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Come creare toppe per abbigliamento e patch fai da te

In questo post: come creare toppe, patch fai da te e stickers pop per abbigliamento riciclando etichette e decori di magliette vecchie e capi dismessi.

Una delle tendenze più in voga di quest’anno in fatto di abbigliamento sono state (e lo sono tuttora) le vecchie e care patch o toppe stile anni 80. Coloratissime, divertenti, a volte anche eccessive, a me sono sempre piaciute e penso siano un’idea simpatica e facile da mettere in pratica per personalizzare o rinnovare magliette, jeans o giubbotti.

Sono adatte a tutti (una toppettina colorata ce la possiamo permettere anche noi trent…quarant…cinq…enni), ma trovo che siano perfette soprattutto per un abbigliamento giovane e per rendere allegri i vestiti dei bambini. Non da ultimo sottolineerei che sono utilissime quando si devono coprire macchie e strappi su capi che, nonostante la magagna, sono ancora buoni da mettere.

Foto da www.elle.it – link su immagine

Creare Toppe e patch fai da te

Le patch e le toppe termoadesive si trovano facilmente nelle mercerie o anche al supermercato. Ce ne sono di tanti tipi -tonde, rettangolari, ricamate, con i fiori, militari, con le scritte, eccetera- ma secondo me hanno due pecche: non sono proprio economiche e si somigliano un po’ tutte.
Per risparmiare o creare toppe e patch più originali esiste un metodo fai da te molto semplice e ricicloso che io usavo quando mia figlia era piccolina (ne avevo già parlato in questo post → Riciclo indumenti: parti preziose da non buttare via.)

Riutilizzare etichette e decori

Per creare patch e toppe gratis non bisogna far altro che conservare le etichette degli indumenti nuovi oppure ritagliare i disegni e i decori delle magliette sfuggite.

Mi spiego. Quando compro qualche indumento spesso metto da parte le relative etichette (cioè quelle che sono attaccate col nastro o cucite sul colletto). Non le metto via tutte ma solo quelle estrose e particolari e che mi sembrano più adatte per farne delle simpatiche patch o degli allegri stickers pop.
Se ne possono trovarne davvero di tutti i tipi: etichette ricamate, stampate, colorate, con i disegni, con le scritte, in tela, di cotone. Una volta messe in un cassetto possono tornare utili per decorare capi e accessori e, come vi dicevo, per coprire buchi, strappi e macchie su jeans e magliette.

Stesso discorso vale per i disegni, i decori e i ricami che si trovano nelle magliette e magliettine che non si mettono più. La maggior parte delle volte le magliette e le t-shirt infatti riportano disegni, stampe e ricami molto carini. Anche in questo caso quando devo disfarmi di magliette vecchie o sfuggite, spesso le guardo e se vedo che ne vale la pena ritaglio ricami e i decori. Possono sempre servire come simpatiche toppe.

Ritagliare e preparare le patch / toppe

Dopo aver individuato le etichette o i decori da utilizzare, per preparare le patch ritaglio i soggetti che mi interessano, li preparo applicando la fliselina con il ferro da stiro e li conservo in una scatola.

Consiglio di leggere → Come creare applicazioni di stoffa

Al momento del bisogno tiro fuori le patch, scelgo quella più adatta al mio caso (coprire una macchia, riparare uno strappo o rinnovare un capo) e la cucio sul bordo con la macchina da cucire o a mano. Di solito io uso quello che chiamo punto festone, ma vanno bene tutti i punti decorativi o anche il semplice punto zig-zag.

Le pacth si possono applicare singole o anche tante tutte sullo stesso capo e si possono applicare ovunque: sul davanti dei giubbotti, sulle tasche, sulle maniche, nello sprone dietro, sulle gambe dei jeans, sui cinturini, sui maglioni, sulle magliette. Insomma ogni posto è buono e sono perfette soprattutto per fare toppe per i capi dei bambini.

Ovviamente creare toppe e patch fai da te non è cosa per tutti. Non perché siano difficili anzi, ma perché è un lavoro creativo e di recupero che richiede passione.
Chi ne è sprovvisto -purtroppo per lui/lei- dovrà andare a comprare le toppe in merceria. Noi struzianti invece continueremo a dire #possofaredame, che il piacere di fare da sé non lo vende nessuno. Nevvéro?  😉

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10 risposte

  1. Proprio questa mattina dicevo a mio figlio che se ha i pantaloni rotti li posso ricucire e al limite ci metto qualche toppa. Vedi la telepatia!!
    Comunque mentre ci parlavo, già pensavo a quante toppe già pronte ho e che se ne servivano altre avrei potuto usare… udite udite… la fliselina!!!!!!
    Per te sarà la scoperta dell’acqua calda ma per me che ne ho sentito parlare la prima volta il mese scorso è stata veramente un’illuminazione!!!
    Diventerò un ultrà della fliselina 😀 😀 😀

    1. Ma bene! Allora ti suggerisco anche la carta termoadesiva. È simile alla fliselina, ma ha il vantaggio che il lato che rimane libero poi è adesivo tipo una figurina. Se hai modo di trovarla facci un pensierino, può tornarti utile per tanti lavori. 😉

      1. NON HO CAPITO CHE COS’E’ LA FILISILINA E NEMMENO LA CARTA TERMOADESIVA. AVREI DELLE TOPPE RICAMATE CHE VORREI RENDERE TERMOADESIVE ( APPLICABILI NON CON FILO MA COL CALORE DEL FERRO DAQ STIRO COSA DEVO FARE ? CHE PRODOTTO OCCORRE CHE SIA BIADESIVO ( VALE A DIRE CHE SI INCOLLI SULLA TOPPA RICAMATA CHE A SUA VOLTA DEVE POI ATTACCARSI SUL TESSUTO DELL’ INDUMENTO???

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