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Di una scatola di latta, di un chiacchierino e di ricordi…

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Mai avrei pensato di trovare tanti ricordi nella Sua scatola di latta ormai arrugginita. Ieri me la sono portata a casa con la stessa emozione di chi ha appena trovato un tesoro.
Mi ci sono affacciata dentro ed è stato come vedere piccoli spezzoni di un film già visto, ma che non ricordavo.

scatola di latta,

Immersi nella marea di bottoni che Lei ogni volta metteva da parte, ho ritrovato delle cose che Le appartenevano come  il suo ditale, che conserverò gelosamente,  un vecchissimo rinseccolito pezzettino di sapone che, in mancanza del gesso, usava per marcare la stoffa prima del taglio, un bottone ricoperto di velluto nero che era di un cappotto di mia nonna.

Frugando nella scatola alla rinfusa, un po’ come quando si mischia con la mano i numeri nel sacchetto della tombola, sono saltate fuori anche delle cose che mai e poi mai avrei pensato che mia mamma avesse conservato.

Ho ritrovato con mia grande sorpresa una pedina bianca di plastica di una vecchissima dama con la quale ho giocato tante sere con il mio babbo e una fibbia con il cinturino di pelle di una mia vecchia gonnina scozzese verde e blu, che mettevo quando andavo alle elementari. Eh si che me la ricordo bene: odiavo mettere le gonne!

Ma la cosa che mi ha fatto esclamare Nooo, non è possibile!  è stato aver rivisto il mio chiacchierino. A vederlo sembra ancora nuovo. Ha addirittura il filo di cotone bianco avvolto, ma quel chiacchierino ha forse più di trentacinque anni.

Quando ero bambina la mamma me lo comprò per andare dalle suore. Quando eravamo ragazzine dalle suore ci si andava di pomeriggio per tutta l’estate, per imparare tante cose: c’era chi ricamava, chi faceva la maglia, chi l’uncinetto. Ecco si, l’uncinetto credo proprio di averlo imparato lì.

Insomma era una sorta di “knit club con la tonaca“: mentre si ascoltava la musica nel mangiadischi arancione (il 45 giri più gettonato era “il caffè della Peppina”), si imparava, si chiacchierava, si faceva merenda: era bellissimo!

Solo che una volta vidi una delle tre suore che ci insegnavano, suor Giacinta (che all’epoca avrà avuto più di ottantanni),  lavorare con un arnese strano: il chiacchierino.

Un pomeriggio tornai dalle suore e feci vedere a suor Giacinta il mio chiacchierino nuovo di pacca. Le chiesi se mi insegnava ad usarlo. Ero l’unica temeraria, ma mi passò presto la voglia: non era per niente facile, perlomeno per me che avevo forse neanche dieci anni. Tornai al mio uncinetto.

Ma in tutti questi anni che sono passati, ogni volta, e ve lo giuro ogni volta, che mi è capitato di vedere qualche lavoro al chiacchierino, mi son sempre ricordata di quelle estati passate dalle suore, di suor Giacinta e di quel chiacchierino beige.

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In questo periodo in cui mi attacco a tutto pur di tenere vivi i ricordi, ritrovarlo per me ieri è stata una gioia immensa.

Mi piace pensare che il giorno in cui la mia mamma ha deciso di tenerlo da parte, ha pensato che ci sarebbe stato un giorno in cui  mi avrebbe fatto piacere ritrovarlo. E’ stato così.

Il mio desiderio più grande ora, è fare una cosa che non mi è riuscito trentacinque anni fa: imparare ad usarlo. Non dispero.

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40 risposte

  1. Che bel post, e come mi ci ritrovo!! I miei ricordi ancora non sono così nostalgici ma, ogni volta che entro nello stanzino "segreto" e creativo della mia nonna, apro la scatola di latta (la "mia" però è stretta e lunga!) e infilo la mano, tanto per sentire i bottoni che scivolano tra le mie dita. So già che, un giorno, questo gesto mi porterà una lacrima sul viso e in qualche modo mi fa piacere vedere che non sono l'unica (Anzi!!!) a provare queste emozioni quando vedo una scatola di bottoni (se lo dicessi ai miei amici sai le risate che si farebbero!!!).
    Il tuo blog mi piace sempre di più! 🙂

    1. Grazie Solidea. So benissimo che vuoi dire quando dici se lo dicessi ai miei amici sai le risate che si farebbero…
      E una cosa di cui prima o poi parlerò.

  2. Incredibile! Doria sei straordinaria! Sai una cosa, mentre scrivevo per il chiacchierino pensavo di spiegartelo con skype…Io ho tutto, potrei darti un paio di lezioni sulla parte più delicata che è quella che chiude l'anello, il resto è facilissimo. Mi costringi a prendere la mia vecchia scatola di plastica (conteneva la nutella sfusa…) con lavori iniziati e mai finiti ma servono per allenarmi e per tornare indietro nel tempo. Bene la cosa mi piace, intanto fammi sapere cosa ricordi del tuo chiacchierino, il resto si deciderà dopo.
    Un affettuoso abbraccio.
    Nella

  3. Cara Doria, questo è un post che arriva al cuore e, se per certi versi, ti riconduce al passato con ricordi più o meno belli , ti dà anche la possibilità di rivivere quel tempo e, se poi ti soffermi un pò, riconosci che tutto quello che facciamo nei blog oggi non è altro che l'esperienza passata aggiornata con i nostri tempi. Mi piace il tuo racconto per come descrivi ogni cosa, mi piace come conservi i ricordi nel rispetto di chi non c'è più.  Per il chiacchierino, invece, ti posso garantire che non si dimentica…peccato che non abitiamo vicine… ti avrei aiutata volentieri.
    Un abbraccio.
    Nella

    1. E se invece tu mi aiutassi a distanza scrivendo un post per me? Ce la faresti a fare un tutorial da pubblicare qui per insegnarci i primi passi con il chiacchierino?

  4. A giugno mia suocera ha traslocato in una casa più piccola dopo la morte di mio suocero.
    In quell'occasione ha dato via la sua macchina da cucire. al suo interno c'era una scatoletta con dentro bottoni, fili e un milione di altre cose, lei lo ha preso e l'ha dato a me.
    Ci credi se ti dico che quando a casa l'ho aperto mi sono commossa? Dentro c'erano cose che rappresentavano il suo passato, tasche di una divisa militare, un colletto di quelli che si mettevano sui grembiuli, bottoni di una camicia ancora attaccati alla stoffa e tanti bottoni di ogni misura e di ogni forma.
    Piccole cose ma grandi ricordi…
    Ciao Leti

  5. Bellissimo post, grazie per condividere con noi questi tuoi ricordi….io tengo di tutto e sono legatissima ai ricordi che ho, i momenti più semplici sono anche i più importanti, soprattutto legate alle persone care che non sono più con noi…..
    un abbraccio!

  6. Io invece sono in controtendenza… perché ho cattiva memoria! Io guarderei nella scatola pensando: "Boh? E questo da dove viene?". Questo è anche il motivo per cui non tengo da parte "ricordini", souvenir di viaggi, foto ricordo, oggetti legati ad eventi particolari: se saltano fuori dopo 10 anni li guardo con estrema perplessità, poi decido che se non mi ricordano nulla sono solo inutili cianfrusaglie! Però mi piace l'idea di tramandare alle generazioni future oggetti con una storia. Quando mia mamma tira fuori dal cassettone vecchi pizzi e ricami mi racconta dei suoi nonni e delle prozie… e io a dimenticarmi tutte le storie ogni volta, e lei a raccontarmi di nuovo… Spero di avere dei figli che si ricordino queste storie al posto mio!

  7. Che bei ricordi!!!!!
    Anche io come te sono stata dalle suore e devo a loro il poco ricamo che sò fare.
    La scatola di latta a casa mia è quasi  un eredità!! La scatola è quella delle Nutella quando ancora si vendeva ad etti! Prima era  mia nonna a raccogliere bottoni,chiusure,ganci ecc.,poi era mia madre e adesso io !! 
    La scatola è sempre la stessa,solo più piena di ricordi.
    Maria 

  8. ma certo che lo sa Doria!!!! io ne sono convinta!!! tenere in mano quelle cose lì…è come avere un contatto reale secondo me!!..a quanto pare qui in questo blog siamo tutte della stessa pasta!!! che bello!!! quasi quasi mi vergognavo di aver tenuto un sacco di " gianfrusalie" per qualcuno!!! sono proprio contenta di leggere tutte queste cose!!! grazie Doria!!

  9. Più che altro vorrei che la mia mamma sapesse in qualche modo che ora il suo ditale, il suo pezzettino di sapone, la sua scatola e il mio chiacchierino sono qui con me a farmi compagnia.

  10. ciao Doria!! bellissimo racconto il tuo!!! anch'io ho la scatola dei bottoni di mia mamma…il suo ditale, le forbicine, rocchetti di una volta..sai quelli di legno!! e anche il chiaccherino con il suo filo avvolto…non ho mai imparato ad usarlo !!! sono andata a scuola dalle suore e come molte passavo i pomeriggi d'estate lì dove c'era una suora..suor Angela ..che ricamava corredi!!! quanti ricordi!!! grazie di aver condiviso i tuoi!!! ti abbraccio!!!

    1. Grazie Nadia, a quanto pare le suore hanno allietato i pomeriggi di tante.

      I rocchetti di legno! Certo che me li ricordo. Anche quelli mi ha lasciato la mia mamma… Sono ancora tutti nuovi, tutti di filo bianco in una scatolina di cartoncino.

  11. Che bella storia e che bei ricordi…sarà che io amo ogni tanto voltarmi indietro,sarà che ho la tendenza a conservare,ma io ho proprio" la mia scatola dei ricordi"..quindi immagino la tua emozione nell'aver ritrovato tutto questo..

  12. Anch'io conservo una vecchia scatola di latta dove mia mamma teneva bottoni, lampo, pizzi recuperati, e tutto ciò che poteva servire e rammendare e a non buttare qualcosa che poteva essere usata ancora…aprire quella scatola mi riporta a quei tempi e a quegli odori,,,, grazie per condividere buona giornata

  13. ciao ma che bella  scatola……in particolare il suo contenuto….a volte queste cose ci fanno tornare indietro nel tempo..e rivivere  la nostra infanzia…..i ricordi sono la nostra memoria ….sono felice x te  colgo  l occasione x complimentarmi x il tuo bel sito …ricco di tante belle idee e bravura da parte tua   grazie…..ti auguro una buona giornata!!!!

  14. E che ci devo fare, mi sono commossa. Tua mamma ti ha lasciato un preziosissimo ricordo. Mi hai fatto venire in mente la scatola dei bottoni di mia nonna, è di legno ed ha un bel paesaggio disegnato su una targhetta di porcellana davanti, e ogni tanto la saccheggio…come le sue borse, con quel fascino in più, una sorta di vintage affettivo…un paio però proprio non me le ha volute dare…"metti devo andare ad una festa",  ha 90 anni 🙂 !

  15. Grazie Doria per la bellissima condivisione, quando ho visto quella scatola ho immaginato subito che ad ogni singolo pezzo contenuto in essa, fosse collegato un ricordo, e mi sono riconosciuta anch'io in uno dei tuoi ricordi, quando passavo i pomeriggi d'estate sotto l'albero di prugne con una suorina piccola e tanto dolce che mi insegnava a ricamare a punto croce….sono passati secoli! :))
    ciao
    carmen

  16. Il contenuto di questa scatola è un grande tesoro,  alle volte basta un piccolo oggetto per ricordarci piacevoli momenti. Ti auguro di imparare presto il chiacchierino, ti farà tornare bambina.

  17. un bel racconto e tanti bei ricordi…anche io ho cominciato ad imparare tutto attraverso le Suore…credo che alle nostre bimbe avrebbe fatto proprio bene un ambiente così dove imparare ma senza la frenesia del nostro tempo…e adesso aspettiamo i risultati….
    ciao Grazia

  18. Questi ricordi sono inestimabili!!!!! Altro che ori o argenti..valgono molto di più….in questi giorni stiamo riordinando le foto vecchie vecchie….in bianco e nero dei nonni e dei bisnonni..voglio passarne allo scanner alcune che sono veramente uno spettacolo!

  19. Certo. Se ti va di dare un'occhiata al post che avevo scritto lo trovi qui: http://pollon72.blogspot.com/2012/01/storie-di-bottoni.html e all'interno del post trovi i due link del Museo. Giorgio ha scritto pure due libri molto interessanti. Uno quasi interamente dedicato alla storia dei bottoni nei Secoli e un altro un pochino più tecnico ma entrambi bellissimi! Su uno dei suoi siti ci sono pure alcuni video: http://bottone.art-italy.net/Video/Buton

  20. I ricordi sono una cosa bellissima! Io non ne ho tanti, non so perchè, ma sono molto legata a quei pochi che sono vivi nella mia memoria. I vestiti per Barbie e Cicciobello che faceva mia mamma, i pomeriggio trascorsi con la mia nonna, le canzoncine gridate a squarciagola sull'altalena insieme alle mie cugine. Sono parte di noi. Oggi siamo così perchè abbiamo vissuto in un modo piuttosto che in un altro. Io penso che il passato sia tanto importante. 

  21. Questo racconto è bellissimo. Pieno di ricordi e amore. Non posso fare a meno di notare, visto che pure io ho scritto un post sui bottoni della mia nonna e dei miei ricordi di bimba mentre creavo collane, che tutte noi abbiamo splendidi ricordi riguardo questo gioco che ora praticamente si è estinto. La scatola dei bottoni. A Santarcangelo di Romagna c'è un Museo molto particolare: il museo dei bottoni. Giorgio accoglie tutti i visitatori narrando storie bellissime sui bottoni che sono esposti nel suo piccolo ma ricco museo. Storie di amore, guerre, re, schiavi… Io rimango incantata ogni volta che vado a trovarlo! Scusa se ho divagato un pochino ma i bottoni mi fanno venire in mente tante belle cose!

    1. Grazie Claudia, scusa di che? Anzi mi fa piacere. Qualche volta penso che vivo troppo attaccata ai ricordi. Ma il fatto che non sono la sola, e tu me lo confermi, mi consola.

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