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Cosa ti aspetti di trovare ad una Fiera Creativa?

Partecipare ad una Fiera Creativa è sempre un momento eccitante per ogni crafter. Ma cosa ci si aspetta di trovare ad una Fiera Creativa? Ecco la mia opinione.

Le Fiere dedicate al mondo della creatività sono uno strumento di marketing indispensabile per aziende ed espositori ma rappresentano anche un evento imperdibile per tutte amanti del mondo craft e del fai da te.

foto fiera-creativa

Giusto l’altro giorno parlavo con una mia amica del fatto che in questo periodo fiere creative siano tornate a rifiorire con nuovi appuntamenti e in nuove città.
E se da una parte questo fiorire eventi è una cosa positiva per tutti, dall’altra ha fatto sì che si perdesse un po’ quel senso di “evento unico e imperdibile” che ti spingeva fare viaggi luoghi o a litigare col marito pur di andare a tutti i costi. Pena una triste attesa per altri 12 mesi.

A far crescere “la voglia di fiera” ha contribuito molto anche il web che, ricco di immagini e racconti, spunti e riflessioni e in alcuni casi anche di critiche, ha contribuito a creare intorno ad eventi di questo tipo un’atmosfera eccitante e carica di aspettative.

Già, ma cosa ci si aspetta di trovare ad una Fiera Creativa? 

1. Tante novità

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Ad una fiera si va soprattutto per trovare e vedere novità. Poi però la frase che viene detta spesso al ritorno è: Sì bella manon c’era niente di nuovo.
Quello che penso io è che sì è vero che forse l’offerta ultimamente si è un po’ appiattita, ma è anche vero che noi creative siamo abituate a vedere sul web di tutto e di più e forse ci carichiamo di troppe aspettative. Ci aspettiamo che in fiera ci siano macchine da cucire che fanno anche il brodo, affettatrici che tagliano il feltro a fettine sottili, aghi speciali che cuciono da soli, attrezzini magici che fanno fiori di stoffa profumati.
Ecco, diciamocelo chiaramente: tutta ‘sta roba innovativa ad una fiera creativa nun ce staLa vende solo Martha Steward. 🙂
Al limite, quello che possiamo fare è chiedere agli espositori la novità che cerchiamo (sempre che non siano attrezzi che ancora devono inventare) così da fare in modo che gli espositori capiscano le tendenze del momento, le esigenze delle crafter e che forse anche loro si devono un po’ aggiornare.

2. Varietà di espositori

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Foto scattata a Mondo Creativo 2013

Quello che a me piacerebbe molto -come credo anche a tante altre creative- è trovare fiere con una ricca varietà di espositori, poter vedere cioè tanti stand che trattano hobby, materiali e prodotti anche molto diversi tra di loro, piuttosto che trovare una fiera enorme ma quasi monotematica.
Quando infatti è così, ad essere penalizzati non sono solo i visitatori -che effettivamente possono annoiarsi-, ma anche gli espositori che si ritrovano l’uno a fianco all’altro a vendere più o meno gli stessi articoli.

3. Prezzi contenuti

Chi è che vuole spendere molto per entrare in fiera? Nessuno. Il costo dell’ingresso a volte può rappresentare un freno soprattutto per chi va con la famiglia. E se dubito che entreremo mai gratis ad una fiera (anche se un esperimento in questo senso a Milano c’è stato) almeno ci auguriamo tutte che i ticket non siano esosi. Idem per i costi degli oggetti in vendita o almeno, se costano molto, che siano almeno di qualità.

4. Eventi anche nel centro sud

Nonostante il fiorire di tante manifestazioni creative, leggo ancora che al centro-sud questi eventi sono organizzati solo in poche città tipo Roma, Bari, Napoli.
Ehilà signori…vogliamo organizzarne qualcuna in più?!

5. Corsi, laboratori, chiacchiere e caffé

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Ormai è consuetudine andare ad una fiera creativa per incontrare amiche, conoscere volti noti del web e del mondo creativo e lavorare insieme con loro. Meglio se con una tazzina di caffé davanti. Le visitatrici apprezzano molto questi momenti di condivisioni.

6. Poter fotografare

Infine un desiderio: siamo nell’epoca dei selfie e tutti fotografano di tutto…sarà mai possibile visitare una fiera creativa e scattare qualche foto senza che qualcuno ti guardi male o ti rincorra con la scopa?


L’elenco può essere ancora più lungo e mi piacerebbe sapere la vostra:
che cosa vi aspettate da una fiera creativa? 
Quali sono le cose che vorreste trovare, migliorare o…non vedere più?

Sono sicura che dai vostri commenti verranno fuori ottimi spunti.

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28 risposte

  1. Io a Vicenza non sono mai andata fino ad ora per impegni ma vorrei più riuso a me piace disfare un vestito e poter ricreare un ‘altro oggetto ma non dover sempre comprare con un materiale tipo feltro io uso felpa magari con del bioadesivo per Tessuti lo rinforzo non un pizzo di una maglietta si acquista con criterio e non tutti hanno un baget Altissimo. La creatività è fantasia ma stiamo diventando robot compriamo perché è bello ma non ci fermiamo a capire come è stato creato. Piccolo esempio comprano le pigne già colorate ma se andate al mare o in vacanza ci sono ovunque le pigne anche più belle di quelle che ti vendono eun altra cosa proviamo nei prodotti dove non c è un trafiletto in italiano se voglio parlare le lingue vado nei paesi di origine. Ultima cosa in nessuna fiera c è un angolo per i diversi abili li trasciniamo con noi ma sono rari gli espositori che chiede se vuol provare tanto non capisce. Scusate se fosse non ho centrato il tema io di solito vado Bologna Forlì

  2. Anch’io sono per le fiere di dimensioni umane. Potrei andare a Vicenza ma mi prende l’ansia ad affrontare il fiume umano. E sono d’accordo sulle foto. Grazie

  3. Ciao Doria, le aspettative sono molto alte. Come dico spesso più che comprare mi piace fare, così le fiere che preferisco sono quelle dove si possono seguire anche dei corsi. Potrebbe essere interessante avere un’idea chiara e precisa dei prodotti che saranno esposti e magari interagire prima con gli espositori per chiedere dei prodotti specifici. In fiera oltre alle classiche cartine mi aspetterei una segnaletica chiara o una divisione degli stand per area tematica in modo da rendere più agevole la visita. A presto Rob

    1. Sì, il “toccare con mano” e “vedere dal vivo come funziona” sono ancora due ottime ragioni, ma una volta che uno sa cosa vuole e ha scoperto le novità che gli interessano, internet è ormai una miniera d’oro!
      Ho appena acquistato filati da un venditore della Lettonia, e contando pure il trasporto, ho risparmiato quasi il 40% rispetto ai prezzi degli stessi filati sulle *bancarelle* (e non parliamo di negozi, dove qui in Italia ci sono spese di gestione da paura…).

  4. Ciao, sono stata recentemente ad Abilmente Vicenza per seguire tracce polimeriche per il mio blog. La Fiera mi ha stupito positivamente e non solo per il fimo….
    Diciamo che tra Quilling, Big Shot, polvere di ceramica ecc…. la mia borsa si è riempita di molto altro e la mia mente ha fatto una scorpacciata di idee.
    Ho trovato, a differenza delle precedenti edizioni, praticamente tutti disponibili alle foto.
    Un salutone

  5. All’ultima fiera mi è sembrato di entrare in un’enorme merceria, praticamente l’ 80% degli espositori vendeva le stesse cose, pochissimi specializzati in un determinato articolo (pochissimi filati). Personalmente preferirei vedere in fiera chi produce direttamente il materiale con le novità del proprio settore e non solo chi le rivende, altrimenti uno preferisce comprare in internet o dal negoziante di fiducia. Concordo con le altre che il costo d’ingresso non dovrebbe superare i 5,00 € e i cartelli “NO FOTO” sono davvero tristi, ho evitato anch’io quegli espositori! Ben venga ai piccoli e semplici corsi accessibili a tutti e ringrazio le signore che mentre lavoravano al tombolo, mi hanno lasciato guardare da molto vicino e spiegato un pochino la tecnica (era un’associazione e non un negozio). Ciao a tutte

      1. Già, i produttori non hanno interesse a partecipare a fiere destinate ai consumatori finali (e chi glielo fa fare di esporre dove non possono vendere, non essendo dettaglianti?), quindi se si è fortunati al massimo hanno un dettagliante di rappresentanza a cui danno i prodotti a prezzi agevolati, che però difficilmente “ribalta” l’agevolazione sul cliente finale.

        E questo è il tasto dolente, mentre tanti anni fa si andava in fiera proprio per avere “il prezzo fiera”, che era sempre molto più basso di quello di vendita normale, ora invece a parità di articolo, se è uno standard lo si trova *sempre* a prezzo più basso in internet (purché non sia qualcosa di veramente particolare).

  6. All’unica fiera a cui sono andata in vita mia mi aspettavo di trovare stand di materiali e di macchinari, e corsi per imparare nuove tecniche, ma c’erano più stand che vendevano creazioni finite, come in un mercatino. Nessuna delle persone che vendeva i suoi prodotti faceva anche corsi per spiegare la sua tecnica; nessuna delle persone che spiegava una tecnica faceva cose interessanti (sempre solo cartoni animati per far contenti i bambini con l’ultimo tormentone, e io che ai bambini regalerei solo libri, veramente non capisco), e c’erano più corsi per bambini che per adulti (come al solito). Stand tutti uguali. C’erano anche stand di riviste e libri creativi, questo mi è piaciuto, ma non ho visto stand che vendevano carta e penne e altri materiali creativi diversi dal panno lenci… La creatività non dovrebbe seguire solo le mode e le stagioni, almeno nell’offerta di materiali ci dovrebbe essere sempre di tutto e penso che questo dovrebbero tenerlo presente anche gli organizzatori.

  7. 1) un prezzo di ingresso adeguato, preferisco dedicarli per spendere di più per i materiali (5euro, sono già tanti…)
    2) vietare i carrelli i ( se dovessi mai cadere per colpa di questi maledetti carrelli i e farmi male, farò causa al proprietario e all’ente fiera!!!)
    3) mi aspetto prezzo fiera, se no compro su internet
    4) se si organizzano dei corsi, cose serie e di qualità. Basta svuota tasche, gallinelle, etc…
    5) basta perline!!!!
    6) no banchetti di pentole, taglia verdure, Etc… Vada per il venditore della lima è simpatico e con questo acquisto si accontenta anche i mariti….
    7) non compro per principio da chi espone il cartello “no foto”
    8) banchi iperspecializzati, se cerco le squadrette mi piace trovare un ottimo assortimento (pollici, centimetri… Piccole,grandi, storte , dritte,……)
    è inutile due squadrette per ogni banco e magari tutte uguali …. Mi obblighi ad acquistare su internet…
    9) bella la presenza di piccole esposizioni di qualità, sopratutto di cose mai viste …
    10) io lavoro tutto l’anno e gli acquisti li faccio man mano che termino un lavoro e mi viene un’idea. È inutile concentrare tutte le fiere a marzo è un mese prima di Natale… Distribuitela durante tutto l’arco dell’anno.

    Daniela

    1. Grazie infinite Daniela! Il tuo è un elenco davvero completo e pieno di spunti interessantissimi. Chissà che qualcuno nelle alte sfere…

      Sai che a me non è mai capitato di vedere banchetti di pentole/taglia verdure e nemmeno i carrelli? Ma

  8. Dal mio punto di vista, le Fiere Creative si stanno inflazionando come i mercatini creativi: tante , offerta scadente e tutte uguali. Le novità non posso chiederle io, vorrei che le proponessero gli espositori . Lo stand che vende attrezzi per il taglio non mi deve dire che la rotella dentata non esiste…Lo stand che vende timbri non mi deve dire che non ha gli inchiostri per i tamponi…Per comprare i timbrini con la gomma crepla e washi tape mi basta andare alla Li..o da Ti…e li trovo a 1€ l’uno. Ora ci sono solo corsi di scrittura e effetto lavagna perchè di moda o dimostrazioni di cosucce di una semplicità imbarazzante. La stampante 3D sembra una cosa futuristica e fanno dimostrazioni a numero chiuso; ad un mercatino un ragazzo l’aveva e incuriosita ho chiesto: prezzo altino, ma affrontabile, il costo del materiale è intorno ai 20€ al Kg e ne basta pochissimo, e s’impara ad usarla come ogni altra cosa.
    Vorrei biglietti meno cari così da poter spendere in merce ed eventuale sconto fiera; grazie.
    Delle foto non ne parlo: ridicoli i cartelli e chi li mette.
    A febbraio ho scritto su fb al Mondo Creativo di Bologna per sapere se avevano la carta piantabile per farne biglietti e la risposta è stata negativa, ” ma abbiamo tanti altri decori di carta”…no grazie: voglio la carta ma piantabile.
    La prenderò online .
    Un consiglio a chi espone: io guardo sul web per vedere le novità , le tendenze, i colori : fate altrettanto e proponete voi. Noi creative siamo “affamate” di novità” e che si sappia in giro!

    1. Applausi!
      Ero convinta che avresti potuto dare ottimi suggerimenti e fare critiche costruttive e così è stato.
      Spero che ci sia chi prende nota e ne fa tesoro.
      Incuriosita tanto anche io dalla stampante 3D. Ancora di più da questa “carta piantabile” che non sapevo che cosa fosse fino a che non ho letto il tuo commento. Poi mi sono informata: mi piacissima! La prossima volta che vado in fiera la chiedo anche io 😛

      1. …e sono stata buona. Oggi non ho voglia di arrabbiarmi, già il meteo non aiuta… La carta piantabile mi serve per fare le partecipazioni e l’incarto delle bomboniere per mio figlio. Si potrebbe farla anche a mano (carta macerata, frullata, si mettono le bustine di semi,colore alimentare a piacere, una bella girata con il mestolo, si stende in fogli sottili , si lascia asciugare . Servire freddo :))
        Ma avendo da fare altre mille cose, passo e la compro già fatta.

    2. Tutto pienamente condivisibile, e aggiungerei: se vado a una fiera dedicata alla creatività, non ci voglio trovare i gestori di telefonia o chi vende aspirapolvere e tritaverdura!
      A proposito di stampanti 3D, ho visto recentemente online le PENNE 3D, costo decisamente abbordabile, di certo non si ottengono risultati come con le stampanti, ma sono simpatiche pure quelle, specialmente per chi vuole “fare qualcosa con le proprie mani”, e mentre la stampante è più legata alla tecnica ed alla grafica (e quindi richiede software e conoscenze adeguate), con la penna sono solo la mano e l’inventiva che contano.

        1. Scusa Doria se vado fuori tema, se caso… buttami via! (sono interamente riciclabile) 😀

          Tutti questi marchingegni hanno un costo spesso sproporzionato al loro uso, basti pensare alla Big Shot e alle sue fustelle… quanto capitale bisogna investire per avere un assortimento decente di modelli? Quanto durano le fustelle prima di perdere l’affilatura? Quanto durano le piastre di base prima di essere talmente incise da doverle buttare?

          Oltre ai rocchetti per le stampanti si trovano in vendita anche dei “campionari” con diversi colori di alcuni metri per colore, che per le penne e i piccoli lavori possono anche bastare, per esempio http://goo.gl/PNuPf0 …a patto di non sprecare tanto filo…

          Al di là della novità e del fatto che con la stampante ci si possa fare praticamente qualsiasi cosa, e con la penna decisamente meno, ci sono da fare anche altre considerazioni.
          I filamenti che vengono usati per la stampa 3D non sono riciclabili con la normale plastica dei rifiuti domestici, e una volta estrusi si buttano, quindi oltre al consumo di materiale (e di denaro) tutti i nostri esperimenti sono destinati a finire nella raccolta indifferenziata.
          Non è come con i filati da maglia o le perline, che possono essere riutilizzati per tentare nuovi esperimenti finché non ci viene quello buono!

      1. Anche io ho visto queste penne 3D in effetti mi piacerebbe provarle ma poi mi sono fatta questa domanda:
        servono solo per creare cose artistiche e creative o ci si può creare qualcosa che serva a qualcosa? (pardon mi è scappato il gioco di parole 😀 )

        1. Decori a gogo, e poi qualcosa tipo il gancio per chiudere una borsetta, dei bottoncini decorativi, dei portatovaglioli, portabicchieri, portauovo, portacandela, fermaporta, porta chi ti pare, appendi asciugamani, maniglie o pomelli per cassetti o antine… poi non so, dicono che l’appetito vien mangiando, e quando a una creativa piglia il trip non si sa mai cosa si inventa…

  9. Vorrei che il biglietto di ingresso fosse minimo (vedi gli sconti proposti alla fiera di Pordenone), vorrei che gli stand avessero lo spazio adeguato per vendere e organizzare corsi per permettere al cliente di osservare senza essere spinto di qua e di là dalla calca di soli passanti (vedi lo spazio ridotto alla fiera di Pordenone), vorrei trovarci novità che non sempre si trovano, vorrei che i prezzi della merce esposta fossero “prezzi fiera” e non uguali o superiori a quelli che gli stessi applicano nei rispettivi negozi o siti on line, vorrei poter fotografare senza sotterfugi quell’oggetto che non ho mai visto, vorrei che i clienti fossero più educati e non intralciassero gli spazzi tra gli stand con i loro carrellini a ruote stracolmi o meno di acquisti (vedi alla fiera di Vicenza) ma che la fiera stessa organizzasse dei punti deposito per acquisti effettuati con ritiro alla chiusura, vorrei …

  10. In genere io qualche novità mi aspetto di vederla cosa che a volte capita a volte no. Poi spero che non ci sia tanta confusione, per questo preferisco le fiere a dimensione umana piuttosto di quelle grandi che di solito mi fanno venire il mal di testa. Per le foto concordo con te! 🙂

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