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Riciclo creativo: è sempre cosa buona e giusta?

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No, non mi sono alzata col piede sbagliato e neanche rinnego il mio amore per il riciclo -che beninteso rimane immutato-  semplicemente sono in fase di maturazione (un po’ come i cachi in questo periodo 😉 ).

Vabbè dicevo, non so se ci hai fatto caso ma ultimamente i miei post riciclosi si sono fatti meno frequenti. Che abbia smesso di riciclare? No, ho solo cominciato a farmi un sacco di domande (la sera dovrei mangiare più leggero, lo so 🙂 ).

In tanti anni passati sul web, in tema di riciclo creativo ho visto di tutto e di più: da vere e proprie opere d’arte fatte di scarti al recupero intelligente di oggetti vecchi, da cose riusate in maniera geniale per arredare la casa a recuperi semplici che riescono semplificarti la vita.
Tutto questo serve da esempio, smuove le coscienze e sprona un po’ tutti a guardare alle cose vecchie con altri occhi.

Ho visto però anche cose che di riciclo avevano ben poco, o meglio, l’intento magari era buono, il risultato un po meno. E non mi riferisco al risultato estetico, quanto a quello pratico ed etico.
Da qui il mio dubbio: l’ho fatto anche io? Probabilmente sì.

Di certo non mi metterò in punizione in ginocchio sui ceci perché comunque sento di avere l’animo più creativo che non talebano/green, però sto seriamente mettendo in discussione un po’ di cose.

Faccio un esempio: riciclare qualcosa per fare una creazione di dubbia utilità e che userò -se la userò- due giorni se va bene, magari fatta incollando la plastica alla stoffa, o la stoffa al cartone o al vetro…è riciclo? O è solo un attacco di creatività acuta contro il quale, lo sappiamo bene, nulla si può?
Nulla quaestio se riciclo qualcosa destinato ad avere un secondo e lungo ciclo di vita (in questo caso avrò evitato la via del bidone a qualcosa per un bel po’ di anni), ma quella “grande opera d’arte” -perché sì dai, tutte pensiamo di essere un po’artiste- destinata ad avere breve vita che ho fatto accoppiando per sempre materiali che potevo smaltire separatamente con la differenziata…quando non mi servirà più, dove la butto? Nell’indifferenziata?
Ah mbeh, complimenti, grande riciclo!

Perché un conto è riciclare (e se lo si fa bisogna farlo bene, sennò che riciclo è?), un altro è dare sfogo alla creatività (e lo si può fare a prescindere).
Ma saper combinare bene le due cose non sempre è cosa facile.

Ecco, io in questo periodo sono assalita da questa roba qua: riciclo per riciclare? riciclo per creare? creo per riciclare? creo per creare?
Insomma dubbi amletici, recycle or not recycle? –che spero di non avere solo io- e che mi trattengono dal fare e sgnappolare alcunché.
Boh…poi magari mi passa mangiando più leggero la sera.

A te è mai capitato? (di avere questi dubbi sul riciclo creativo intendo, no di mangiare pesante 😋 )
Dimmi di sì!

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46 risposte

  1. Bene, vedo che siamo in tante con la stessa idea. Anch’io ho qualcosa da parte per il riciclo, principalmente però scarti di stoffe da cucire per fare oggetti utili quando se ne presenta l’occasione. Per quanto riguarda barattoli, scatole e rotoli carta igienica mi domando anch’io a cosa servono. Giustissimo magari per far fare qualcosa ai bimbi, per il resto inizio a buttare nella differenziata tutto quello che so bene non userò mai. Sempre in gamba con i tuoi post. Vai avanti così. Ciao

  2. Sono di natura una che accumula, prima di buttare via qualcosa penso sempre a un futuro riutilizzo o trasformazione, ma secondo me riciclo/riuso e creatività percorrono due strade diverse, che a volte si possono incrociare, e il binomio “riciclo creativo” è sempre una forzatura, a parte il riuso casalingo di oggetti o materiali per più occasioni.
    In vita mia non ho mai comprato un cestino “per il pane” perchè a parte metterlo sfuso in tavola, basta usare una terrina con un tovagliolo, magari anche tagliato e ricamato apposta, e il gioco è fatto… e neppure un barattolo per conserve, perchè ho sempre tenuto e usato quelli già acquistati con dentro altre cibarie… e le maglie da buttare vanno dritte nelle cucce dei gatti.
    Mi piace creare, e riutilizzare per uno scopo diverso qualcosa che è inizialmente nato per tutt’altro, ma se devo aggiungere altri materiali nuovi acquistati appositamente, non lo considero più né riuso né riciclo.

  3. Quando in rete scoprii i primi blog creativi e i vari post sul riciclo mi ero subito appassionata. Peccato che, dopo poco, mi sia dovuta rendere conto che la maggioranza di quegli oggetti “riciclosi”, come si usa dire ultimamente, fossero totalmente inutili. Cose impossibili da lavare, decorazioni di ogni genere dall’unico potere di dare alla casa un’aria raffazzonata e caotica, portatutto in cui il materiale utilizzato era tre volte quello contenuto… XD
    Poi ho trovato anche cose molto carine, molto utili, e anche qualche idea a dir poco geniale che ho sfruttato più volte.
    Ma c’è anche tanta fuffa. In particolare, odio i post su come riciclare i bottoni: mi dispiace dirlo, ma incollarli qua e là per decorare oggetti inutili non è riciclare, almeno a mio avviso. E la bigiotteria fatta con i bottoni è adatta solo se molto bella, e solo se sia ha meno di una certa età… (a mio gusto, oviamente!)
    Mi sono ormai convinta che i bottoni siano adatti solo ed esclusivamente all’uso per cui sono nati! 😀
    Nonostante tutto ciò, quando riesco ad azzeccare un riciclo davvero utile, quando trasformo un abito decisamente fuori moda ma ancora in buono stato in uno nuovo, quando riesco a fare qualcosa che mi serve senza comprarlo… beh, la soddisfazione è impagabile!!! (peccato che non mi riesca spesso… XD )

    1. Ciao Elena, beh il mio discorso somiglia un po’ al tuo (ma io non ce l’ho con i bottoni :D).
      Ultimamente mi sto frenando proprio perché mi sono venuti molti dubbi che però ci tengo a precisare sono del tutto personali. Non voglio puntare il dito contro nessuno ecco.
      Il confine tra riciclo e creatività sta nella sensibilità delle persone, nello scopo che ti proponi di raggiungere e dal punto di osservazione.
      Come dice anche D-chan forse, quelle creazioni che per alcune sono “riciclo” per altre sono solo “utilizzo di materiali alternativi per creare” e in questo non si può mettere un freno alla creatività.
      Il mio impegno almeno per il futuro, sarebbe quello cercare di armonizzare dove è possibile le due cose o di chiamarle col nome giusto la dove non sia possibile. Se ci riuscirò, non lo so. 🙂

      1. ahahah, mica ce l’ho con i bottoni, io li adoro! ^___^
        E’ solo che non ho ancora mai visto un uso realmente utile che se ne possa fare, ad esclusione di eullo per cui son nati. Sarebbe bello trovarlo: ne ho una marea ereditati da mamma, nonna e vestiti da buttare a cui li ho tolti…

  4. Secondo me le idee creative e riciclose devono avere un obiettivo, è questo il punto. Riciclare ovvero recuperare si, ma in modo consapevole, tipo le famose magliette possono diventare altri vestiti se si sa cucire, ma anche tappeti o cestini all’ uncinetto, perché buttarle…. e sono comunque smaltibili allo strssonmodo di prima, l’ unica cosa che mi rattrista del cotone è che non si faccia raccolta seria, ci si fa la carta!!

    1. forse mi sono espressa male, il.mio rammarico è dovuto al fatto che vada nell’ indifferenziata e non venga raccolto in modo serio così da farci la carta. Per lo meno qui da me, il che è un pardosso considerando che vivo vicino la famosa Fabriano, patria della filigrana e della carta…

  5. Pensavo: sai quanti post tipo “5 modi di riciclare le T-shirt” o “come riciclare questo o quello”… Secondo me è un errore di prospettiva.

    Sarebbe bello e giusto se a me vedendo uno scarto venisse l’idea e avessi voglia di realizzare un mio capriccio inventivo. È un gesto artistico, e va bene, anche se poi si finisce per buttare tutto nell’indifferenziata creando più pattume che a smaltire correttamente i singoli componenti. Puoi anche chiamarla “arte del riciclo” nel senso che crei oggetti con gli scarti invece di usare materiali nuovi, indipendentemente da dove finiranno poi (e quando). Certo, sarebbe meglio avere un’idea artistica mono-materiale o smontabile per differenziarla anche dopo, ma col tempo e l’esperienza crescerà anche il nostro ingegno nell’inventare oggetti non solo artistici e in apparenza “riciclosi” ma pure seriamente eco-compatibili.

    Poi c’è chi si trova con della roba da cestinare, però gli spiace buttarla e vorrebbe farne qualcosa di carino ma non sa cosa, e ha bisogno di andare a cercare un’idea altrui e un post “come riciclare l’oggetto X”… allora no, non è giustificato fare di roba differenziabile un’accozzaglia da discarica, per poi chiamarla “riciclo”.

    Però può capitare che ti serva un oggetto, anche di breve durata tipo un pacchetto regalo che in poche ore finirà nel cestino; allora magari cerchi un’idea altrui da realizzare con quello che ti avanza. Però a quel punto il post che cerchi diventa “come fare oggetto X con materiale di recupero” (tipo: come fare fiocchi regalo con carta da giornale), non più puntando sul riciclo in sé ma sul risultato da ottenere. E anche lì, sta alla tua coscienza ecologica trovare proposte eco-friendly fino allo smaltimento o solo superficialmente riciclose.

  6. io non riciclo, butto direttamente nella raccolta differenziata. semplicemente perchè la casa è piccola e non c’è assolutamente posto x tenere tutto quello che forse-potrebbe-un-giorno-se-mi-sveglio-bene essere riciclato.
    in passato ho riciclato una scatola di cioccolatini e l’ho fatta diventare una scatola porta biglietti (ma i cioccolatini li avevo appena finiti e mi serviva un posto dove mettere i biglietti che regalo a mia mamma , senza che si rovinassero. così ecco la scatola di plastica porta cioccolatini è diventata la scatola di plastica porta biglietti (tra l’altro la scatola era già finita nella borsa della plastica che andava buttata e ho dovuto recuperarla in extremis).
    ma il mio estro creativo ricicloso si ferma qua.
    sono d’accordissimo sul fatto che riciclare e non usare (o usare poco), non ha senso.
    riciclare e poi non sapere un giorno dove smaltire, peggio ancora.
    riempire la casa di oggetti che sono belli ma poi prendono solo polvere, no grazie
    io preferisco buttare via direttamente alla partenza, senza sensi di colpa.

    1. “riciclare e non usare (o usare poco), non ha senso. riciclare e poi non sapere un giorno dove smaltire, peggio ancora”

      Ecco io non dico che debba essere così per tutti. Ognuno può trovare una motivazione nel proprio riciclo.
      Dico solo che IO da un po’ di tempo mi sto facendo tutte queste domande.

  7. Cara Doria,
    il mio blog tra qualche giorno compirà un anno e naturalmente ha una piccola sezione riciclo. Ho tre bambine e ovviamente per i nostri lavoretti usiamo spesso quello che c’è in casa, che però non vuol dire necessariamente riciclo: per fare braccialetti di pastina per esempio abbiamo usato le stelline, che di conseguenza non sono finite nel piatto. Meglio che riempire la casa di perline di plastica, si potrebbe dire, ma è vero pure il contrario pensando alla seppur piccola quantità di cibo sprecato. Lo stesso vale per la bottiglia di plastica fatta diventare un sonaglio grazie al riso, che le mia bambine hanno adorato più dei giochi comprati. In molti casi quello che anche io stessa chiamo riciclo è in realtà opportunità, economia e piacere personale. Di contro le centinaia di magliette macchiate si sono spesso trasformate in mollette usate e strausate e regalate e straregalate, due barattoli di latta sono diventati i nostri portapenne ufficiali, la mia vecchia sciarpa si è trasformata in due colli per le bambine molto più comodi ed attuali, ma non vado oltre: non mi metterei mai in casa un oggetto solo perché “ricicloso” e fatto da me ma inutile e non in linea con lo stile della casa! Preferisco a quel punto comprare… forse anche perché non ho doti artistiche così spiccate e c’è sempre mio marito pronto a ricordarmelo! Quindi per me ok al riciclo solo se utile e usabile, o veramente artistico, se no, largo ad una accurata differenziata!
    Esther

    1. Ma infatti quando si hanno bambini è diverso. Pensi che io non le abbia fatto le maracas con le bottiglie di plastica? Ma certo che sì. Non c’è niente di più bello dei giochi inventati e costruiti insieme.

  8. non nel senso negativo del termine, però vedi tu hai riposto in uno scatolone, io troppi ne ho, quindi ho deciso di d’armi una ridimensionata, magari faccio regali intelligenti fatti da me, cose utili davvero però… la creatività quando prende, prende però cercò di pilotarla ecco

  9. Mah sai, in effetti mi sono chiesta come fa uno ad avere in casa centinaia di biro scariche per farne un lampadario chandelier. Tutte identiche poi.
    E mi sono chiesta anche come fa uno a sedersi su un pouf imbottito di bottiglie di plastica schiacciate, è tutto gibboso e a mio parere scomodissimo, però pare che sia tanto trendy.

    Per me gli “attacchi d’arte” non hanno un gran valore, di solito mi serve qualcosa e penso a come realizzarla, se posso recuperare e riciclare è meglio, le cose fatte tanto per fare non mi interessano. Però capisco che tante persone creino per il piacere di creare, anche se poi l’oggetto ha vita breve; tuttavia è diverso pensare “voglio fare qualcosa, invece di comprare materiale apposta mi arrangio con quello che ho” oppure “produco un sacco di scarti, cosa posso inventare per renderli carini?”.

    Credo che il riciclo significhi dare nuova vita ad un oggetto, nel senso che si rende utile anche dopo essere stato già usato una volta. In genere non penso a quando o come dovrà essere buttato, più che altro penso se potrà essere smontato una seconda volta per poter essere recuperato ancora, nel caso. Per questo la stoffa si cuce e non si mette insieme con la colla a caldo, diamine!

  10. Ciao Doria,
    sono state dette tante cose vere, penso che ognuna di noi si ritrovi, almeno in parte, in ogni commento 😉
    A me invece ogni tanto viene l’embolo dell’ordine e della pulizia e butto via tutto, per scoprire il giorno dopo
    che ne avrei potuto fare un riuso alternativo e utile, ovviamente….
    a presto 😀

    1. Davvero? Sai che io invece ho letto che se si tiene le cose in un posto per più di tot tempo senza averle mai usate vuol dire che non ci servono e possiamo buttarle via. Ovviamente l’ho fatto poche volte però onestamente non ho mai sentito la mancanza di quello che avevo buttato.

        1. Sono anch’io un’accumulatrice ma sto imparando l’abitudine del “se non mi serve per un tot di tempo vuol dire che non mi serve”: funziona con i vestiti, funziona con gli oggetti, funziona con i giornali, funziona anche con tutti quei ritagli che raccolgo dalle riviste e dai volantini perché “quell’immagine è troppo bella, voglio farne qualcosa che rimanga”.
          Tante volte però rimane lì a occupare spazio – fisico e mentale – per troppo tempo. E allora vuol dire che non era il suo momento, che non era così forte e irresistibile il desiderio di usarla.

          Ok, poi succede che quando non l’hai più una cosa ti manca (come quel paio di stivali anni 70 di mammà, che se li avessi avuti ancora… uff)

    1. No dai non lo definirei ciarpame. Ogni cosa a cui abbiamo dedicato del tempo merita rispetto anche se poi non è venuta un’opera d’arte. Io ne ho uno scatolone pieno che non vi ho mai fatto vedere. Di alcune cose ci rido su, di altre…ci piango 😀 😀

  11. Eheh, purtroppo anch’io ho fatto dei “ricicli” terribili, usando “immondizia” vecchia per crearne una nuova. Adesso sono un po’ più attenta, ma quando parte l’embolo creativo….non sempre riesco a trattenermi 🙁
    La cosa migliore sarebbe evitare proprio il consumo delle plastiche, delle cialde ecc.ecc., così non viene neanche la tentazione….

  12. interessante quesito…faccio una piccola premessa:io sono una schiappa come riciclatrice e come creativa,me la cavo giusto in cucina(faccio dei ricicli buonissimi!!).Mia mamma invece è una vera artista(è una pittrice).Quando non si dedica alla pittura piglia una cosa qualsiasi e la trasforma.In questi anni l’ho vista fare cose meravigliose,originali,utili o meno,ma sempre bellissime.Dice che la fa stare bene e io credo sia proprio questo il punto,la creatività a prescindere dall’utilità o meno,fa bene!Quindi ben venga anche l’oggetto inutile,anche se poi non sappiamo dove metterlo.Trovo che creare con le proprie mani sia un dono inestimabile e invido chi lo sa fare,perciò sì alla creatività,anche fine a se stessa a volte,anche quando economicamente discutibile.Facevo le candele una volta,cucina in condizioni pietose,tempi lunghissimi,materiali costosi,quando con 20 euro me ne compravo 10 semiartigianali alla cereria qui all’angolo,ma quando una coppia ha usato le mie candele come bomboniere..beh,al diavolo soldi e tempo,ne è valsa la pena :).

    1. Ciao Piera, benvenuta! Guarda io penso esattamente tutto quello che hai scritto riguardo alla creatività e sono anni che ne predico e ne descrivo i benefici. Credo di aver aperto il blog proprio perché spinta dalla voglia di creare qualsiasi cosa mi facesse stare bene. All’epoca stavo passando un brutto periodo e lavorare con le mani e raccontarlo a chi come me poteva capirne il senso, mi ha fatto tanto bene.
      Continuerò a creare per me, per la mia casa e anche per mia soddisfazione personale e non potrebbe che essere così. Però penso sempre più di frequente che la creatività e il riciclo non sempre sono felicemente abbinabili, ma possono comunque convivere bene sotto lo stesso tetto. 🙂

  13. Sono molto d’accordo con quello che hai scritto e con chi ha commentato prima di me, soprattutto Elle ha detto meglio quello che avrei potuto dire io! Anche i miei esperimenti di riciclo sono solo cose utili (e neanche tanto artistiche), del resto ho già la casa piena di impicci senza metterci bottiglie di plastica o barattoli vari!

  14. Eccolo il post sull’argomento riciclo! Come accennavo ieri, ho gli stessi dubbi.

    In conclusione delle mie riflessioni ho deciso che, fermo restando che ognuna ha la sua idea e il suo bisogno di riciclo, per me riciclare significa che io:
    – non compro una cosa che posso fare con i materiali che ho a casa, ottenendo un risultato accettabile in riferimento all’uso che ne farò e non al fatto di essere riuscita a riciclare qualcosa; e mi deve piacere!, sopratutto se me lo devo tenere in casa 😉
    – non butto via materiali che possono essere utili, ma solo quelli che tanto non userò mai: la plastica, ad esempio, che proprio non mi piace, la butto senza pensarci due volte; io preferisco stoffa e carta e ora accumulo solo queste (ci provo);
    – non compro una cosa nuova se a casa ne ho una vecchia rinnovabile, migliorabile, e allora qui sì che sfogo la mia creatività.

    La mia idea di riciclo creativo è più un riciclo per evitare sprechi e acquisti doppi tripli inutili, camuffato da idea creativa, che però non deve essere solo una maschera, perché la creazione deve svolgere una funzione altrettanto utile. Non un semplice creare con materiali in origine destinati ad altro. Mi è capitato invece di creare certe schifezze, come dicevo ieri, che per di più non mi servivano, e allora mi sono chiesta anche io “l’ho fatto per farci un post, così qualche creativa sfigata mi ruba l’idea, pulendomi il curriculum creativo? o l’ho fatto perché in sogno mi è parso che mi servisse e che mi potesse venire bene?” Ecco io vorrei che mi venisse bene e che mi servisse, quello che creo. Ma io non vendo…

    1. Beh è un po’ di tempo che sto pensando a tutte le cose che hai scritto anche tu (un accenno lo avevi sentito nel video che hai commentato).
      Sono solo riflessioni le mie che probabilmente mi faranno maturare. Ma non sono sicura che non cadrò mai più in tentazione. 😀

  15. Ma infatti secondo me come si deve capire se è giusto comprare tutto ciò che compriamo ( lo so mi sento mia nonna a dirlo… ma prima quando si aveva meno non si buttava mai niente) bisogna anche capire quando è giusto investire su qualcosa da riciclare….. oggettivamente valutare se è etico giusto e produttivo investire soldi, nuovo materiale ( perchè qualcosa ti serve per forza) e tempo in un riciclo creativo …. il concetto è semplice TUTTO CIO CHE COMPRIAMO O RIMETTIAMO A POSTO DEVE SERVIRE PER ME.

  16. Ma certo che è capitato. Ogni volta che mi trovo tra le mani qualcosa da buttare me la guardo mezz’ora cercando di capire se può servirmi in qualche modo. Molto spesso mi vengono in mente solo che non mi servono (tipo un portamatite con il cartone della carta igienica, ne può servire uno, due ma poi basta!).
    Devo dire che poi il dilemma me lo risolvono i miei uomini: i miei figli che tagliano, colorano e incollano tutto quello che vedono e mio marito che poi prende e butta tutto… ecco lui tanti problemi non se li fa. Forse mangia molto più pesante di noi 😉
    Ti dirò di più, mi faccio le stesse domande anche con le cose nuove: se vedo un bel gomitolo di lana lo compro? E poi che ci faccio? Un regalo? Per chi? E soprattutto, quando?
    Altrimenti preferisco non prenderlo, anche se è il più bello che abbia mai visto

    1. Anch’io sono della tua stessa filosofia!
      Fase 1: Bello, lo tengo, può sempre servire! (Oppure in negozio: bello, lo voglio!)
      Fase 2: Ma poi cosa ne faccio? Dove lo metto? Quanto mi serve? Non è che poi finisce lì a prender polvere perché “si si lo faccio” e poi non lo faccio mai?
      Fase 3: Ok lo butto subito! (Oppure in negozio: ok stai lì che stai meglio che a casa mia!)

  17. SI…..ma devo dire che ho le idee abbastanza chiare. Anche guardando le idee riciclose in rete mi rendo sempre più conto di essere un pò contro corrente. Adoro il riciclo, soprattutto adoro il riuso, dare una nuova vita alle cose che per gli altri sono spazzatura. Ma se dici nuova vita devi intendere una vita “degna dio essere vissuta”. L’oggetto poi deve servire, non deve essere il tipico raccatta polvere che ti è servito per fare un nuovo post. Sul mio blog ho fatto un post sul riciclo quando ho avuto la necessità di creare una certa cosa… i miei ricicli nascono dalla necessità diciamo… Francamente quasi la totalità dei ricicli che trovo nei blog mi sembra inutile… capsule del caffè … spugnette … cannucce… lo chiamano riciclo, ma poi per fare il post usano spugne e cannucce nuove…. la trovo una vera ipocrisia. Io il riciclo che faccio lo faccio per la mia casa, è vero tangibile…. la quasi totalità dei mobili che ho a casa provengono dai rifiuti…. la gente butta cose assurde… io passo in macchina e con l’occhio fugace scruto. Diciamo che ho l’attitudine ha guardare un mobile vecchio e scolorito e vedere subito il potenziale che è in lui. In linea generale anche per le mie creazioni faccio solo cose utili…. niente cuori, divanetti porta kleenex e robe varie che catalogo come ” tempo buttatto al vento”, è un tipologia che non mi dice niente… individuo un bisogno e creo una soluzione. Bado al sodo ecco!! Alla luce di tutto ciò, e con l’aiuto del mio maritino tutto fare sta nascendo, anzi è già nato, un nuovo progetto per Lecosedichiara, una nuova “linea” fatta di mobili cucito e decorazione… la mia MUTAMENTI <3 …. vediamo se riuscirò a far capire cosa è riciclo per me 🙂

  18. Cerrrto che ce lo chiediamo 🙂 Grazie per aver sollevato la questione.

    Penso che spesso nei lavori creativi ci mettiamo a fare cose poco utili, che effettivamente tra qualche giorno non sapremo dove mettere. Ora, usare dei materiali di recupero per i lavoretti dei bambini va anche bene, perché diciamocelo, anche comprare dei materiali nuovi per poi ributtarli dopo poco non è esattamente etico (ho tre figlie e no, non riesco a archiviare in soffitta tutte le loro creazioni). Anche perché ci ritroveremmo a controllare ogni sforbiciata, per non sciupare troppo materiale costoso e il divertimento finirebbe dopo pochi minuti.
    L’ideale è poter creare un oggetto completamente nuovo, da usare per anni. A volte ci riusciamo, altre no … ma tentar non nuoce, vero?

    1. Ciao Jasna che piacere trovarti qui!
      Condivido tutto quello che hai scritto soprattutto quello che riguarda i lavoretti creativi per i bambini. E una cosa di cui volevo parlare ma poi ho avuto paura di dilungarmi troppo.
      Nel caso dei lavoretti infatti è normale riusare, incollare, pasticciare. In questo modo non solo si fa economia, ma si mettono in moto la fantasia e la manualità dei bambini.
      Penso che sia normale anche che lo facciano gli adulti, ma in questo caso forse si parla di creatività e un po’ meno di riciclo.

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