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Cose sbagliate che si fanno sui gruppi creativi di Facebook

Se avete imparato a conoscermi sapete che sono una persona pacata e anche piuttosto riservata quindi in genere non mi intrometto in cose che non mi riguardano. Inoltre, pensando che le cose non sono mai o tutte bianche o tutte nere, cerco di trovare la verità sempre nel mezzo, per cui oggi non voglio puntare il dito contro nessuno ma mi piacerebbe far capire che sul web anche noi creative dobbiamo avere un comportamento più onesto e corretto.

Cose che non si dovrebbero fare

I gruppi di Facebook creativi sono un luogo (virtuale) in cui fare nuove amicizie, scambiarsi idee e confrontarsi sulla riuscita di progetti personali. Io li trovo molto utili, soprattutto perché quando servono consigli su come fare questo e quello c’è sempre qualcuno disposto a rispondere.
Io, un po’ per scelta un po’ per mancanza di tempo, non ne ho aperto mai uno, non partecipo attivamente a nessuno e li seguo veramente poco.
Quando però Fb mi manda le notifiche, mi capita di leggere alcuni post che catturano (in negativo) la mia attenzione e leggo di comportamenti poco rispettosi del lavoro altrui.
Per esempio spesso mi è capitato di leggere post il cui contenuto è più o meno questo (il testo me lo invento ma il succo non cambia):

  • ho comprato il libro/rivista XY. È pieno di schemi volete che ne condivida i progetti?
  • ho acquistato le spiegazioni per fare questo … bello vero?  (e tac un bel copia-incolla dello schema)
  • guardate che bel progetto vi piace? Lo facciamo anche noi? (e tac ecco un bel collage del tutorial preso dal libro o rivista)

Voglio pensare -o almeno lo spero- che questo venga fatto in buona fede ma rimane il fatto che…no, questo non si fa.

Comprare un libro o riviste con schemi di uncinetto, maglia, cucito (o altro) oppure acquistare on line schemi e tutorial a pagamento e poi condividerne i contenuti è sbagliato. Perché anche se il libro o la rivista sono stati comprati e diventano di proprietà di chi ha pagato, i contenuti e i diritti rimangono di proprietà dell’autore e non possono essere condivisi come un boccale di birra.
Che poi basta pensare solo a questo: se l’autrice (o l’autore) avesse voluto distribuire gratis il suo libro o tutorial a destra e a manca, non credete che avrebbe fatto un e-book o un pdf liberamente scaricabile?

Tutte voi che frequentate gruppi FB creativi sapete che questo avviene, non sempre, ma avviene. Lo so, è comodo scambiarsi gratis materiale che è a pagamento: si fa per far risparmiare soldi alle amiche e fa guadagnare punti agli occhi di tutti i membri del gruppo. Purtroppo però questo comportamento vanifica il lavoro (duro) di creative che, come tutte noi, amano il loro hobby e ne stanno facendo o ne hanno fatto una professione. Quindi se vi riconoscete nelle distributrici seriali di contenuti che dovrebbero essere pagati (o coperti da copyright), sarebbe meglio cambiare abitudine.

Cose che invece sì

Piuttosto, se avete trovato interessante una risorsa condividete il link, non le spiegazioni. Tipo:

  • ho comprato il libro/rivista XY. È pieno di schemi bellissimi che vi potrebbero piacere. Il libro l’ho trovato qui (link)

Fate pubblicità a quel libro quindi, a quel progetto o a quel sito interessante dove avete trovato il materiale che vi è piaciuto così tanto. Fate conoscere l’autore, mettete link diretti alla fonte o allo shop o invitate le vostre amiche di FB a comprare il materiale o a visitare il sito. Solo così farete sopravvivere coloro dalle quali prendete ispirazione.
Al limite, se proprio non resistete alla tentazione, scrivete all’autrice e chiedete il permesso di condividere un suo progetto. Se “non viene dalla montagna con la piena”, vedrete che dirà di sì. Per l’autore far vedere uno dei suoi progetti potrebbe essere un modo per far conoscere tutto il libro e il proprio lavoro.

Ora odiatemi pure, ma se ci riflettete vedrete che mi darete ragione. 😉

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12 risposte

  1. Ciao a Doria e tutte, io non faccio queste cose sono molto attenta a quello che metto. Prendo foto free gratis. Sono un artista poliedrica con studi digitali, scrivo in vari modi poesie, per un blog, interviste, recito e canto. Ora, si può mettere una frase trovata in un libro citando il titolo e l’autore, quello si. Anzi direi che viene gola di leggerlo. E poi si mette il link di acquisto perchè no. Diverso è mettere i lavori originali di altri bisogna chiedere all’autore il permesso e varie. Ma vorrei farti una domanda … io produco quadretti ed opere digitali se li metto in giro sono mie… restano mie per copyright del diritto di autore. Se uno le condivide citandomi può farlo. E’ come andare a una mostra e fare foto di cose esposte. Non si puo prenderne la paternità ne ricopiarle uguali. Ma condividerle si. Chi non mostra non lo si conosce e se uno ha un attività non vende. Tu Doria come faresti con le opere digitali? saluto Gloria

    1. Ciao Gloria, “E’ come andare a una mostra e fare foto di cose esposte”…sai la maggior parte delle volte alle mostre, alle fiere, non si possono fare foto? Spesso io ho trovato il simbolo della foto con il divieto. Non ti è mai capitato?
      Questo per dirti che sta a te decidere se rincorrere o meno chi divulga il tuo materiale senza il tuo consenso. MA poi se è materiale digitale in vendita non dovrebbero affatto divulgarlo. Sbaglio?

  2. Concordo pienamente.
    Credo che la “condivisone” di schemi o altro siano fatte in buona fede e sull’onda del piacere che è condividere.
    Negli anni ’80 ho realizzato dei capi per una fotografa,lei li ha fotografati e due sono stati pubblicati.Non mi ha chiesto ne schemi ne spiegazioni, ho percepito il pagamento dei capi e l’unicità.
    La rivista che li ha pubblicati mi ha contattata per avere la spiegazione di un capo particolare, a titolo gratuito,mi sono rifiutata perchè erano di mia proprietà ed essendo il mio lavoro quello di creare ed eventualmente realizzare un capo, non trovavo giusto cedere gratuitamente una parte così importante per quel capo.
    Per questo ho scritto questo commento;VI PREGO ,io non lo faccio più come lavoro,ma per molte persone, che magari non hanno un nome conosciutissimo,quest’introito E’ IMPORTANTE.
    Ringrazio Dora per aver sollevato il problema e tutte voi che avete letto l mio commento.

  3. Io sono iscritta a un gruppo fb su riciclo e creatività ma c’è l obbligo di postare solo cose fatte da noi , aggiungendo spiegazioni di materiali usati o procedimento. Perchè molti/e mettono oggetti creati da loro senza uno straccio di descrizione o spiegazione e dai commenti ecc si capisce che l’intento è quello, vietatissimo (perchè il gruppo non ha quello scopo) di vendere e farsi pubblicità.
    Una tizia accompagnata alla porta -virtuale- del gruppo pochi giorni fa, mostrava alcuni suoi lavori e alla richiesta di spiegazioni su come avesse fatto a…, che materiali aveva usato ecc. sapeva rispondere solo con Scrivi in privato, Vedi la foto …come se da una singola foto si potesse capire tecniche, materiali e quant’altro! Poi comunque è venuto fuori che voleva farsi pubblicità per vendere ..

    1. Ciao Serena, nell’esempio che tu mi hai fatto in pratica la tizia è stata bannata perché spammava, ma questo è un altro argomento. Se un gruppo ha come topic quello di condividere solo cose fatte dalle iscritte aggiungendo spiegazioni, una che non rispetta le regole è giusto che esca.
      Altra cosa invece è pubblicare e far girare gratuitamente tutorial e schemi contenuti in riviste o libri che sono in commercio, quindi a pagamento. Quel gruppo quindi mi pare che non rientri in questo caso perché vuole progetti privati, giusto?

  4. Sono d’accordissimo!! Penso che questo comportamento non proprio corretto, sia dovuto al fatto che è molto più comodo e meno faticoso citare e copiare il lavoro di altri piuttosto che studiare con la propria testa, inventare, fare e disfare con le proprie mani…….

    1. Ciao Grazia, no il punto non è questo. Io adoro chi chiede informazioni e chi non ha voglia di sbattersi e anche chi scrive libri o vende schemi adora chi ha bisogno di un tutorial o di uno schema per andare avanti. Non tutte hanno la capacità di fare da se e i libri e gli schemi servono per questo.
      Quello che ho inteso dire nel post è che invece copiare e divulgare gratis quello che è a pagamento (oltretutto anche senza citazione alcuna) è sbagliato. Cosa che invece mi è capitato di vedere.

    1. Beh diciamo almeno verso quelle che vendono libri, tutorial, riviste. Si certo Tina, anche io penso che nella maggior parte sia fatto in buona fede. Anche perché uno pensa: ho acquistato il libro, quindi se è mio ci posso fare quello che voglio. 🙂

  5. Hai perfettamente ragione… Credo si faccia in buona fede e senza pensarci, ma è un’azione scorretta di voi che inventate, provate, create e poi condividete con noi!!

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