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Come nasce un album personalizzato artigianale

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L’ho invitata, l’ho corteggiata, mi è mancata: il guest post di oggi è di Luciana Ognibene (la fotografa che ha tenuto incollate migliaia (non esagero) di lettrici qui ogni lunedì, per il corso di fotografia still life in 3 lezioni )
Volevo assolutamente che mi descrivesse come nascono, come realizza e poi
come fotografa i suoi stupendi album personalizzati artigianali

Ben ritrovate 🙂
So che Doria ha già sparso la voce di un mio imminente guest post, so che molte di voi sperano in una nuova lezione di fotografia, e mi dispiace moltissimo dovervi deludere, ma… anche se quello di cui sto per parlare è indirettamente legato alla fotografia, non è di tecnica fotografica che parleremo oggi!

In realtà sto raccogliendo l’invito che la Doria mi aveva già fatto diverso tempo fa e in più occasioni: quello di pubblicare le foto di uno dei miei album artigianali. Eh sì, perché le foto, una volta fatte, vanno anche stampate e raccolte da qualche parte! 🙂

Trattando principalmente fotografia matrimoniale, capite bene che l’album è un accessorio di cui proprio non possiamo fare a meno: e ci sono album bellissimi in commercio, e per tutti i gusti. Ma io sentivo l’esigenza di qualcosa che rispecchiasse la personalità di ogni singola coppia: non potete immaginare quanto ogni matrimonio sia diverso da tutti gli altri. E’ per questo che ho cominciato a interessarmi di legatoria e cartonaggio, e a creare artigianalmente gli album per le foto delle nostre coppie.

Poi è successo qualcosa di strano: ho cominciato a ricevere richieste di album personalizzati da altre coppie, che magari si erano già sposate, o che si sposavano in altri paesi; o anche da altri fotografi. E mi sono detta: perché no.

E quando mi hanno commissionato l’album che sto per farvi vedere, ho pensato immediatamente a Doria e a come le sarebbe piaciuto darmi una mano a realizzarlo. E penso che, dopo aver letto i dettagli, immaginerete facilmente perché!

Quindi, senza troppe altre chiacchiere, ve lo presento: si chiama “Mozambico”, 30×30 cm x 120 pagine.

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album di Luciana Ognibene

Il nome è quello della sua “destinazione finale”: in autunno mi ha contattata Catia, una ragazza del centro Italia, che cercava un regalo originale per una coppia di amici, Eunicia e Andrea, i quali stavano per sposarsi e trasferirsi, per l’appunto, in Mozambico. L’idea che un mio album sia finito così lontano, lo ammetto, mi fa girare un po’ la testa! 🙂

Catia voleva qualcosa di davvero originale per i suoi amici, a partire dai colori, aggressivi e inusuali per un album di matrimonio: rosso e bianco per l’esterno, nero per i fogli interni. Abbiamo optato per materiali poveri: cotone a trama grossa, carta di riso lavorata, spago, fettuccia di cotone. Con rifiniture a punto festone (e qui , che avrei avuto bisogno di Doria) che richiamano la trama della rilegatura copta (a vista sul dorso dell’album).

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Non vi voglio annoiare con troppi dettagli sulla rilegatura copta, ma se vi incuriosisce cercate su internet e troverete molti tutorial da cui prendere spunto: io la adoro e la trovo grezza e sofisticata allo stesso tempo; soprattutto è una rilegatura relativamente semplice da realizzare, perché non richiede colla, e lascia le pagine libere di aprirsi completamente, pur essendo molto resistente. E poi trovo che la rilegatura a vista sia assolutamente… sexy 😉

Suggerimento: io uso un ago da materassi per le rilegature (è molto resistente, ha una cruna grande ed e lungo più di 10 cm), anche se in realtà l’ideale per la rilegatura copta sarebbe l’ago ricurvo. Se avete un po’ di pazienza, si può riuscire facilmente a curvare un ago da materassi: attenzione solo a non spezzarlo!

Un’altra richiesta di Catia è stata quella di inserire i nomi dei due sposi nella prima pagina dell’album: ho usato un marker calligrafico (con la punta piatta) su una doppia pagina extra, in cartoncino rosso. Così, avendo a disposizione un’altra pagina rossa da “riempire”, ho suggerito a Catia di inserire una dedica per gli sposi, e lei ha scelto una poesia…

…poesia che mi è sembrata perfettamente in linea con la scelta di un album completamente artigianale, visto che inizia con “L’amore non è un  vestito già confezionato, ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.” e si conclude con la frase: “L’amore non è già fatto: si fa”

Mi è sembrato così bello e così vero, che ho accettato di buon grado di trascriverla tutta… a mano… follia!! 🙂

L’altra follia? date un’occhiata alle pagine interne dell’album: sono tutte decorate a mano con pennellate di tempera bianca. Questo vuol dire, per chi non abbia ben chiaro il procedimento, che sono stata per diversi giorni con fogli di cartoncino nero 30×60 (60 in tutto, dipinti da tutti e due i lati) appesi ad asciugare a tutti i pensili e le librerie di casa, visto che non ho un vero e proprio laboratorio! 🙂

E poi successivamente i fogli sono stati piegati a metà e pressati sotto un peso, per eliminare l’ondulazione creata dall’umidità della tempera: l’alternativa sarebbe stata dipingere i cartoncini fissandoli a un telaio, per tenerli in tensione durante l’asciugatura, ma ci sarebbe voluto troppo tempo. Invece, lasciandoli qualche giorno sotto una “pressa artigianale” (ehm… 5 o 6 elenchi del telefono possono bastare), sono tornati perfettamente piatti.

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Ecco qui sopra l’ultima caratteristica dell’album: il tascone portatutto. L’ho pensato per conservare il dvd con le foto, ma anche le partecipazioni o altri ricordi che gli sposi vogliono conservare. E’ rivestito con lo stesso cotone rosso della copertina.

Pensate che sia finita qui? Ma ovviamente no 🙂 Perché un album così “importante” dovrà pur essere conservato da qualche parte: e quindi ecco un dettaglio del sacchetto (a sinistra), realizzato con lo stesso cotone dell’album, e cucito e rifinito tutto a mano, a punto festone. Avrò fatto qualcosa come 6 km di punto festone… AMO il punto festone ma dopo un po’ non lo potevo più vedere!! 🙂

E, ovviamente, la scatola cartonata: stessi materiali della copertina (qui sopra, a destra), con apertura a “libro”.

Questo è quanto, un album originale per una coppia originale, vi piace?

Ok, ho fatto un album artigianale: e adesso come lo fotografo?

Per farmi perdonare da chi si aspettava delle dritte fotografiche, vi do qualche dettaglio tecnico sulle foto di questo album. Non sono eccezionali, sono fatte in fretta e furia prima di correre a consegnare l’album (quindi: in casa e al buio).

Mi serviva un fondale bianco candido perché qualsiasi altro colore avrebbe fatto a pugni con i colori intensi dell’album. Ho usato un lenzuolo bianco steso su un divano. La luce è tutta flash riflesso sul soffitto, giocando un po’ sull’orientamento del flash per mettere in evidenza la trama del cotone e della carta di riso lavorata. Ho sovraesposto un pochino perché con tutto quel bianco l’esposimetro si lascia facilmente ingannare: facendo però attenzione a non bruciare i dettagli della carta di riso (che ho evidenziato ulteriormente in post).

La cosa importante quando si fotografa un oggetto di queste dimensioni, e che ha delle caratteristiche geometriche ben precise, è di evitare quanto più possibile le distorsioni prospettiche: cercate sempre di fotografare all’altezza dell’album, non dall’alto, altrimenti le linee verticali saranno tutte sbilenche (soprattutto le foto frontali dell’album aperto). Per sicurezza, regolatevi con i bordi del frame fotografico: le linee verticali dovrebbero sempre essere parallele ai bordi della foto. Ho fatto un’eccezione per la foto della scatola: era necessario che si vedesse bene la forma, pazienza per la distorsione prospettica. In questo caso, l’unica soluzione sarebbe allontanarsi molto e usare un tele, ma… lo spazio a disposizione è quello che è!

Suggerimento: per evidenziare la trama di una carta o di un tessuto, la fonte di luce dev’essere quanto più possibile radente e provenire da una direzione diversa da quella da cui state scattando la foto.
Il sistema più semplice è quello di mettere l’oggetto in posizione rialzata (es. su una scatola di scarpe) con una lampada da tavolo puntata lateralmente in orizzontale, alla stessa altezza della superficie da illuminare. E’ sufficiente farlo per le foto di dettaglio.
Con il flash riflesso ammetto di essere andata un po’ a tentativi 🙂

Se siete curiose di vedere qualche altra rilegatura artigianale (anche per prendere spunto), c’è qualcosa sul nostro blog, nella sezione “paper”: fibrediluce.blogspot.com

E per stavolta è tutto… è sempre un piacere passare da queste parti!

Ps: Ciao Doria!! 🙂

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23 risposte

  1. grazie mille a tutte e due! soprattutto a luciana che nonostante i nuovi impegni (infatti vedendo i suoi blog e scoprendo l'imminente nascita avevo desistito dal chiedere a lei direttamente!) ha trovato il tempo di rispondere! so cosa vuol dire avere a che fare con un pulcino neonato perchè ne ho due piccoli…quindi complimenti per l'organizzazione e tanti auguri!
    @doria: aspetto nuovo post 🙂

  2. Eccomi, tra una tirata di latte e l'altra 🙂
    non riesco a rispondere direttamente sotto al commento, comunque non conosco tutorial in italiano (in compenso dalle figure si capisce quasi tutto, non è una tecnica di rilegatura particolarmente complessa)
    oppure puoi provare a cercare qualche video: cerca "coptic stitch" o "coptic stitch binding" su youtube 😉

    1. Oleee!!! Eccoti! Stavo per scriverti, ma con qualche tentennamento. Avevo paura di disturbare 😉
      Come stai? Ho visto la bimba è bellissima complimenti!

      Luciana, grazie per aver risposto ad Emanuela.
      Ho cercato anche io su you tube e stavo giusto preparando un post per domani perchè ho trovato un video che fa al caso 😀

  3. ciao Doria, sono ancora io! per caso sai indicarmi qualche sito in italiano che spieghi bene la rilegatura copta? per ora ho trovato solo tutorial in inglese…grazie mille! 😉

    1. Bella tecnica vero? Non so dirti così su due piedi. Immagino che se mi metto a cercare trovo le stesse cose che hai trovato tu.
      Posso provare a chiedere a Luciana Ognibene, ma proprio in questi giorni è diventata mamma di una bellissima bimba 🙂 , e non so se potrà rispondermi.
      Se so qualcosa te la giro. 😉

  4. A parte la rilegatura copta, che devo capire, mi sembra una bellissima idea, che richiede tempo e fantasia, ma da ottimi risultati. Io negli ultimi anni metto le mie foto nei porta listini: su fogli per fotocopie o a quadretti attacco le mie foto (è una colla stick abbastanza blanda, basta uno sguardo per staccare la foto senza danni, inizialmente mi scocciava che non incollasse per sempre, ma ora ne vedo il lato positivo di poter eventualmente spostare le foto senza rovinarle), scrivo le mie didascalie, e poi infilo i fogli nelle buste trasparenti del porta listini. Grazie ai consigli di Luciana ora so come coprire quelle orribili copertine di plastica blu o nera: userò la stoffa!!
    ps. seguo sempre anche i suoi consigli del corso di fotografia, anche se dai risultati non sempre si direbbe, però almeno per le creazioni "pulite" ho il mio fedele compagno, il cartoncino bristol, mente quando fotografo le ricette mi devo accontentare dell'approssimazione perché con le mani in pasta non è comodo fare foto pulite 😉
    Grazie Doria!!

  5. Bellissimo! 
    Avevo avuto modo di apprezzare la bravura di Luciana Ognibene  nel precedente guest  post sulla fotografia, hai ragione Doria a dire che scrive proprio bene ,sempre molto chiara e didatticamente perfetta .
    Anche tu non scherzi però , quel punto  festone è perfetto,
    grazie
    Maria

  6. WOW… mamma mia quanto lavoro ci sta dietro a questa MERAVIGLIA!!!! bisogna proprio dire che uno deve averla nel sangue tutta questa creatività!!! e riuscire ad esprimerla così è il massimo !!! mi complimento con Luciana anche x le foto!!! davanti a queste creazioni resto proprio a bocca aperta!!! Grazie anche a te Doria !!! un abbraccio a tutte e due!!

  7. O_0…mi sta cadendo la mascella per lo stupore…che meraviglia…e quanto lavoro…e quanto amore dietro tutto questo lavoro!!! E grazie per le nuove dritte fotografiche…adesso me le studio per bene bene!!

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