cropped-logo.png
Cerca
Close this search box.

Mercatini hobbisti: le opinioni di chi ama farli

mercatini hobbisti, fare mercatini,

I mercatini dove vendere i propri lavori, sono un mondo per un verso affascinante, per un altro ancora molto discusso.

C’è chi vorrebbe tanto cominciare a farli come hobbista e non sa da dove cominciare, chi per un motivo o per un altro ha cominciato e ha deciso di smettere e chi invece li fa con entusiasmo, non solo per farsi conoscere, ma anche per “incontrare la gente“, come Alessia e Alberto: due amici veramente bravi, due creativi che stimo che hanno le mani d’oro, che lavorano col cuore e che, aggiungo io,  usano anche bene la testa.

Ho fatto loro qualche domanda in tema mercatini (“qualche” si fa per dire…Alessia, Alberto perdonatemi! Mi son fatta prendere la mano 😀 ) perchè mi piaceva sapere la loro opinione.

 

NOME
Alessia   Alberto
     
ETA’
39
  40
     
CITTA’
Città è una parola grossa! Un paesino in provincia di Lecco.   Milano
     
COSA FAI NELLA VITA
Lavoro per diventare “Beads and Tricks” a tutti gli effetti.   Mi occupo di grafica da circa vent’anni.
     
COSA TI  SAREBBE PIACIUTO FARE
La giornalista era nei miei sogni di ragazzina.
  Questo forse lo sto ancora scoprendo
     
COSA CREI / COSA VENDI
Bijoux e accessori principalmente realizzati in rame.   Bijoux in corda, legno, sabbia e frammenti di conchiglie.
     
CREI PER HOBBY O PER LAVORO
E’ cominciato come un hobby, ma sta diventando (spero) un lavoro.   Diciamo per hobby con aspirazione lavoro
     
COME HAI COMINCIATO
Un po’ per caso, non so spiegare come. Ma un giorno ho cominciato a comprare perline e pinze e mi sono messa a fare quelli che adesso definisco senza tema di smentite degli obbrobri! Ma da lì mi si è aperto un mondo, e non ho più smesso da ormai più di cinque anni.
 

Per puro caso… grazie ad un caro amico mi sono ritrovato su una spiaggia del Friuli a Fossalon, non una spiaggia turistica, piuttosto selvaggia e piena di detriti riportati dal mare.

Proprio li due anni fa ho raccolto alcuni pezzi di conchiglie e pezzetti di legno, ma senza uno scopo preciso. Tornato a Milano dopo qualche settimana ho disegnato su uno di questi pezzetti di legno e ogni volta che lo guardavo mi chiedevo cosa potesse essere.

Finché un giorno mi sono detto, potrebbe essere un ciondolo e così ho scelto la corda, perché pensavo si adattasse bene al tipo di materiale e l’ho trasformato in ciondolo. Da li non ho più smesso.

     
COSA PENSANO IN FAMIGLIA DI QUELLO CHE FAI
Per molto tempo lo hanno ritenuto una perdita di tempo, una cosa di cui non parlare, forse si vergognavano anche un po’. Oggi credo lo vedano un po’ diversamente, ma fondamentalmente rimane una mancanza di considerazione per quello che faccio.   Sto ancora cercando di capirlo
     
HAI UN BLOG? QUALE?
Il mio blog, Beads and Tricks (beadsandtricks.blogspot.it/) è nato quasi in contemporanea con la mia passione per la realizzazione dei bijoux, dall’esigenza di condividere anche da noi, in italiano, le cose che imparavo e che trovavo in rete, allora prevalentemente in inglese.

Quando ho iniziato a scrivere il blog ero stupita dalla totale mancanza di risorse in italiano che riguardassero questo campo, oggi lo scenario in questo senso è un po’ cambiato. Il mio blog è una vetrina per i miei lavori ma anche un modo per comunicare me stessa attraverso il mio lavoro. E anche un mezzo per condividere.

  Si, ho un blog fossalonart.blogspot.it che ho aperto a febbraio del 2011 proprio per far vedere le cose che creo e per me, che non mi ritengo assolutamente bravo a scrivere, è davvero una sfida quotidiana.

Ma ci tengo davvero tanto a ciò che faccio e quindi faccio il possibile per tenerlo aggiornato e renderlo interessante.mercatino risale al giugno dell’anno scorso.

     
DA QUANTO FAI MERCATINI
Ho cominciato a fare mercatini due anni fa, ma in modo sporadico.    Da circa un anno e mezzo
PERCHE’ LI FAI
Perchè ho cominciato a sentire l’esigenza di uscire dalla “sicurezza” che mi da’ lo stare dietro al mio monitor, e avere un contatto più diretto e immediato con la gente. E perchè sento anche molto la voglia e il bisogno di far vedere che esistono cose diverse dalle solite, da quelle viste mille volte, da quello che la gente si aspetta di trovare in queste occasioni. Credo che sia un modo per “educare” anche il gusto, e non c’è soddisfazione più grande che chiacchierare con chi ha voglia di entrare nel mio mondo, raccontare di come nascono le cose che faccio, far sentire tutto quello che può esserci dietro ad un oggetto completamente realizzato a mano.   Perché ritengo che sia un buon modo per far vedere quello che faccio, mi rendo conto che quello che creo è piuttosto nuovo e poco conosciuto e malgrado internet sia un veicolo formidabile per raggiungere persone lontanissime da me, credo che per i miei oggetti ci sia bisogno anche di un contatto diretto. Quindi il mercatino è un modo per soddisfare questa mia esigenza.
     
LA TUA CREAZIONE PIU’ ORIGINALE
Ho delle difficoltà a definire una mia creazione “originale”, vorrei che lo fossero tutte, ovviamente invece alcune lo sono più di altre, alcune mostrano influenze, alcune sono più riuscite e altre meno. In generale tutte le cose che sto realizzando in quest’ultimo periodo le ritengo abbastanza originali, parlano solo col metallo e questo per me è il massimo.   Spero con tutto il cuore l’ultima che realizzerò
     
LA TUA CREAZIONE PIU’ RICHIESTA
Sicuramente gli orecchini, e un anello in particolare che è ha avuto grande successo pur essendo semplicissimo: un filo di rame che si avvolge su se’ stesso.   Diciamo che non c’è un singolo oggetto più richiesto, tendenzialmente gli anelli sono quelli più venduti.
     
COSA C’E’ CHE NON FUNZIONA NEI MERCATINI
Ogni singolo mercatino è storia a sé, possono esserci tantissime componenti per cui funzionano o non funzionano: il luogo, l’organizzazione, la scelta degli espositori, l’ambiente stesso o la tipologia di festa o dell’evento in cui il mercatino è inserito. Ma in questa valutazione conta moltissimo che genere di espositore sei e che cosa ti aspetti dal mercatino.
   Diciamo che non c’è una cosa nello specifico che non funziona e sarebbe un discorso molto lungo da fare (almeno per quanto mi riguarda).
Un mercatino non funziona, quando gli organizzatori scelgono una location non adatta ad ospitare un mercatino, quando non hanno sotto controllo la disposizione dei banchi, quando l’evento non è sufficientemente pubblicizzato e reso accattivante per la gente, quando ci sono troppe bancarelle uguali e chi espone non cerca di proporre cose diverse dal solito.
     
COSA C’E’ INVECE CHE FUNZIONA
Anche qui dipende da cosa ti aspetti e da come lo vivi e vale la risposta precedente. Funziona sicuramente molto anche un atteggiamento positivo da parte nostra.   Quando le cose che ho specificato prima funzionano, allora va tutto bene.
     
LA TUA IDEA PER MIGLIORARE I MERCATINI
Penso che le formule migliori siano quelle “mirate”, cioè mercatini che raggruppano solo un certo tipo di espositori, con un occhio alla qualità e al gusto degli oggetti presentati. Ci sono alcune esperienze del genere in giro e spero che ce ne possano essere sempre di più. Anche se io non rinuncerei del tutto a portare in giro le mie cose anche in mercatini “tradizionali”.   Forse si potrebbe cercare di organizzare mercatini dove il lavoro manuale venga davvero valorizzato, dove non ci siano troppe bancarelle con la stessa tipologia di prodotto e dove ognuno di noi possa anche lavorare durante il mercatino. Cosa che io ad esempio faccio abitualmente ed ho la sensazione che questo desti sempre un po’ di interesse in più da parte di chi passa.
     
LA COSA PIU’ BRUTTA CHE HAI SENTITO
Devo dire la verità: io non ho mai sentito cose brutte, nei miei confronti intendo.   Ahahah… al mio primo mercatino, dove avevo davvero pochissimi oggetti, usavo delle conchiglie come abbellimento del banco e un signore mi ha chiesto se le vendevo.
     
LA COSA PIU’ BELLA CHE TI HANNO DETTO
Me ne hanno dette veramente tante, di cose belle, per me è una cosa bella anche semplicemente un sorriso. E’ bellissimo poter parlare di me e del mio lavoro con chi si avvicina. Ogni volta che vedo comprensione per quello che faccio per me è una grandissima soddisfazione.   Se devo essere sincero, ricevo molti complimenti per quello che faccio e mi piace che questi mi arrivino da un pubblico davvero molto vario, dal bambino all’anziano indistinatmente.
Se dovessi sceglierne qualcuno in particolare ti potrei dire:
– una signora che ha scelto un mio ciondolo e guardandolo ha detto al marito “a guardare questo ciondolo mi sembra di vedere la spiaggia di Fossalon”
– un signore che guardando il mio banchetto ha detto alla moglie “se devo rinascere, voglio rinascere donna per poter indossare alcuni di questi oggetti”
     
DI COSA NON PUOI FARE A MENO
Dello scambio con le persone.   Del rapporto con la gente… adoro incontrare la gente, adoro raccontarmi a loro e ascoltare i loro racconti.
     
DI COSA PUOI FARE A MENO
Di certi organizzatori non proprio “organizzati”.   Di organizzatori che si preoccupano solo di prendere i soldi per lo spazio espositivo, ma non si preoccupano della riuscita del mercatino stesso.
     
COSA NON VORRESTI PIU’ VEDERE IN UN MERCATINO
Un’accozzaglia di bancarelle male assortite.   Gente che compra e rivende oggetti, spacciandosi per hobbisti che firmano fogli dove c’è scritto che quello che vendono è opera del loro ingegno.
     
COSA NON C’E’ CHE INVECE VORRESTI VEDERE
Vorrei vedere più artigiani che lavorano sul posto (io lo faccio e mi piace molto) e più creativi “veri”, di qualità.   Più espositori che realizzano davvero quello che espongono e magari che lavorano sul posto.
     
CAMBIA NOME AI MERCATINI, COME LI CHIAMERESTI?
Non cambierei nome, questa mania tutta italiana di cambiare i nomi alle cose sperando che cambi di conseguenza anche la sostanza la eviterei. Magari si può aggiungere qualcosa al nome mercatini, ma penso che debba piuttosto cambiare il modo di organizzarli, badando di più alla qualità degli espositori.    Storicamente i mercatini sono nati per dare la possibilità ad artigiani e contadini di portare i loro prodotti nelle piazze per venderli. Quindi direi che non serve cambiargli il nome… forse bisognerebbe ritornare alle origini e assicurarsi che i prodotti venduti nei mercatini siano davvero artigianali e realizzati dal venditore stesso.
     
SCEGLI: MANI, CUORE O TESTA?
Cuore. Le mie mani lavorano col cuore e la mia testa è guidata dal cuore in tutto quello che faccio. Senza mettere il cuore qualunque cosa tu faccia, pur tecnicamente ben realizzata, non riesce ad essere viva.   Ovviamente cuore, tutto per me parte da li… e da li passa alle mani che modellano la corda.
     
COSA DICI ALLA GENTE CHE GUARDA
Toccate pure, provate pure! E chiedetemi se avete qualunque curiosità   Che se vogliono qualche informazione di chiedere senza problemi, di toccare e provare quello che vogliono.
Io sono un uomo e poter vedere i miei oggetti indossati, anche solo per provarli è un piacere.
     
COSA DIRESTI ALLA GENTE CHE NON GUARDA
Non direi nulla, ognuno ha i suoi gusti e ha ogni diritto di non apprezzare le cose che faccio. Forse ci vorrebbe più curiosità verso le cose un po’ diverse dal solito, e non aver paura di avvicinarsi. Ma questo avviene col tempo, e bisogna dare alla gente il tempo e il modo di conoscere cose nuove.   Credo che la gente a volte non guarda perché si aspetta di trovare le solite cose… beh gli direi di non scoraggiarsi e di continuare a guardare che qualcosa di nuovo c’è sempre da scoprire
     
UN TUO PREGIO
L’entusiasmo.   Forse la pazienza
     
UN TUO DIFETTO
L’entusiasmo.   Per fortuna me ne chiedi solo uno, altrimenti la lista sarebbe lunga. Sicuramente testardo.
     
UN CONSIGLIO DA DARE A CHI VUOLE MIGLIORARE IL PROPRIO BANCHETTO
Essere originali e creare un’esposizione che sia in grado di colpire l’attenzione di chi passa, ma sempre adeguata al tipo di oggetti che si devono esporre.
  Fare il possibile per renderlo unico nel suo genere. Io che uso solo materiali di recupero provenienti dalla spiaggia di Fossalon, uso quelli anche per abbellire il banco. Mi sono creato un espositore per orecchini con un bellissimo pezzo di legno e della corda e devo dire che è una delle cose che attira di più la gente.
     
UNA COSA DA DIRE A CHI DICE: _Costa troppo!
Non me l’hanno mai detto. Forse a volte ho potuto intuire che qualcuno non comprasse perchè riteneva il prezzo troppo alto, ma non perchè fosse troppo alto in se’, solo in rapporto alle loro possibilità. E se una persona, pur capendo perfettamente che un oggetto è totalmente realizzato a mano e capendone il valore anche in relazione ad altri fattori, non può spendere quella certa cifra io faccio solo un sorriso e dico grazie.
  Devo dire che in modo esplicito non me lo ha mai detto nessuno… e chi capisce quello che faccio, come lo faccio non mi ha mai fatto intendere che i miei oggetti costano troppo. Anzi più di una volta mi è stato detto proprio il contrario
LA DOMANDA CHE NON TI HO FATTO E CHE AVRESTI VOLUTO TI FACESSI
Me ne hai fatte tantissime!!! 🙂   Ti prego basta domande :)))
     
UN AGGETTIVO PER ALESSIA/ALBERTO
Speciale   Unica
     
FAI UNA RISATA
😀 😀   AHAHAHAHAH
MANDA UN SALUTO
Grazie a chi leggerà e a chi avrà voglia di conoscere me e il mio lavoro dopo avermi letta. E un abbraccio a te Doria e un grazie enorme per l’opportunità!
  Ciao a tutti quelli che leggeranno questa intervista e grazie per aver avuto la pazienza di arrivare fino a qui.

Ringrazio infinitamente Alessia e Alberto per la disponibilità, la pazienza e il tempo che hanno dedicato a questa interessante intervista doppia.

Spero, oltre ad aver soddisfatto qualche curiosità, che  abbia offerto soprattutto buoni spunti per riflettere.

doria-chi-sono-rss-2-1

Questo post ti è piaciuto ?
Salvalo e condividilo
con i tuoi amici !

Iscriviti alla Newsletter

Ti consiglio anche...

16 risposte

  1. Buongiorno!  Mi accodo a tutti i commenti precedenti per i complimenti ai due intervistati!
    Si sente, dalle parole che hanno scelto, la passione per il loro lavoro/hobby.
    Sono essenzialmente d'accordo su due punti: che non c'è una regola fissa per la buona riuscita di un mercatino (ovviamente organizzazione e location fanno la loro buona parte, ma ci sono così tante variabili che è davvero dura essere sicuri che andrà sempre bene…!) e poi, cosa fondamentale: la lavorazione sul posto. Le persone si fermano a guardare e sono più interessate perchè solo vedendoti creare sul posto si rendono conto dell'effettivo valore di ciò che proponi sulla tua bancarella.
    Un saluto a tutti! 🙂
     

  2. Ciao Doria
    Prima di tutto grazie davvero per l'opportunità che mi hai dato di esprimere il mio parere su un argomento che comincio a conoscere un po' meglio e al quale tengo molto (il contatto con la gente per me è fondamentale). Grazie
    Alberto

  3. è bello leggere di queste esperienze, e della passione anche nel vendere le proprie creazioni, penso anzi che riuscire a farne un lavoro sia una bella soddisfazione anche quando, come hanno testimoniato Alessia e Alberto, gli organizzatori del mercatino sembrano voler mettere il bastone fra le ruote, perché è dal pubblico che arrivano le gratificazioni migliori 🙂

  4. Brava Doria, riposte che avrei dato anch'io.Concordo su tutto.Alessia l'ho vista al"MONDO CREATIVO"a Bologna,non ho osato dirle niente,ora si:COMPLIMENTI. Il fatto a mano non ha prezzo,quando vedo i bimbi con naso altezza banco,occhi sgranati che guardano il mio cucito,io regalo. Il sorriso e un grazie sono impagabili.

  5. Cara Doria, in effetti le domande erano tantissime, ma è stato un grande piacere rispondere e parlare di quello che mi appassiona!!! Ancora grazie di cuore per questa opportunità di esprimermi e raccogliere anche le opinioni di chi ti legge.
    Alessia

  6. ciao Doria!!! grazie x questa bella intervista a due artisti che lavorano col cuore e fanno mercatini intelligenti!! ( non so se mi capisci ) condivido le loro opinioni!! 🙂 un caro saluto!!

  7. Che bella intervista, e poi molto utile anche per chi non sa tanto del mondo dei mercatini visto dal punto di vista degli espositori.
    Ho fatto visita sui blog dei due artisti, le loro creazioni sono stupende!
    Grazie, Doria!
    Mariana

  8. carissima Doria da quando nel nostro Statuto ho fatto aggiungere la clausola della lavorazione sul posto, la gente la vedi molto più interessata a guardare e apprezzare quello che uno fa….e questo fa molto piacere perchè ti fanno domande e vedi che la curiosità è immensa. Ora, per esempio, faremo dei laboratori creativi ai bambini e alle mamme del comune di Monteroni d'arbia proprio per avvicinare le persone alla manualità. Spero di riuscirci….ma comunque ci provo

  9. carissima Doria, come al solito, sei unica è un'intervista bellissima e chiarisce tutto quello a cui si va in contro a fare i mercatini. Molto simpatici sia Alessia che Alberto e ribadiscono in pieno il mio concetto che il lavorare sul posto è la cosa essenziale per i mercatini hobbistici. Complimenti a tutti e grazie…………anna carciofali

    1. Grazie mille Anna per il tuo commento. Non avevo idea che anche Alessia e Alberto fossero del parere che lavorare sul posto faccia bene ai mercatini.
      In cuor mio spero che la qualità dei mercatini cresca perchè comunque sono un valido strumento per farsi apprezzare anche al di fuori delle mura di casa ed avere un rapporto diretto con la gente.

  10. Letta tutta di un fiato….. sono persone splendide che fanno trasparire l'amore per quello che provano….. quando vado in giro per mercatini mi domando sempre se quello che vedo esposto è opera di chi è dietro il banco….e ora ho realizzato che manca una parte fondamentale: vederli lavorare sul posto! Alberto, Alessia avete proprio ragione…. sicuramente il vedere nascere una creazione appassionerebbe anche il visitatore più distratto!

    1. In realtà Katia anche io ne avevo parlato in questo post qualche mese fa
      https://unideanellemani.it/mercatini-hobbisti-e-mostrare-a-tutti-quello-che-sai-fare
      E se da una parte ho sentitto l’entusiasmo di molte, dall’altro ho sentito anche opinioni di chi vede oggettivamente la cosa come un problema.

      Riporto qui un pensiero che ho già espresso in un commento:
      lamentarsi e dire sempre che “la gente non capisce cosa vuol dire fatto a mano” serva a poco, se poi non si cerca un sistema per “educare”, un modo per farlo capire.
      Sarebbe come pretendere di far apprezzare la musica alla gente, solo facendogli vedere uno sparito.

  11. Salve a tutti, è la prima volta che scrivo qui anche se vi seguo già da un pò di tempo.
    Grazie ad Alessia e Alberto, simpaticissimi e davvero molto bravi e grazie a te Doria per aver creato queto piccolo angolo di paradiso per tutti coloro che amano il fatto a mano.
    Presumo che fare mercatini sia qualcosa di meraviglioso, il sol fatto di essere a contatto con la gente credo sia elettrizzante e poi è verissimo: vedere un artista all'opera è bellissimo.
    Ho scoperto tutto il mondo dell'handmade solo da pochi mesi e mi piace tantissimo ma quello che faccio oggi lo faccio solo a tempo perso e solo a livello molto amatoriale. Credo anche che la zona in cui vivo siamo molto penalizzante, qui tutto viene visto come roba da nonnette e tutti quando vedeno qualcosa pensano "Ma a cosa serve questa perdita di tempo?" e poi la storia dei mercatini qui non ne vengono fatti purtroppo . . . Un abbraccio a tutti.

    1. Lisa grazie! Spesso tutto quello che è lavoro manuale al femminile è visto come roba da nonne.
      A me piacerebbe con il mio blog far capire che dietro alla manualità c’è molto di più di un semplice hobby.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sponsor

Rss

Iscriviti alla Newsletter