avrei anche cose più urgenti da fare.

Per non perdermi neanche un reparto, mi faccio tutti i corridoi  prima in un senso poi nell’altro e se ci scappa, nel caso mi fosse sfuggito di vedere qualche bullone o trapano ultimo modello, mi faccio anche un doppio giro.

Mi fermo e mi giro dall’altra parte solo quando incontro il solito commesso al quale una volta ho chiesto _Senta, avrei bisogno di quei cosi…si quelliii… quei cosi che girano…che servono per….per fare quella cosaaa  sul muro… Senza riuscire a spiegare cosa volessi.

Comunque, onde evitare qualsiasi tipo di interferenza, in ferramenta mi piace andarci da sola: nessuno deve disturbare quel magico momento ri-creativo. 

Se sto mezz’ora in contemplazione davanti ai tubi di gomma da giardino e poi ne compro solo mezzo metro per farne manici di borsa, chi vuoi che mi capisca?

Se davanti alle corde, cordini e cordoni mi fermo a pensare a come sarebbe bello lavorarli con la forcella; se nel reparto vernici vengo colta di sindrome di Stendhal alla vista di tutti quei colori; se di fronte ad una confezione di chiodi di tutte le misure non resisto alla irrefrenabile voglia di comprarla perché magari posson sempre servire… mica devo giustificarmi con nessuno.

E poi dopotutto, noi bricoleuses questi momenti di svago ce li meritiamo.

Giusto?

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