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Come liberarsi dei vecchi vestiti: 9 soluzioni per farlo bene

Disfarsi degli abiti usati non è facile: non sai a chi darli, né dove buttarli. Ecco 8 idee efficaci per liberarsi dei vecchi vestiti e fare spazio in casa!

Parliamo del riciclo degli abiti usati? La settimana scorsa finalmente ho trovato il tempo di cambiare aspetto alla camera di mia figlia (erano anni che me lo chiedeva). Non solo è cambiata la disposizione dei mobili, ma abbiamo fatto anche uno scambio di armadi tra una stanza e un’altra.

Per il “trasloco” è stato inevitabile smontare e svuotare completamente i due armadi.
È stato un lavorone, anche perché una volta rimontati gli armadi non me la sono sentita di riempirli di nuovo con abiti ed accessori che in casa ormai non metteva più nessuno e quindi si è aperto il dilemma di come liberarsi dei vecchi vestiti. Già, il famoso decluttering.

Riciclo abiti: come liberarsi dei vecchi vestiti

Trovare un modo intelligente e indolore per riciclare vestiti e abiti usati è stato sempre il mio chiodo. Escludendo la soluzione più facile – e cioè quella di passarli direttamente dall’armadio al secchio (che NON si fa) – io le ho provate un po’ tutte, dalla soluzione green a quella umanitaria o pseudo tale. Per esempio si possono:

1- Recuperare le parti preziose dei vestiti

cerniere-pizzi-bottoni

Quando i vestiti sono rovinati o molto vecchi e non sono buoni per essere donati, io in genere ne recupero le parti preziose.  Scucio cerniere, stacco bottoni e fibbie, ritaglio pizzi, elastici, fodere e la stessa stoffa opportunamente ritagliata. Invece se si tratta di maglioni recupero la lana ove è possibile. Tutto questo materiale in genere lo sfrutto per fare altri lavori di cucito o a maglia. Non lo nego: è un lavoraccio che richiede tempo e pazienza, ma l’idea di tenere ancora con me qualcosa di quel vestito ed avere materiale da merceria gratis nei miei cassetti, mi consola della fatica impiegata.

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2- Donare gli abiti usati ad amici e parenti

vecchi-vestiti-bimbi

Donare vestiti buoni a persone che si conoscono è senz’altro una buona idea di riciclo degli abiti. Io per esempio ad ogni cambio di stagione ho sempre regalato i vestiti sfuggiti di mia figlia ad amici e parenti con bambini. Certo bisogna scegliere bene a chi darli perché ci sono persone che non li gradiscono, ma io di solito ho sempre chiesto prima. Questa soluzione mi è sempre piaciuta molto perché almeno so che i miei vestiti saranno sfruttati ancora un po’ da persone a me care.

3- Riciclare vestiti facendo scambi e baratti

riciclo vestiti,

L’idea è tanto vecchia quanto moderna: una volta si chiamava baratto, oggi si chiama swap party. In pratica ci si ritrova tra amiche, si organizza una merenda e ci si scambia i vestiti, così quello che per me è un abito o un accessorio vecchio, per la persona con cui faccio lo scambio sarà un abito nuovo e viceversa. La pratica ha preso talmente piede che ci sono luoghi o anche siti on line dove poterlo fare anche con le persone che non si conoscono. Soluzione da provare!

4- Donare gli abiti alle parrocchie

Chi frequenta la parrocchia sa che spesso vengono organizzate raccolte di abiti per i bisognosi. In genere, come nel mio paese, il parroco li mette a disposizione ogni volta che qualcuno in stato di bisogno ne fa richiesta. Soluzione semplice e pratica.

5- Dare ad associazioni o depositare nei cassonetti di raccolta

Infilare gli abiti vecchi dentro all’apposito cassonetto è una cosa che ho fatto solo una volta. L’idea che i tuoi vestiti possano essere dati a chi ne ha bisogno (magari anche dall’altra parte del mondo) è quanto di più bello si possa pensare quando vuoi fare qualcosa di utile. Spesso però le cose non stanno così. In genere i vestiti che vengono raccolti nei cassonetti vengono visti, selezionati e smistati per essere venduti e solo parte del ricavato serve per sostenere progetti di solidarietà. Per carità, se se ne ricavano soldi e i soldi vengono utilizzati per opere di bene, va bene anche così, ma mi piacerebbe che le cose fossero un po’ più chiare e trasparenti, soprattutto alla luce di svariate inchieste (io ho letto quiqui e qui) che si sono occupate di fare luce sulla raccolta degli abiti usati.  La miglior cosa credo sia informarsi sulla serietà dell’associazione a cui si vogliono donare i propri indumenti usati.

6- Donare a canili e gattili

Ci sono associazioni che si occupano di animali che hanno bisogno di materiale per allestire cucce e ricoveri per cani e gatti. I maglioni di lana, abiti in pile o velluto possono essere utilissimi. Basta informarsi da un amico o dal veterinario per scoprire il canile o gattile più vicino.

7- Vendere gli abiti vecchi a negozi di usato e abbigliamento vintage

vecchi vestiti appesi

Personalmente non ho mai adottato questa soluzione, ma per chi vuole disfarsi dei propri abiti guadagnandoci qualcosa trovo che portarli nei negozi specializzati nella vendita di abbigliamento usato e vintage sia una buona idea. Per realizzare il più possibile, una buona cosa da fare è presentare gli abiti in buono stato, lavati e stirati e aspettare che qualcuno interessato faccia l’acquisto. In genere non se ne ricavano grandi cifre ma in tempi di vacche magre è sempre meglio di niente.

8- Vendere i vestiti usati on line

Infine, la soluzione per un riciclo abiti veloce è quella di scattare una foto agli abiti usati e metterli in vendita on line. Ci sono siti di vendita generici o anche siti specifici per la vendita dell’abbigliamento usato, basta cercarli (magari se trovo il tempo li cerco io e poi li scrivo in un post).
Ovviamente per avere buone possibilità di vendita sarebbe bene

  • mostrare gli abiti meglio che si può e cioè fotografare gli abiti in buono stato, possibilmente lavati e stirati, scegliere
  • scegliere i siti giusti
  • incrociare le dita e avere fortuna.

9- Buttare i vestiti…ma dove?

Se nessuna delle soluzioni riciclose sopra elencate è praticabile, purtroppo rimane una sola via: buttare i vestiti. Ma dove? La soluzione più rapida ma anche la meno ecologica, sarebbe quella di buttare gli abiti rotti e vecchi nel sacco dell’indifferenziato. Molto più civilmente però si può scegliere di fare la raccolta differenziata e buttare vestiti, scarpe, borse, biancheria, coperte, tende in uno degli appositi contenitori per la raccolta degli indumenti usati. In genere sono gialli o bianchi, hanno un grosso sportello a ribalta e sono distribuiti in tutte le città e paesi (basta cercarli). La gestione di questi rifiuti tessili di solito è affidata a cooperative che poi pensano al loro riutilizzo.


Detto questo, vuoi sapere che cosa ne ho fatto dei vestiti che non ho rimesso dentro all’armadio? Alcuni li ho piegati, sistemati dentro a degli scatoloni per darli in parrocchia, altri li ho passati in rassegna e ne ho salvato bottoni e cerniere, alcuni li ho dati a mia sorella.
Tu invece come fai?

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35 risposte

  1. la nostra associazione ha allestito un mercatino di abiti donati e tutti i sabati e le domeniche pomeriggio siamo a disposizione per rivendere gli abiti presso il nostro castello che si trova in provincia di Pavia

    1. io ho diversi jeans usati taglia 48, ma non me ne va bene uno ormai, solo perchè mi è venuta un po di pancia e fatico a stringere la cintura, perchè di gambe sono snello, ma non vorrei buttare questi pantaloni nel cassonetto, io abito a biella, dove mi devo rivolgere arrivato lì? alcuni però sono anche un po sdruciti… grazie. fabio47

  2. Con i vestiti e in generale con la stoffa ridotta male o consumata faccio dei piccoli pezzetti o striscioline che infilo in una specie di cuscino vuoto (un quadrato doppio) fatto anch’esso con stoffa riciclata, fino a riempirlo. Così ho un cuscino a costo zero e non riempio le discariche. Se il cuscino non venisse tanto bello, andrà benissimo per i nostri cani o gatti. Doria, non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi avvicinato al mondo del riciclo e del fatto a mano. Non potrei più farne a meno. Baci

  3. Ciao Doria e ciao a tutti,
    personalmente riciclo portando da H&M, avete presente quella catena di abbigliamento low cost (si scrive così?). Per ogni borsa, che deve contenere solo prodotti in stoffa, ma che possono anche essere stracci, ti rilasciano un buono da 5€ da utilizzare su una spesa futura di 40€.
    Ti faccio copia incolla di quello che fanno dei prodotti usati:
    Riutilizzo
    Se i capi sono in buone condizioni, saranno riproposti sul mercato come abiti di seconda mano.
    Recupero
    Se i capi non sono più utilizzabili, saranno impiegati per il recupero di fibre tessili.
    Seconda vita
    Alcuni capi potrebbero essere riconvertiti in prodotti per la pulizia o utilizzati nella manifattura di altri prodotti come per esempio materiali assorbenti o isolanti per l’industria automobilistica.
    Energia
    Se nessuna delle tre ipotesi precedenti è possibile, gli abiti saranno utilizzati per la produzione di energia.
    in piu’, per ogni kg di abiti usati raccolti, H&M dona 0,02 euro all’organizzazione locale del progetto Charity Star, Save the Children nel caso dell’Italia.
    Io mi trovo benissimo, e anche se a volte non riesco ad utilizzare il buono………so’ di aver fatto del buono.

    1. Mah, sinceramente mi sembra una furbata commerciale. Mi spiego meglio: non dubito che H&M utilizzi i vestiti o tessuti che si consegnano per gli scopi che dichiara nel volantino, però mi sembrano praticamente gli stessi utilizzati dalle organizzazioni a cui si appoggia chi gestisce i cassonetti, solo che, dichiarati da loro, assumono tutta un’altra aura; Inoltre,è vero che vanno sulla quantità, ma per fare un euro da donare in beneficenza bisogna raccogliere 50 (cinquanta) chili di tessuto, ce la vedete una catena commerciale, in cui il personale è ridotto all’osso, utilizzare persone, anche se pagate poco, per fare la cernita dei capi consegnati per dividerli a seconda del possibile utilizzo ? Senza contare che,con quel buono sconto, ti invogliano a comprare presso di loro per utilizzarlo. Sia chiaro, niente da dire con chi, come Dona16, utilizza questo canale,solo con chi, forse ,illude i clienti .

  4. Io la lasciavo in parrocchia,ma ho scoperto che esistono anche organizzazioni che aspettano i “beneficiati” dietro l’angolo e si fanno consegnare il vestiario avuto in cambio di qualche moneta.Certo che se girano tutte le parrocchie tirano su un bel po’ di roba!

  5. Ciao Doria, alle volte è difficile separarsi dalla roba…mi è capitato di riempire il sacco per portarlo alla Caritas e poi rovistarci dentro per recuperare quello che avevo scartato.. 😀 anch’io se i capi sono proprio vecchi recupero i pezzi staccabili e taglio a pezzi per usi diversi.. mi pongo ancora il problema dei capi che non metto perché sono diventati stretti oppure è un colore che non mi va più…alle volte li vendo nei mercatini dell’usato dove non mi pago nemmeno la benzina x andarci ma mi secca metterli nel cassonetto della caritas .alle volte traboccano e c’è roba sparsa dappertutto.. ultimamente li consegno alla parrocchia ( ma è sempre caritas ) sperando che servano a qualcuno!!!

      1. Ciao, purtroppo devi aspettare che vendano il capo…entro i primi mesi ( credo 3 perché è un bel po’ che non ci vado ) ti rimborsano il 50% ,poi passano al 30% poi al 20% e così via..sicchè già valutano poco all’inizio, con questo metodo rischi di prendere veramente pochissimo, cmq. lì puoi portare anche soprammobili, tazzine, piatti.. un po’ di tutto insomma..perfino piccoli mobili!!la scorsa settimana sono stata in un altro dove vendono solo vestiario x informarmi..lì rimborsano sempre 30% anche se vendono dopo 6 mesi..ma sempre dopo aver venduto il capo..l’ideale sarebbe comprare quello che realmente serve, poter rivoltare la roba come facevano le nostre nonne e mamme, oppure sapere veramente in che mani vanno quando la regali …mi è capitato anche di trovare persone di colore vicino ai cassonetti che aspettano quelli che vanno a portare capi di vestiario..mi hanno quasi preso fuori dalle mani le borse che avevo…2 anni fa con una ragazza indiana mi è successo una cosa di cui sono rimasta veramente male, ma forse è troppo lunga raccontarla qui..

  6. Anche io non riesco a buttare niente e utilizzo tutti i metodi di riciclo da te elencati. Rimane sempre qualcosa, soprattutto gli indumenti più usati. Oltre a farne fettuccia come mi hai insegnato tu, con le parti migliori degli abiti e delle camicie ricavo fodere per le borse e gli astucci all’uncinetto, se non addirittura le borse stesse (con i jeans vengono bene). Con le vecchie maglie di lana faccio borse dopo averle fatte infeltrire lavandole a alta temperatura in lavatrice.

      1. Ciao, ho provato anch’io ad infeltrire le maglie con la lavatrice ..l’unica volta che ci sono riuscita l’ho fatto per sbaglio mettendo una maglia ( che mi piaceva un sacco ) insieme alla biancheria che si lava a 60 gradi..secondo me funziona se è davvero lana.. i sintetici non infeltriscono molto!!

  7. A me manca proprio il coraggio di buttare! Se si tratta di qualcosa veramente inutilizzabile recupero anch’io quello che e’ possibile e magari ne faccio stracci. Altrimenti o li trasformo in qualcos’altro o li metto in scatoloni in attesa di una seconda vita. Mi sono anche rivolta ai mercatini con buoni risultati.

  8. Le soluzioni 1, 2 e 5 sono le mie 🙂
    Prima di donarle, ad amici o a sconosciuti, naturalmente riattacco i bottoni e faccio le piccole riparazioni necessarie, oltre che lavare i capi. Coi cassonetti ho donato sempre solo con HUMANA, che ho conosciuto a Berlino: lì ha dei negozi molto grandi, con anche la sezione vintage e quella casalinghi ed elettronica, perché non raccolgono solo abiti: il ricavato finanzia scuole e altri progetti, oltre che ripagare le spese di gestione del negozio. I prezzi variano, l’abbigliamento vintage è più costoso, quello casual meno, io mi rivestivo lì dopo aver donato i miei vestiti 😉 Si potevano portare i vestiti anche direttamente in negozio, se nella propria zona non c’era un cassonetto. Mi sembra un’associazione seria e sono contenta di averla trovata anche in Italia.
    Una variante del punto 1 invece prevedere il riuso del tessuto: a volte sono solo stanca di vedere un vestito, ma se con quella stoffa posso fare una gonna o una federa o uno strofinaccio, perché no? Alcuni tessuti di cotone invece li taglio a strisce di 7×17 cm che uso per farmi la ceretta :p

    1. Non conosco bene il mondo di queste associazioni, ma sulla serietà di Humana mi confermi quello che avevo intuito leggendo qua e là. Bene.

      LA ceretta?? Ma questa mi giunge nuova! Ahahah sei sempre una scoperta tu!

  9. I miei capi smessi o sono talmente frusti da poter finire solo nella pattumiera, oppure praticamente nuovi, usati pochissimo perchè all’atto pratico non mi stanno bene addosso o semplicemente non mi stanno 😀
    Di solito recupero tutto il recuperabile, oltre a bottoni-cerniere-&Co. addirittura pezzi di tessuto o di maglia nelle parti buone, e la parte stracciata fa un primo giro nelle cucce dei gatti (qui attualmente ci sono 14 miagolosi…), e poi finisce in pattumiera.
    Il problema è appunto quello di trovare come/dove lasciare l’abbigliamento non nuovo ma ancora in buone condizioni… e così ammucchio, fino al momento in cui o trabocco oppure trovo l’occasione come piazzarlo.

      1. Con amici (relativamente pochi, prevalentemente lontani, di tutt’altre taglie e gusti) e parenti (nessuno) è un passaggio che mi viene difficile… ma visto che il mio abbigliamento non è mai costoso o chic, salvo quel che è più “buono” il resto finisce per lo più in cuccia.
        Ma gli avanzi servono anche per le attività di bricolage, pulire al volo pennelli e mani imbrattate, lucidare, fare da base per lavoretti dove serve un apporto materico, e finire la loro carriere distrutti, ma coloratissimi!! 😀

  10. Ciao! Quando i miei figli erano piccoli, donavo i loro vestitini ad amici e conoscenti che avevano a loro volta bimbi più piccoli dei miei. Adesso invece utilizzo spesso i centri di raccolta per gli abiti in buono stato mentre quelli un po’ malconci, una volta privati di bottoni, cerniere e preziosità varie, li riduco in strisce e ne faccio stupende fettucce per lavorare cestini portatutto e tappetini ai ferri e all’uncinetto (qualcuno l’ho “copiato” dal tuo blog….)

      1. Il problema è che li vogliono nuovi, con ancora il cartellino. Se l’abito non è mai stato messo ma non ha il cartellino non lo vogliono.
        Io sto per trasformare degli abitini di cotone in grembiuli da cucina per mia mamma.

        1. Confermo, solo roba nuova con cartellino, sono pochi gli enti veramente benefici che accettano qualsiasi cosa purchè sia pulita e in buono stato.
          E’ una tristezza non sapere come far sopravvivere un capo che ha come unico difetto quello di starci troppo stretto.

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