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Moda Mare Vintage donna: abiti e costumi da bagno anni 60

Se mi metto a pensare a come erano i costumi  da bagno più di 40 anni fa, non so se mi viene da ridere o se mi fanno tenerezza. E comunque il pensiero va subito alle vacanze al mare spensierate e quasi fantozziane che hanno fatto i nostri genitori.

La partenza era un vero e proprio trasloco e le strade si affollavano di macchine alte come palazzi a tre piani tanto erano cariche di valigie, sdraio, ombrelloni, scatoloni, sedioline, tavolini da pic-nic, canotti, materassi.
E in mezzo ai bagagli ogni tanto spuntava qualche testa fuori dal finestrino in cerca di un filo di aria (che quella condizionata ancora mica esisteva…).

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Moda mare anni 60: come erano i costumi da bagno

Ma i costumi da bagno anni 60 com’erano? Quelli da bambini di spugna…terribili!
Di solito erano rossi o blu con cucite -cucite eh, no stampate!- applicazioni di stoffa con conchiglie e cavallucci marini. Fare il bagno con quelli era come farlo con l’accappatoio: una volta usciti dall’acqua il costume pesava tre chili, sgocciolavi per un’ora e il cavallo del costume arrivava alle ginocchia. 😀

E i costumi da bagno da uomo? Ascellari. E anche se non erano di spugna, non erano molto diversi da quelli dei bambini ed avevano anche l’elastico alto come una cintura di cuoio. 😀

Quelli delle nonne (quando se li mettevano, altrimenti andavano in spiaggia vestite) erano solo neri o blu in tinta unita, raramente in fantasia -e se c’era era trita trita- con coppone preformate e rigide come scafandri.

Moda mare vintage da donna

Le donne più giovani invece potevano “osare” di più: costumi da bagno interi (interi), sempre con coppe rigide, in fantasie decise e vistose, con sgambatura preferibilmente orizzontale. Però non si può dire che non fossero eleganti! 🙂

(Nelle didascalie sotto alle immagini ci sono interessanti informazioni sui modelli.)

E i copricostumi?

I copricostumi anni 60 erano bellissimi!

Dritti o svasati, a tunica o con spacco, con scollo a barchetta o a V.
Erano cuciti in stoffe con fantasie importanti che a me piacciono ancora tantissimo. Alcuni erano in spugna, altri in mussola di cotone, altri in raso.

Che bello sarebbe indossarne uno!
Chi di voi ne ha ancora un esemplare della nonna o della mamma da qualche parte?

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37 risposte

  1. Io ho un costume anni Cinquanta, era di mia madre. È di un tessuto tipo la tela cerata degli impermeabili, a disegnini blu su fondo bianco. Un volant-gonnellino nasconde pudicamente la zona mutandina mentre di sopra è piuttosto audace, con un’unica bretellina intorno al collo che volendo si poteva togliere. L’aderenza era garantita perché è tutto goffrato sulla schiena, dove è chiuso da una lampo.

  2. Caspita ! Ecco qua che i ricordi si affollano nella mia mente. Mi sembra di vedere mia zia Tina, con i suoi bellissimi costumi della Triumph, tutti rigorosamente neri. Mentre i copricostumi erano confezionati dalla sarta del nostro paese, in tela di cotone o in spugna ( sempre di cotone). Tutti semplici ma bellissimi, almeno per me. Ne ricordo in particolare uno con la gonna decorata da applicazioni di banane e ananas. Le applicazioni le aveva fatte mia zia, e ne era venuto un capo originalissimo. Ricamava e lavorava a maglia in modo stupendo, e quello che so lo devo a lei. Sapete, non si poteva uscire dalla spiaggia in costume, anche se era intero, come quelli di mia zia. Poi c’erano i vestiti, che si usavano alla sera per andare a pranzo. Una signora (ma nemmeno una signorina) sarebbe mai entrata nella sala della “Pensione di Famiglia”, senza parlare dell’Albergo o dell’ Hotel, senza un vestito adeguato all’ora. A dire il vero nemmeno un uomo ci sarebbe entrato senza calzoni lunghi e maglietta. Almeno. Un altro mondo ? Sicuramente si e non mi interessa pontificare se era meglio o peggio. Era diverso e lo ricordo con tanta tenerezza e riconoscenza per quello che ne ho avuto.

    1. Guarda Valeria non avresti potuto scrivere frase migliore:
      “non mi interessa pontificare se era meglio o peggio. Era diverso e lo ricordo con tanta tenerezza e riconoscenza per quello che ne ho avuto.”
      Anche io la penso come te. Mi piace molto parlare di quei tempi, anche se poi la mia infanzia l’ho vissuta negli agli anni 70.

  3. Che bel tuffo nel passato, mi piace vedere le foto della moda (ma anche dei lavori creativi) di un tempo. Mia madre aveva la fissa dei pagliaccetti per il mare: di spugna, simile a un body, chiuso da una fila di bottoni sul davanti. Il costume era intero. Buona continuazione a tutte. Tina

  4. Mi ricordo si dei costumi di lana…io non li ho mai indossati ma mio marito da piccolo si..li faceva sua mamma e dalle foto che ho visto mi sembrano orrendi!!!io ho cominciato da grande ad andare al mare ed avevo 2 costumi interi, uno blu e uno in fantasia ..del due pezzi neanche a parlarne in colonia dove andavo…le suore si appostavano col binocolo per scoprire chi osava troppo!!! copricostume di cotonina abbottonato davanti con due bretelle..adesso il costume puoi fartelo con una cravatta da uomo tanto è striminzito!!! 😀 ciao Doria, interessante questo post che mi rimanda indietro negli anni 60!!!

  5. Ciao Doria,
    ogni tanto mi riporti indietro agli anni della mia infanza 🙂
    Trovo che i copricostumi siano tutti attualissimi, penso che li indosserei tutti senza problemi!!!
    I costumi sono eleganti e raffinati, anche se rispetto a quelli che indossiamo adesso sono piuttosto coprenti 😉
    Non so se il motivo sia da applicare a tutti ma secondo la mia esperienza personale e i miei ricordi di bambina veniva usata la lana per i costumi per una questione economica, il cotone era molto costoso e in genere si usava per pizzi e merletti.
    La lana era un bene che “si aveva in casa” o facilmente reperibile. io ricordo mia nonna che cardava la lana, la tingeva, e infine la lavorava.
    E poi, come ha scritto Anna, d’estate costume e d’inverno maglione. Dettaglio non trascurabile, erano gli anni in cui l’usa e getta non era ancora di moda.
    Vogliamo parlare dei golf che nascevano di un colore unico e negli anni successivi diventavano a righe e più gli anni passavano e più aumentavano i colori delle righe? Da due golf piccoli nasceva un golf un po’ più grande!
    Ma, ma vuoi dire che questa mia mania di riciclare tutto nasce da questo???
    AHAHAHAH, però erano bei tempi !!!!
    un abbraccio lanoso :*
    Giovanna

    1. Sai Giovanna, la tua mi sembra la spiegazione più sensata. In effetti forse era proprio per una questione economica o di stile di vita che magari faceva della lana un materiale di uso comunque e quindi utilizzabile un po’ per tutto.
      Dici che esagero a proporre ogni tanto dei post a tema Vintage? Non ho problemi di nostalgia, ma semplicemente il genere mi piace tantissimo!

      1. No, no, non esageri, anzi! a me piace moltissimo leggere questi articoli, mi riporta agli anni della mia infanzia.
        Continua pure a omaggiarci di queste perle di saggezza delle nonne 🙂

        Chissà perchè si è portati a pensare che la nostalgia sia un problema… io sempre pensato fosse un sentimento positivo e poi un giorno sono incappata in una citazione che mi è piaciuta molto e che esprime perfettamente i miei sentimenti, eccola:

        “Quanto ti viene nostalgia
        non è mancanza.
        E’ presenza
        di persone, luoghi, emozioni
        che tornano a trovarti.”
        Erri De Luca

        Cosa ne pensi? Sono troppo filosofa? 😉
        un abbraccio
        Giovanna

        1. Ecco ! Questi sono momenti alti e ci piacciono. Siamo avvezze a prenderci in giro e sorridere almeno una volta al dì può fare solo bene , ma cultura e filosofia non sono mai troppo .E’ bello imparare qualcosa di nuovo ogni giorno. Grazie Giovanna .
          Per rimanere in tema di costumi e lana , ringrazio di essere l’ultima di quattro sorelle. Quando arrivava il mio turno per indossarli erano ” sfatti”, scoloriti, ma tutti di lana …e il costumino nuovo nuovo di Lycra…polyestere…viscosa … ecchennesò… di Moplen…ecopelle (leggi plastica) era mioooo.

        2. Che bella frase. Leggendola mi sono venute subito in mente delle persone che non ci sono più e di cui spesso sento la mancanza, mi piace l’idea che quando mi capita è perché mi sono venute a trovare.
          Grazie per aver condiviso questo nuova prospettiva.

  6. Carissime io sono del 51 e ho portato il costume di lana era rosso con pettorina con le bretelline incrociate dietro con busette da infilare nei bottoncini attaccati in cintura all’interno dietro mutandine. Ho le foto in colonia anche .
    ma non mi facevano caldo o fastidio si asciugavano abbastanza in fretta. Me li faceva la magliaia di fiducia con la macchina. d’inverno maglioni ed estate costumi da bagno. da grande avevo costume intero fantasia di cotone e copricostume in tinta proprio bellini

  7. Confermo i costumi di lana, all’epoca andavo al mare in colonia e li ricordo benissimo: blu con le bretelline che si incrociavano sulla schiena e si abbottonavano in vita…pungevano anche un po’…terribili!
    Purtroppo non ho foto…ti basta la mia parola?!
    Un caro saluto
    Carmen

  8. Meglio anni ’70 mia nonna fece a me e mio fratello dei costumi i da bagno… IN LANA!!!
    Come modello il mio era bellissimo… ma in lana immaginate cosa succedeva quando mi bagnato !

    1. Guarda Matilde proprio nei giorni scorsi avevo letto un articolo in cui c’era scritto che i costumi dei bambini erano anche di lana. Non ci volevo credere, ma visto che anche tu me lo confermi mi sa che l’informazione era esatta.
      Però una spiegazione a questa cosa ci deve essere…
      mumble…mumble…chi mi aiuta a trovarla?

      1. Di lana credo siano più coprenti… poi forse prima la lana era più facile da reperire (quindi più economica) del cotone… è plausibile?
        O forse era solo per far venire l’orticaria ai bambini così preferivano restare a casa 😀

      2. Non so, anche mia mamma una volta mi ha detto che quando lei era giovane (nata nel 48, quindi anni 60-70) erano normali i costumi da bagno fatti a maglia in lana, ma non mi ha saputo dire perché. Le ho chiesto se non tenessero un sacco di caldo, e mi ha risposto di no, non particolarmente. Anche adesso se guardo su Ravelry (noto sito di maglia, in inglese) molti modelli di T-shirt e canotte sono di lana. A me fa prurito anche d’inverno e l’idea di indossarla d’estate mi repelle profondamente, ma considerando che in questi giorni fa così caldo che sudo anche vestita di cotone o di microfibra o nuda, penso che in effetti la lana non farebbe molta differenza… Forse la lana assorbe meno e si asciuga prima del cotone? Credo che un costume da bagno fatto a maglia in cotone sarebbe comunque scomodissimo, e tra i filati lavorabili a maglia forse solo alcuni sintetici moderni sarebbero adatti al bagno.

        1. Si ma infatti anche a me l’idea del costume di lana fa un po’ venire senso. Chissà forse era lana particolare, vedi che anche tua mamma ti ha detto che non tenevano caldo…
          però ritorno a pensare ai beduini e all’idea che la lana sia un materiale isolante. Magari scopriamo che sono anche freschi! (il famoso “fresco di lana”… 😀 😀 )

          1. La lana è un isolante quindi quando la temperatura supera i 36 gradi del nostro corpo è preferibile indossare la lana che conserva la temperatura corporea e non la fa aumentare.
            Disse Piero Angela 😀
            Ma a parte il caldo, la lana pizzica, poi non si rovina con l’acqua salata?

            Comunque a me sta cosa del fresco lana e del caldo cotone mi stranisce sempre un po’, ma che è il paese dell’incontrario?? 😀

    1. È vero questi i copricostumi sono davvero molto belli e le fantasie pure!
      Mi sbaglierò ma mi sembra che ultimamente stanno copiando le fantasie vintage e le infilano ovunque.

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