
Ci sono oggetti che entrano in casa perché li hai cercati per mesi, hai confrontato misure, colori e materiali e alla fine hai pensato: eccolo, era proprio quello che cercavo. E poi ci sono oggetti che…arrivano perché tua suocera te li regala! Ecco, questo vecchio specchio dorato vintage appartiene alla seconda categoria. 😅

Quando me l’ha dato, la prima cosa che ho pensato è stata: e ora dove lo piazzo?
In realtà non avevo bisogno di uno specchio, tantomeno di uno specchio gigante, men che meno di uno specchio vecchio e da aggiustare (alcuni riccioli della cornice erano rotti e, qua e là, la doratura era saltata o sbiadita). Però lo stile non era male. 🧐
_Ok, va bene: grazie suocera, me lo tengo e vedrò di aggiustarlo!
Ora, non essendo io una restauratrice di mobili, quello che ho fatto è stato un recupero molto semplice e blando, con piccoli e indispensabili ritocchi ma senza trasformarlo in qualcosa che non era mai stato.

Recupero specchio dorato vintage
Devo essere sincera, in un primo momento ho avuto la tentazione di farlo sembrare nuovo (nuovo colore, nuova finitura) e di renderlo più moderno. Ma poi ho ascoltato lo specchio che, prendendo in prestito le parole di Anna Magnani, sembrava mi dicesse: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!” 😊
E in effetti c’aveva ragione c’aveva! 🤗
Quello specchio era antico, la cornice aveva una bella doratura ancora presente in gran parte della superficie e quei piccoli difetti, con crepette e riccioli rotti, non mi sembravano necessariamente qualcosa da cancellare a tutti i costi.

Le cose vecchie hanno sempre qualcosa da raccontare
Così, armata di carta vetrata fine, stucco, pennelli e vernice dorata, ho deciso di intervenire dove serviva, cercando di recuperare gli acciacchi del tempo e non di cancellarli (anche perché onestamente non ne sarei stata capace 😅).
Le cose vecchie mi piacciono molto perché hanno un modo tutto loro di mostrare il tempo che è passato: basta guardarne le superfici, i materiali, i piccoli segni d’usura. Una cornice consumata, una doratura meno uniforme, un angolo segnato, un ricciolo di legno sbeccato, possono dire più di quanto sembri.
È una delle ragioni per cui trovo interessanti gli oggetti usati: non sono perfetti, ma nemmeno anonimi. E forse è proprio per questo che hanno più personalità e fascino delle cose appena uscite da un negozio.

Il bello di non essere esperte
Comunque alla fine, il risultato non è perfetto, ma mi soddisfa. È un po’ meno acciaccato di prima, ma è sempre uno specchio che non passa inosservato. Ora ha una nuova casa (la mia), una nuova collocazione (camera di mia figlia) e, probabilmente, ancora parecchi anni davanti (sì purtroppo per lui ci specchieremo in due e…ne deve vedere ancora delle “belle”! (😎😎😜).

Comunque, perché vi ho raccontato di questo specchio? Per mandare un messaggio a tutte noi che non siamo restauratrici di mobili ma che ogni tanto ci facciamo prendere dall’entusiasmo del recupero: non è tanto importante sapere fare tutto alla perfezione per dare una seconda vita a un oggetto. Basta avere un po’ di pazienza, capire i nostri limiti e, soprattutto, riconoscere che le imperfezioni possono essere preziose…come le rughe di Anna Magnani! 😉
In fondo, se aspettassimo di essere esperte prima di mettere mano a qualcosa, probabilmente avremmo ancora tutti gli oggetti vecchi esattamente come li abbiamo trovati. 🤭



