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Uncinetto: a cosa servono i livelli di abilità?

Non so se ci avete fatto caso ma la maggior parte dei progetti da fare all’uncinetto che si trovano sui libri e riviste, su siti specializzati o in vendita on line, sono generalmente contrassegnati da una, due, tre o quattro stellette o lineette o altri simbolini. Si tratta della segnalazione del livello di abilità necessario per fare quel progetto (grado di difficoltà) e serve per aiutare le persone a capire, prima di iniziare, se saranno in grado di completare quel modello con facilità.

A cosa servono i livelli di abilità nei progetti di uncinetto?

Sebbene non tutti i progettisti seguano le stesse linee guida, la presenza del livello di abilità è sicuramente d’aiuto.
Ovviamente se siete esperte dell’uncinetto potete tranquillamente snobbare i livelli di abilità dato che sarete sicuramente in grado di portare a termine qualsiasi tipo di schema.
Ma se state imparando a lavorare all’uncinetto da poco o non siete crocheters espertissime, per evitare inutili frustrazioni sarebbe meglio che vi atteneste a fare progetti all’uncinetto all’interno del vostro livello di abilità. Notare bene che ho usato il condizionale.

Il livello di abilità infatti non è un recinto con filo spinato a 380 volt. Potete anche “scappare dal recinto” e azzardare a fare qualcosa di più impegnativo rispetto alle vostre possibilità. Questo richiede impegno e voglia di imparare ma, al di là dei possibili fallimenti, mettersi alla prova con progetti più difficili delle proprie capacità è un’esperienza molto stimolante e un’occasione per sforzarci ad imparare qualcosa in più (almeno per me con l’uncinetto è così…con il cucito un po’ meno 😅).

Livelli di abilità ad uncinetto: ecco quali sono

In tutto ci sono quattro livelli di abilità: principiante, facile, intermedio ed esperto.
Generalmente il livello di abilità è indicato nella parte in alto di ogni progetto, cioè dove ci sono le informazioni del filato e altre note importanti. Se non è elencato lì, probabilmente dovrete leggere le istruzioni o dare un’occhiata allo schema per determinare se il progetto è adatto per le vostre capacità.

Questa è la tabella che ho creato con le definizioni dei livelli di abilità di uncinetto che di norma sono presenti nei progetti di uncinetto sia italiani che internazionali.

Si capisce a grandi linee, ma la mia opinione è che per le meno avvezze all’uncinetto, le descrizioni siano un po’ vaghe.
Per questo noi crocheters prima di scegliere di fare un progetto all’uncinetto, più che leggere cosa richiede il livello di abilità, spesso ci affidiamo al nostro intuito magari guardando bene le foto del progetto. Non è così?

Fortunatamente molti editori di libri adesso puntano a pubblicare, oltre che le spiegazioni del progetto, anche i “punti usati e i loro simboli” corredati di istruzioni per eseguirli. Meglio no?

Comunque nel prossimo post vi dico più dettagliatamente cosa richiede di saper fare ognuno dei→ quattro livelli di abilità, così da avere le idee più chiare in merito a quale sia il vostro livello di abilità con l’uncinetto.

E comunque sono curiosa: come vi regolate quando dovete fare un progetto all’uncinetto? Seguite il livello di difficoltà o vi affidate al vostro intuito?
Tutte le vostre considerazioni in merito nello spazio commenti pliiisss! 😉

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13 risposte

  1. Ora che ci penso, il primo maglione che ho voluto fare era su una rivista di maglia. L’avevo scelto perché mi piacevano il colore e la lavorazione, era bellissimo, forse anche il fatto che la modella avesse i jeans e gli stivali (che è come mi sarei vestita io se avessi avuto quel maglione). Non ricordo di aver visto i livelli (ma forse c’erano), non avevo capito nulla dello schema (quello c’era e ho cercato di intuire i simbolini, che erano spiegati, ma una volta messi in fila non avevano più senso per me), e non c’era scritto quanto filato serviva, o comunque non credevo che non mi sarebbe bastato disfare un vecchio maglione e recuperare il filato. Avevo combinato un pasticcio, ora mi sembra logico, ma al tempo ero davvero convinta di fare bene… ho odiato i ferri e sono passata alle stelline all’uncinetto ma con un pensiero sempre ai maglioni. E siccome le mie mani reggono meglio un uncinetto che due ferri, mi sentivo meno incapace e l’innamoramento era scontato (ma io non avevo sospettato nulla! ihihih).

  2. ciao Doria, io lavoro praticamente di tutto, se le spiegazioni sono chiare (e non dico dettagliate, ma basta che siano comprensibili). Non mi considero espertissima, perchè non so tante cose, ma sicuramente ho una grande esperienza e con quella riesco ad approcciarmi “facilmente” anche alle cose che non ho mai fatto. Mi è capitato tante volte di realizzare un capo (sia ai ferri che all’uncinetto) anche senza istruzioni, mi bastava guardare il punto dalla foto per replicarlo, così come mi è capitato di lasciar perdere lavori dove le istruzioni erano dei geroglifici di poco aiuto.
    Di certo, come dici tu, è difficile categorizzare in modo netto le abilità di noi knitters e crochetters: c’è chi è abilissima con i punti traforati e meno con i cambi colore, ad esempio, o viceversa…. e quindi come la mettiamo? (a proposito di knitters e crochetters: hai trovato il corrispondente nome in italiano??)

    1. Brava Alessandra! Quando si arriva ad essere capaci di rifare progetti solo guardando, siamo arrivati a quel grado di soddisfazione che basta per essere felici pur non definendoci esperte. Vero?

      No non ho trovato validi sostituti purtroppo. L’inglese crocheter rimane il più quotato.

  3. Personalmente per i lavori a maglia se vedo che non è per principianti non lo prendo neanche in considerazione, lo guardo, lo ammiro ma niente di più.
    Per i lavori all’uncinetto invece sinceramente non guardo mai il livello, leggo le istruzioni solo pere capire se mi è tutto chiaro perché non sempre le spiegazioni le capisco e non voglio trovarmi a metà lavoro che non so più che fare. Oltre a questo valuto ovviamente l’effetto finale e ultimamente cerco sempre di stimare prima il tempo che impiegherò: se supera il lustro lascio perdere 😀

      1. Di solito le cerco online ma ogni tanto mi sfoglio le vecchie riviste che ho fregato a mia madre 🙂 ho provato a comprare qualche rivista ultimamente ma non mi hanno fatto impazzire quindi preferisco evitare… poi ho finito lo spazio nella libreria.
        Per i lavori a maglia ho anche preso un bel po’ di fascicoli di una pubblicazione che avevi consigliato anche te e che ha anche dei lavoretti facili alla mia portata.

  4. Io mi rendo conto che in pratica scelgo un progetto solo in base al mio gradimento…fino a poco tempo fa in base alla vendibilità che poteva avere in in mercatino.
    Però adesso lavoro molto meno… e su commissione…anche se dai e dai penso che potrei anche definirmi esperta…un centrino per dire non l’ho mai fatto ma credo che sarei un grado….

    1. Ciao Lisa, penso che in molte scelgano i progetti in base al gradimento. Quando si ha un po’ più di esperienza come te basta anche solo guardare il progetto per capire se siamo in gradi di farlo o meno.
      Però è giusto che sui libri, sulle riviste o sui pattern a pagamento, il grado di difficoltà venga indicato (tanto poi se non ci riesce ci pensiamo noi a fare gli opportuni ritocchi 😀 )

      1. Si giustissimo…i livelli ti aiutano molto specie all’inizio, anche perché ci sono dei progetti ingannevoli, sembrano alla tua portata e invece no, e allora diventa frustrante.

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