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Tecniche Antiche ad Uncinetto: il Merletto di Orvieto

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Ho scattato queste foto alla fiera di Forlì in un piccolo stand dove c’era una signora che lavorava questi meravigliosi lavori e merletti all’uncinetto. Mi sono avvicinata incuriosita a guardare i lavori in mostra e sono rimasta letteralmente incantata (non ti puoi immaginare quanto siano piccoli i dettagli). 

Così ho chiesto timidamente di poter fare qualche scatto pensando comunque che mi avrebbe mandato a quel paese (come succede spesso nelle fiere quando vuoi fare delle foto agli stand).

Invece dopo le presentazioni, non solo mi ha lasciato fotografare, ma ci siamo messe a parlare un sacco di tempo di lavori all’uncinetto e di Merletto di Orvieto, facendo aumentare in me la stima e l’ammirazione nei confronti di chi sa fare questi capolavori all’uncinetto

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Creazione Associazione Atelier Merletto di Orvieto

Cos’è il Merletto di Orvieto

Il merletto d’Orvieto è un tipo particolare di Merletto di Irlanda.  Nacque agli inizi del 1900 su iniziativa dell’Ars Wetana, una società di patronato che si proponeva di dare alle donne un’opportunità di guadagno facendo un lavoro a domicilio nobile e non troppo faticoso.

L’idea fu quella di riprendere e rielaborare la tecnica dell’uncinetto irlandese che, oltre ad essere bellissima e suggestiva artisticamente, offriva l’opportunità tecnica di suddividere la lavorazione di uno stesso manufatto tra più donne.

I motivi decorativi tipici del merletto di Orvieto sono foglie d’edera e di acanto, viti,  fiori e animali tratti dai bassorilievi del duomo della città di Orvieto.

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Creazione Associazione Atelier Merletto di Orvieto

Come si lavora il merletto d’Orvieto

Il merletto di Orvieto si lavora con uncinetto e filo di cotone sottilissimi. Anzi, più l’uncinetto e il filo usati sono sottili, più è pregiato il merletto. Oggi si usa un filo n.100 e un uncinetto n.0.5, ma molti anni fa si lavorava anche con filati più sottili che oggi non si trovano più.

Per prima cosa si esegue su tela il disegno del lavoro da realizzare, dopodiché lo si realizza con il filo e l’uncinetto lavorando maglie alte, maglie basse e catenelle,  lavorando anche intorno ad un cordoncino guida che serve per dare consistenza al lavoro.
Poi sempre usando l’uncinetto, si uniscono tra loro le decorazioni (ornato) lavorando una sorta di rete ad esagoni. Infine, il lavoro viene stirato con dei ferri appositi che rialzano l’ornato e donano al lavoro l’effetto tipico del merletto di Orvieto.

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Creazione Associazione Atelier Merletto di Orvieto

Tradizione e opportunità

Parlando con la signora dello stand mi sono resa conto che mantenere viva e tramandare  l’Ars Wetana, non è una cosa facile. Le artigiane che sanno lavorare il merletto di Orvieto non sono molte, ma fanno il possibile per attirare l’attenzione su questa particolare e raffinata tecnica.
Hanno le loro botteghe dove vendono i loro manufatti (che possono costare poco o anche migliaia di euro), partecipano a mostre e concorsi, restaurano opere di valore, tengono corsi per insegnare quest’arte nobile e preziosa.

Il merletto d’Orvieto è richiestissimo da intenditori, appassionati e collezionisti. E’ per questo che personalmente l’ho visto come una opportunità di lavoro e specializzazione per tante brave signore che amano l’uncinetto.
Intendiamoci, la tecnica non è semplice. Ho visto con i miei occhi il tipo di lavoro minuzioso e di precisione che richiedono questo tipo di merletto all’uncinetto, ma posso assicurare che è un’arte davvero affascinante che varrebbe la pena approfondire soprattutto da chi vorrebbe dare alle proprie mani, già abili ed esperte, un sapere in più.

Colgo l’occasione per ringraziare la signora dell’ Associazione Atelier Merletto di Orvieto (che non ha un sito e che non so se leggerà mai questo post) per avermi dedicato un po’ del suo tempo.

E a te piacciono questo tipo di lavori? Ne avevi mai sentito parlare? Che ne pensi?

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31 risposte

  1. Sono la signora dell’Atelier Merletto di Orvieto vi ringrazio di cuore!!! per chi è interessato ai corsi mi può contattare abbiamo una pagina facebook atelier merletto di orvieto
    Grazie
    Paola

    1. Buonasera Paola, lei è la signora che incontrai a Passatempi e Passioni di Forlì?
      Ricordo molto volentieri il nostro incontro e la nostra chiacchierata poi però non ho più ritrovato il suo biglietto da visita.
      Se vuole, può mettere il suo link,non ci sono problemi. Mi fa davvero piacere averla qui.

  2. Mamma mia che meraviglia!
    Non conoscevo proprio questa lavorazione.
    E’ un vero peccato che vada perduta e penso che in momenti di crisi come quelli di oggi possa essere una straordinaria opportunità per tante donne, basta poi trovare il canale giusto di commercializzazione (che non è facile).
    Grazie per aver condiviso queste meraviglie
    Ciao
    Norma

  3. Ciao Doria, non conoscevo questa lavorazione!! questa è arte!!! ammiro tanto queste persone con questa passione!! vengono fuori capolavori!! immagino che c’è da cavarsi gli occhi con un filo così sottile!! grazie delle foto..parlano da sé!!

  4. Sono di Orvieto,e naturalmente conosco questa arte bellissima ,avendo anche qualche lavoro in casa.sono rimaste veramente in poche le artigiane che lavorano al Merletto di Orvieto. Ed e un vero peccato ! Ma io stessa non lo so fare anche se mi piacerebbe imparare!secondo me bisognerebbe incentivare questo tipo di lavorazione,in modo tale che anche le nuove generazioni se ne possano appassionare,mantenendo così viva quest’arte che altrimenti scomparirebbe..Daniela

  5. Ciao Doria, questi sono veri capolavori ma, pur essendo io umbra, non li ho mai ammirati da vicino… devono essere ancora più belli! Però mi sembra molto difficile… Dani

  6. Complimenti alle artiste! Ci vuole tanta tanta pazienza e costanza per produrre simili capolavori. Personalmente non conoscevo questa tecnica, grazie per avercela presentata!

  7. Dei veri e propri capolavori!!! Non conoscevo questa tecnica e ammiro molto chi ne ha padronanza e cerca di mantenerla viva insegnandola ad altri. Grazie Doria per questo post!!!
    Annalisa

  8. Ciao Doria,
    bello questo post, traspare l’emozione che provi di fronte a questi capolavori 🙂
    Condivido pienamente il tuo pensiero, è un’arte!
    E io che per provare ad usare la forcella mi sentivo molto ‘ganza’ per aver fatto una tovaglietta all’americana… 😀 😀 😀
    Grazieeee
    a presto
    Giovanna

      1. Sei hai il gusto dell’orrido te la mando senz’altro 😀
        Devi solo avere un po’ di pazienza perchè l’ho fatta l’estate scorsa in montagna per provare la forcella (forcella… due ferri da maglia e un grosso pezzo di polistirolo) e visto il pessimo risultato non l’ho neppure portata a casa…

  9. Che spettacolo!!! Non la conoscevo questa tecnica ma è veramente bella. Se mi licenziano ci provo anche io. Ma te dici che se vado ad Orvieto le trovo facilmente le loro botteghe? Potrei approfittare per fare una gitarella con la famiglia… magari in primavera.

  10. Non conoscevo questo tipo di lavorazione:ora si.Sono lavorazioni bellissime e alle signore che sanno fare questi manufatti va tutta la mia ammirazione.Grazie Doria per aver fatto conoscere un altro capolavoro del” pianeta donna”.laura

    1. Sono d’accordo con te: a loro tutta l’ammirazione possibile.
      Nonostante mi piaccia di più lavorare all’uncinetto con filati medio-grossi, vedere questo tipo di lavori mi ha lasciato senza fiato.
      Peccato non riuscire a far capire quanto possano essere piccole le catenelle e tutte le maglie lavorate.
      Nell’ultima foto per esempio il cartellino bianco -che era veramente piccolo (forse misurava 2 o 3 centimetri)- può far capire le proporzioni.

      1. Doria per far capire meglio le dimensioni la prossima volta potresti mettere vicino una penna o delle monete… insomma un oggetto familiare a tutti. Con me funziona.

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