Le immagini AI stanno innovando l'uncinetto o minando la passione per il fatto a mano? Scopri cosa sta accadendo, cosa fare e come la penso sul futuro digitale!

[Plin plon: ogni immagine di questo post è (volutamente) creata da AI 😜]

Da molto tempo ormai, scorrendo Instagram o Pinterest, mi imbatto quotidianamente in foto di lavori all’uncinetto così belli che sembrano creati dalla bacchetta magica delle fate Flora, Fauna e Serenella. Si trovano foto di amigurumi incredibili (sì, proprio in-credibili! 😏), composizioni di fiori a crochet miiicidiali, maglioncini che sembrano quadri naif, coperte stu-pe-fa-cen-ti (nel senso che proprio devi “farne uso” per riuscire a farne una…🤭).

Adesso le riconosco al volo, ma all’inizio qualcosa non mi tornava: maglie dalle proporzioni che non potevano essere reali, dettagli che nessuna mano umana riuscirebbe a fare in quel modo (a meno che, appunto, una non si fumi anche i gerani del balcone 😅), ombre perfette ma sospette, colori troppo “impastati”. Sorpresaaa: quelle immagini non erano vere, ma immagini generate dall’intelligenza artificiale (AI).

Purtroppo quello delle immagini AI che simulano lavori all’uncinetto è un fenomeno che è esploso sui social e pare inarrestabile. Grazie a tools più o meno famosi, c’è chi tira fuori “opere” a crochet in pochi secondi e la gente comune ci casca (ma capita anche a crocheters più o meno navigate 🤷🏻‍♀️).
Ma cosa significa questo per il nostro mondo fatto di fili, punti e ore di lavoro? Ci avete mai pensato?

Fatto a mano o creato con un click?

Partiamo dai fatti: l’AI sta invadendo i social e l’uncinetto non fa eccezione. Secondo un report di Hootsuite del 2024, il 35% dei contenuti visivi su Instagram include elementi generati o ritoccati da AI, e la percentuale cresce ogni mese. Basta digitare “crochet blanket” o “amigurumi” su Pinterest per trovare immagini che sembrano foto, ma sono finzioni digitali. Il problema? Sono immagini belle che catturano senza dubbio l’attenzione. Infatti questo è il tranello: la qualità delle foto e la particolarità del lavoro.
Ad un primo sguardo infatti sembra tutto perfetto, tutto bello come in una fiaba di Walt Disney, come in un catalogo irreale, come in un sogno fatto dopo un bel tiro di quei famosi gerani 😂.
Eppure non c’è anima in quei lavori, non c’è carattere o stile personale, ma si può riconoscere un’impronta unica che le omologa tutte. Ma ahimé non tutti lo notano. 😔

Da qui la mia riflessione: perché ci facciamo ingannare con tanta facilità e contribuiamo ad alimentare questo fenomeno?
Ho visto crocheters mettere like a queste immagini, commentare “che meraviglia!” o addirittura chiedere il pattern (per un lavoro che non esiste). Insomma sarebbe quasi comico, se non fosse anche estremamente triste. L’AI non solo imita, ma ci illude e noi abbocchiamo perché vogliamo credere che quel livello di perfezione sia possibile.
A titolo di esempio mi permetto di citare la mia amica crocheter Tina Alves che, parlando su FB di questo argomento (in fondo al post troverete il riferimento), mi scrisse: mi sono arrivate delle richieste assurde, alle quali ho risposto: posso farlo simile, ma non avrà esattamente la stessa forma e colore e spiegavo il motivo, era una immagine finta, non compatibile con alcuna tecnica di uncinetto. Allora mi dicevano: se non sei capace cercherò chi lo può fare.
Altro esempio? Alla nostra amica Lali Cari invece hanno chiesto di rifare questa ⬇

Capite il problema? 😑

Se AI intreccia inganni

Non fraintendetemi, non voglio demonizzare la tecnologia. Davanti a strumenti che possono creare un’immagine di un maglione all’uncinetto in 10 secondi, mentre io impiego settimane a finirne uno vero e ore e ore per fargli foto decenti, ci si può anche togliere il cappello. Però bisogna essere consapevoli che tutto questo comporta un prezzo da pagare: la perdita del valore del fatto a mano. Quando un’immagine AI prende 500 like (ma che dico 500…5000!) e una foto reale di un lavoro sudato ne prende 50, mi chiedo: stiamo premiando il talento o l’algoritmo? “il fatto” o “il visto”? Il vero o il falso?
Per carità, le immagini AI fanno comodo. Si possono usare come copertine di post o a titolo esemplificativo (anzi, molto meglio questo, che rubare sul web le foto ad altri), ma qui la posta in gioco è molto più grande.

C’è, per esempio, chi usa queste immagini per vendere: profili che pubblicano “progetti” inesistenti per attirare follower o spingere link affiliati. E noi, con il nostro amore per l’uncinetto, ci ritroviamo a fare da cheerleader a qualcosa di falso. È comprensibile ma davvero triste pensare che anche chi conosce l’uncinetto possa essere ingannata da un’illusione digitale. E guardate che non vi dovete vergognare se vi è capitato perché normale. Però è come se l’AI (e chi ne fa uso) ci stesse prendendo in giro, e noi coi like e le condivisioni le stiamo pure dicendo “brava!” 😥

Anche io, che so riconoscere piuttosto bene questo tipo di immagini, mi soffermo a guardarle.
Un paio di volte le ho anche usate come copertina di post (post di approfondimento, tipo quello di oggi), per poi pentirmene due minuti dopo. Perché alla fine è proprio questa voglia di strabiliare a tutti i costi (perché è così che funzionano i social) e questo bisogno di catturare l’attenzione prendendo la scorciatoia che mi amareggia. Anzi, credo che sia una delle cause che mi sta facendo prendere sempre più le distanze dal web. Non non mi ci ritrovo più. E se questo è il treno su cui si deve salire…grazie, anche no.

Tra gomitoli e algoritmi, quale sarà il futuro dell’uncinetto online?

Con tutta questa invasione di immagini AI di lavori a crochet, mi sto chiedendo seriamente quale sarà il futuro dell’uncinetto online.

⭐ Qualcuno dice che dobbiamo imparare ad allenare l’occhio, non solo l’uncinetto. Ok, è vero che con un po’ di pratica è facile sgamare lavori fake, ma dubito che impareranno tutti. E anche se fosse, AI si perfeziona così velocemente che in futuro si farà sempre più fatica a separare il grano dalla pula. E comunque, che gusto c’è se ogni volta che vediamo un “capolavoro” online, dobbiamo chiederci se è vero o falso o analizzarlo con la lente d’ingrandimento? Dove andrà a finire il valore aggiunto di chi il lavoro all’uncinetto lo fa davvero? Insomma, non so come la pensate voi, ma a me questa corsa alla finzione che rischia di oscurare il lavoro reale mi rattrista molto.

⭐ C’è poi anche chi dice che in futuro ci sarà un mix di autenticità e innovazione.
Le immagini AI saranno di ispirazione per la creatività, il valore dell’artigianato manuale resterà insostituibile e i social premieranno chi saprà combinare la tradizione dell’uncinetto con narrazioni autentiche per distinguersi dall’illusione digitale.
Può essere. Anzi, Evviva! mi viene da dire.

Però mi chiedo anche: se in fatto di engagement e visibilità, la gente comune, i social e il web (e gli algoritmi in primis), premiano sempre di più le immagini AI, e se like, condivisioni e commenti verso immagini reali sono diventati minimi, per quale motivo una brava crocheter dovrebbe mettersi a lavorare per pubblicare i suoi lavori? Tanto lavoro, tanta fatica per? Per fare da ispirazione alla stessa AI che impara a creare le sue finzioni gratuitamente dalle crocheter umane e dalle loro foto reali? 🙄

Secondo me alla fine due sono le possibilità in futuro per l’uncinetto on line:

  1. o il predominio delle immagini AI sui social scoraggerà sempre di più le vere crocheter dal produrre materiale per il web e il vero uncinetto diventerà sempre più raro;
  2. oppure le immagini AI satureranno talmente il mercato da diventare stucchevoli (ammesso che ci sia gente che imparerà a riconoscerle) così da far tornare nel pubblico la sete di autenticità (io faccio il tifo per questa 🤞🏻)

È come un cane che si morde la coda? Fermiamo il cane

Permettetemi un’ultima riflessione (oggi mi dilungo, ma è da tanto che non scrivo e quindi sono un fiume in piena 🤗). Le immagini AI non sono generate da altre AI, ma qualcuno (umano) le crea. Escludendo che possa essere un idraulico o il farmacista, non può che essere qualcuno che gira intorno al mondo dell’uncinetto. Ma se il futuro dell’uncinetto sul web rischia di essere fagocitato da AI, anche le crocheter rischiano di diventare invisibili. Insomma il classico cane che si morde la coda.
Anzi, ve la dico in maniera più calzante: è come la cassiera del supermercato che insegna ai clienti ad usare le casse automatiche per fare a meno di lei (rileggete la frase se non l’avete capita 😉).
Ve la traduco?→PIU’ casse automatiche = MENO cassiere in futuro.
Solo che la cassiera è costretta a farlo…noi crocheter invece possiamo scegliere. Tutto chiaro? 😎😏

Basta, ho terminato. 😅
E voi? Vi siete mai lasciate ingannare da un’immagine AI? O magari vi piace questa novità digitale e la vedete di buon occhio? Scrivetelo nei commenti o condividete il vostro parere – perché se c’è una cosa che l’AI non può copiare, è la nostra voce di crocheterzzz in carne e ossa (nel mio caso più ossa che carne 😊💃🏻).


Nel salutarvi (spero con un sorriso 🤗) vi lascio con un post volutamente ironico che pubblicai a settembre 2024 sulla mia pagina FB. Spero che adesso sia più chiaro di quanto non lo sia stato allora! 😜

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9 risposte

  1. Assolutamente d’accordo con te! Dobbiamo aguzzare l’attenzione e non vedere soltanto, ma guardare attentamente le immagini e subito riconosciamo quelle della AI. Per ora l’AI ha delle caratteristiche che possiamo notare, come le texture uniformi con pochi dettagli (ingrandiamo la foto e la cosa appare chiara) e ombre e luci non sempre sono coerenti.
    “Fortunatamente, esistono strumenti come Google Reverse Image Search e TinEye che possono aiutarci a verificare l’autenticità delle immagini. Basta caricare l’immagine su uno di questi strumenti e guardare cosa viene fuori.” (da Internet)
    Insomma, aguzziamo la vista per trovare l’immagine intrusa e buo lavoro con lane cotoni ecc

    1. Ciao Patrizia, grazie per l’indicazione!
      Gli strumenti che hai indicato sono molto utili e infatti stavo pensando di scrivere un post con qualche suggerimento per non farsi trarre in inganno (anche se poi il problema etico dell’invasione di AI è un po’ più grande).

  2. Ciao cara sono pienamente d’accordo con te non sono una professionista dell’uncinetto e spesso mi rimane il dubbio sui lavori pubblicati e mi chiedo “ma di questo passo dove si andrà a finire “non esisterà più nessuna forma di artigianità?

    1. Ciao Milena, no non è che non esisterà più il fatto a mano, ma credo che sul web le immagini digitali toglieranno sempre più spazio a quelle vere arrivando quasi a sembrare vere. Il mio dubbio è che chi fa il vero fatto a mano non abbia più convenienza, in termini di tempo e di impegno richiesto, a proporsi sul web visto il ridursi della visibilità.

  3. Ciao, a me danno veramente fastidio le immagini create con l’intelligenza artificiale, forse perché ho 63 anni, lavoro ad uncinetto da quando ne avevo 11 e so bene cosa c’è dietro ad ogni creazione! Per fortuna anche io ho imparato a distinguere la realtà, anche perché un lavoro vero lo riconosci proprio perché è imperfetto, ed è quello che lo rende unico e inimitabile. Spero solo che sempre più persone imparino a riconoscere un lavoro vero da uno finto, e che apprezzino ciò che è fatto con il cuore, con la passione, e anche con l’abilità che arriva dopo tanto allenamento. Ti saluto… I tuoi argomenti sono sempre molto interessanti, così come i tuoi lavori!

    1. Ciao Tina grazie per il tuo apprezzamento! 🙂
      Purtroppo i tempi sono cambiati. Sul web ciò che conta è lo spettacolo. Vero o finto che sia non importa più a nessuno. Per premiare cuore, passione e abilità è meglio tornare alla vita reale. 😉

    1. Ciao Lorella, sì in effetti l’esempio della cassiera è chiaro e rende bene l’idea.
      Come crocheter e content creator che lavora sul web da 14 anni sto davvero pensando di non prestarmi più al giochino. È doloroso, ma più dignitoso che farsi spazzare via comunque da un meccanismo nato malato.

      Domanda OT: ma noi ci conosciamo o sbaglio? Il tuo nome non mi è nuovo… 🙂

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