Ricamare Sulla Lana

Scritto da Doria
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Dicevo l’altro giorno che “ho provato a ricamare“.

Un paio di settimane fa, dopo aaaanni che non lo facevo,  ho ripreso l’ago in mano per ricamare un logo su una piastrella di lana fatta all’uncinetto. Ovviamente la piastrella, che ho deciso di fare praticamente tutta a maglia bassa per avere una base omogenea, l’ho finita in quattro e quattr’otto.

Ma per me che non l’avevo mai fatto prima, ricamare su lana, riportare una scritta e ricamarne fedelmente le lettere senza stravolgerne il carattere, è stata una bella impresa.

Dall’esperienza ho scoperto che:

  • ricamare un lavoro di lana è un buon sistema per riusare vecchi capi invernali

Mentre lavoravo ho pensato a quanti vecchi maglioni, sciarpe o cappelli  di lana e copertine,  si possono riutilizzare e personalizzare con un semplice ricamo. Si possono fare disegni e scritte colorate riutilizzando e sfruttando gli avanzi di gomitoli che non servono più.

E non mi preoccuperei più di tanto del fatto che non si sappia ricamare. Si può sempre partire da cose semplici e se non ci si sente troppo sicure o si vuole  ricamare un punto che non si è mai fatto, consiglio di esercitarsi  su un tessuto di prova come ho fatto io.

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  • ricamare su un lavoro di lana è impegnativo ma divertente

Ovviamente ricamare su maglia non è come lavorare sulla tela aida o su lino o su cotone, perché un lavoro di lana (fatto ai ferri o ad uncinetto) è elastico ed ha fori piuttosto larghi.  Per ricamare quindi bisognerebbe usare alcune accortezze. Per esempio potrebbe essere utile (ma non indispensabile) mettere  un tessuto molto sottile di rinforzo dietro il ricamo (peccato averlo scoperto solo dopo che ho finito il lavoro… 😕 ).

I punti di ricamo più indicati sono quelli tradizionali pieni, che devono essere fatti seguendo la trama della maglia (qui trovate delle interessanti spiegazioni utili soprattutto per ricamare su maglia rasata), e ricamati mai tirandoli troppo!

Ma ce ne sono anche di più originali come il punto “a tappeto” che è quello che ho usato io  (ma siccome è lungo da raccontare, te ne parlo nel prossimo post).

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  • riportare fedelmente un disegno o una scritta è impegnativo ma non difficile

Chi ricama comprando tele già stampate non ha problemi perché il disegno è già fatto. Chi ricama su lino o cotone o stoffe comunque con trama liscia e fitta, riesce a riportare il disegno sul tessuto abbastanza facilmente.

Io, che dovevo farlo su una base all’uncinetto c’ho dovuto studiare un po’ su (ma siccome è lungo da raccontare -e ora non mi mandare a quel paese- te ne parlo nel prossimo post :mrgreen: ).

  • ricamare bene vuol dire fare un bel lavoro non solo sopra…ma anche sotto

Io non sono una esperta ricamatrice, ma mi sono accorta che pur facendo un lavoro soddisfacente sopra, per riuscire ad avere un lavoro pulito anche sotto (perché così deve essere) dovevo essere davvero ma davvero precisa e ordinata nel fare i punti. Non lo sono stata. Sarà per la prossima volta.

Perciò ricorda: se sopra hai ricamato  “il paradiso”, ma sotto ti è venuto “l’inferno”…non pensare di aver fatto la Divina Commedia!

  • più la maglia è stesa più è facile ricamare

Ho scoperto l’acqua calda? Ho scoperto l’acqua calda.
Però un tessuto di lana fatto a maglia o ad uncinetto, dato lo spessore, non sempre si può inserire dentro ad un telaio di legno da ricamo. Io non ci sono riuscita (o forse sono stata stupida solo a pensare di farlo).

Allora mi sono arrangiata con un cassetto. In poche parole ho chiuso un lembo della pezza dentro al cassettino della mia tagliaecuci (vedi freccia) e quando mi serviva tendere  la maglia non facevo altro che tirare il lavoro (tranquilla, la piastrella non si rovina).

Per il resto, ho ricamato normalmente: con una mano sopra al tessuto e l’altra mano sotto, passando l’ago attraverso il lavoro a maglia.

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Mi fermo qui.

Se vuoi imparare a ricamare sul serio non sono la persona più indicata ad insegnartelo. Forse però condividendo la mia esperienza, spero di aver fatto venir voglia a qualcuna.

Anzi no, non mi fermo! Dimenticavo di dire che :

  • se vuoi essere precisa e ordinata e vuoi infilare l’ago nel punto giusto, ti consiglio di inforcare gli occhiali. Fanno un po’ nonna…machissenefrega;
  • se hai messo gli occhiali e ti metti sotto una buona lampada accesa, è ancora meglio;
  • per lavorare all’uncinetto ci vuole pazienza…ma a ricamare forse ancora di più;
  • non ci si improvvisa ricamatrici, ma pur essendo alle prime armi con un po’ di pazienza e un po’ di ingegno si possono ottenere buoni risultati (ma scordati di poter fare la Divina Commedia).

Infine ti avverto: se nei prossimi due post NON vuoi leggere come ho fatto a riportare e a ricamare le lettere sulla piastrella, come ho fatto quel punto che sembra un peluche e nemmeno come ricamare le lettere con uno stecchino…gira alla larga da unideanellemani.  😉

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